Sicurezza
Il presidente del consorzio replica a Tori
Ismaele Ridolfi: «In una ditta privata il consigliere sarebbe stato licenziato in tronco per assenteismo»
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LUCCA. Prosegue il botta e risposta tra il presidente del Consorzio 1 Toscana Nord Ismaele Ridolfi e il consigliere decaduto Giovanni Matteo Tori, che giusto ieri aveva annunciato un ricorso ufficiale contro il provvedimento sancito dall’assemblea. «Se tutti avessero fatto come Tori il consorzio si sarebbe bloccato e non avrebbe potuto effettuare i lavori per la sicurezza dei cittadini – spiega il presidente in una nota –. E in una ditta privata Tori sarebbe stato licenziato in tronco per assenteismo».
Per Ridolfi anche le norme e lo statuto si premuniscono quindi di sanzionare l’assenteismo ingiustificato dei membri dell’assemblea al fine di garantire il regolare funzionamento della stessa. «Rileviamo come Tori nel suo intervento sulla stampa, ruoti attorno al problema, sollevando solo eccezioni infondate, di tipo formale o politiche – spiega Ridolfi –. Parla d’altro perché il dato sostanziale è che era stato eletto dai cittadini consorziati affinché con la sua presenza alle riunioni dell’assemblea, portasse avanti le esigenze dei cittadini e del territorio. Cosa che non ha fatto, com’era suo dovere. Risponda ai consorziati che gli avevano dato fiducia».
Il presidente del consorzio chiede se sia vero o no che per oltre metà mandato, un anno e mezzo, non si è mai presentato alle riunioni degli organi consortili nei quali era stato eletto. «È vero o no, poi, che non ha partecipato neppure a nessuna delle decine di riunioni delle commissioni convocate in tale periodo? - aggiunge il presidente Ridolfi -. Se tutti gli eletti avessero fatto come lui, i lavori dell’assemblea sarebbero stati bloccati. Com’è noto tra le competenze di questo organismo vi è anche l’adozione del piano delle attività di bonifica, con gli importanti lavori di manutenzione dei corsi d’acqua nel nostro comprensorio. Ciò denota, evidentemente, uno scarso interesse per la missione del consorzio, molto delicata e importante per la sicurezza idraulica del territorio, per le attività agricole, per i cittadini. Pertanto la decadenza di Tori è un atto dovuto che le norme prevedono proprio a tutela dei cittadini e dei consorziati e finalizzate a garantire il funzionamento dell’ente consortile». Tutto finito qua? No, perché Tori ha già fatto sapere che andrà fino in fondo, leggasi tribunale, nella sua battaglia. E non è finita neppure per il consigliere di minoranza Fortunato Angelini che parla apertamente di un provvedimento da parte di Ridolfi frutto di una «vendetta politica».
Alessandro Bientinesi
Per Ridolfi anche le norme e lo statuto si premuniscono quindi di sanzionare l’assenteismo ingiustificato dei membri dell’assemblea al fine di garantire il regolare funzionamento della stessa. «Rileviamo come Tori nel suo intervento sulla stampa, ruoti attorno al problema, sollevando solo eccezioni infondate, di tipo formale o politiche – spiega Ridolfi –. Parla d’altro perché il dato sostanziale è che era stato eletto dai cittadini consorziati affinché con la sua presenza alle riunioni dell’assemblea, portasse avanti le esigenze dei cittadini e del territorio. Cosa che non ha fatto, com’era suo dovere. Risponda ai consorziati che gli avevano dato fiducia».
Il presidente del consorzio chiede se sia vero o no che per oltre metà mandato, un anno e mezzo, non si è mai presentato alle riunioni degli organi consortili nei quali era stato eletto. «È vero o no, poi, che non ha partecipato neppure a nessuna delle decine di riunioni delle commissioni convocate in tale periodo? - aggiunge il presidente Ridolfi -. Se tutti gli eletti avessero fatto come lui, i lavori dell’assemblea sarebbero stati bloccati. Com’è noto tra le competenze di questo organismo vi è anche l’adozione del piano delle attività di bonifica, con gli importanti lavori di manutenzione dei corsi d’acqua nel nostro comprensorio. Ciò denota, evidentemente, uno scarso interesse per la missione del consorzio, molto delicata e importante per la sicurezza idraulica del territorio, per le attività agricole, per i cittadini. Pertanto la decadenza di Tori è un atto dovuto che le norme prevedono proprio a tutela dei cittadini e dei consorziati e finalizzate a garantire il funzionamento dell’ente consortile». Tutto finito qua? No, perché Tori ha già fatto sapere che andrà fino in fondo, leggasi tribunale, nella sua battaglia. E non è finita neppure per il consigliere di minoranza Fortunato Angelini che parla apertamente di un provvedimento da parte di Ridolfi frutto di una «vendetta politica».
Alessandro Bientinesi
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