Attenzione
Dopo le denunce arrivano i fogli di via
di Alessandro Bientinesi
La notifica riguarda anche tre manifestanti lucchesi
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LUCCA. Dopo le 44 denunce arrivano 9 fogli di via da Lucca. Le notifiche della questura arrivano in relazione agli incidenti tra manifestanti e forze dell’ordine avvenuti lo scorso 10 aprile di fronte Porta San Jacopo in occasione del corteo contro il G7 dei ministri degli esteri. Tra questi sei abitano in provincia di Massa, mentre gli altri tre sono residenti in Comuni limitrofi a quello di Lucca anche se di fatto lavorano e vivono nella città delle Mura. Lo scorso 8 giugno, invece, furono denunciati, anche grazie alla visione di numerosi filmati realizzati nel corso della manifestazione dalla polizia scientifica, oltre a quelli realizzati dai giornalisti e reporter che seguirono lo svolgimento della manifestazione, un totale di 44 persone tra i gruppi di antagonisti provenienti da Firenze, Pisa, Massa, Pistoia e Viareggio, oltre ovviamente a quelli lucchesi. Furono 13, infatti, i manifestanti lucchesi segnalati alla procura della repubblica perché ritenuti responsabili di resistenza a pubblico ufficiale, lancio ed accensioni di oggetti pericolosi, porto di oggetti atti ad offendere, travisamento e violazione delle prescrizioni imposte dal questore di Lucca.
Tredici lucchesi segnalati che si aggiungevano ai tre fermati immediatamente dopo gli scontri e ai quattro fermati al momento di un controllo preventivo della Digos su un furgone. Scontri che, intorno alle 18 del 10 aprile proprio di fronte a Porta San Jacopo, avevano provocato una dozzina di feriti. Sei tra le forze dell’ordine e altrettanti tra i manifestanti. Adesso, con la notifica dei fogli di via che in particolare coinvolge tre lucchesi il movimento Lucca contro il G7, che organizzò la manifestazione poi sfociata nella sua parte finale negli scontri, non ci sta.
«Il foglio di via è uno strumento repressivo e può essere comminato in qualsiasi momento a discrezione del questore sulla presunta pericolosità sociale e impone l’allontanamento fisico delle persone per un minimo di 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni - si legge nella nota di Lucca contro il G7 -. Non possiamo accettare e non accetteremo questi provvedimenti repressivi, che peraltro capovolgono qualsiasi provvedimento di garantismo giuridico. Per questo ricorreremo a tutti i mezzi, legali e politici, per infrangere questi dispositivi».
Lucca contro il G7, al netto dei provvedimenti adottati in questi giorni, continua a rivendicare la legittimità della manifestazione, compreso il tentativo di entrare in città. Zona vietata «Rivendichiamo con fermezza ogni momento della manifestazione di quella giornata - spiegano -. Non abbiamo accettato l’occupazione militare che la città di Lucca ha subito per permettere la passerella dei ministri degli esteri. E tutti insieme continueremo a combattere per un mondo diverso».
Il questore, lo scorso 10 aprile, aveva autorizzato il corteo lungo metà anello della Circonvallazione. Dalla stazione fino alle Tagliate e ritorno. Il corteo di 350 manifestanti era stato pacifico fino all’altezza di Porta San Jacopo. Lì un gruppo di una cinquantina di manifestanti, dei quali 44 denunciati, deviarono dal percorso previsto entrando in contatto con le forze dell’ordine. Che reagirono con due cariche disperdendo i manifestanti.
Tredici lucchesi segnalati che si aggiungevano ai tre fermati immediatamente dopo gli scontri e ai quattro fermati al momento di un controllo preventivo della Digos su un furgone. Scontri che, intorno alle 18 del 10 aprile proprio di fronte a Porta San Jacopo, avevano provocato una dozzina di feriti. Sei tra le forze dell’ordine e altrettanti tra i manifestanti. Adesso, con la notifica dei fogli di via che in particolare coinvolge tre lucchesi il movimento Lucca contro il G7, che organizzò la manifestazione poi sfociata nella sua parte finale negli scontri, non ci sta.
«Il foglio di via è uno strumento repressivo e può essere comminato in qualsiasi momento a discrezione del questore sulla presunta pericolosità sociale e impone l’allontanamento fisico delle persone per un minimo di 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni - si legge nella nota di Lucca contro il G7 -. Non possiamo accettare e non accetteremo questi provvedimenti repressivi, che peraltro capovolgono qualsiasi provvedimento di garantismo giuridico. Per questo ricorreremo a tutti i mezzi, legali e politici, per infrangere questi dispositivi».
Lucca contro il G7, al netto dei provvedimenti adottati in questi giorni, continua a rivendicare la legittimità della manifestazione, compreso il tentativo di entrare in città. Zona vietata «Rivendichiamo con fermezza ogni momento della manifestazione di quella giornata - spiegano -. Non abbiamo accettato l’occupazione militare che la città di Lucca ha subito per permettere la passerella dei ministri degli esteri. E tutti insieme continueremo a combattere per un mondo diverso».
Il questore, lo scorso 10 aprile, aveva autorizzato il corteo lungo metà anello della Circonvallazione. Dalla stazione fino alle Tagliate e ritorno. Il corteo di 350 manifestanti era stato pacifico fino all’altezza di Porta San Jacopo. Lì un gruppo di una cinquantina di manifestanti, dei quali 44 denunciati, deviarono dal percorso previsto entrando in contatto con le forze dell’ordine. Che reagirono con due cariche disperdendo i manifestanti.
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