Sicurezza
«Aiutateci a salvare la chiesa e la torre»
di Flavia Barsotti
L’appello di Aulo Avanzinelli, presidente dell’associazione locale
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LUCCA. In passato, in occasione della festa di San Gregorio, i ragazzi della parrocchia, al termine dell’anno scolastico e di quello catechistico, venivano accompagnati a Montecatino per una giornata di svago e divertimento. Un’antica tradizione che oggi potrebbe sembrare anacronistica se non fosse che, dietro a questo appuntamento fisso, c’è la mobilitazione di un paese intero. In una veste rivisitata e più moderna, come un immancabile rito che unisce tutta una comunità, da otto anni l’Associazione Montecatino propone una merenda per raccogliere i fondi necessari al recupero della torre-campanile annessa alla chiesa di Santa Maria Annunziata.
Là, dove nelle giornate più limpide è possibile fermarsi ad ammirare anche la Corsica e l’arcipelago toscano, sulla sommità di un colle a 483 metri sopra il livello del mare, infatti, si sta deteriorando un patrimonio storico di grande valore. «Abbiamo riadattato la tradizionale festa di San Gregorio trasformandola in una merenda per tutti – spiega il presidente dell’Associazione Montecatino, Aulo Avanzinelli –. Lo scopo è raccogliere, con offerte libere, quanti più fondi possibili per finanziare gli interventi di restauro necessari affinché la bellezza di questo luogo non venga persa per sempre».
Sulla sommità del colle, nella frazione di Cappella, si trovano i resti romanici della chiesa di Santa Maria Annunziata e della torre-campanile,in un’area etrusca. «Eppure, questo posto è passato da essere struttura funzionante a vivere questa situazione di declino – prosegue Avanzinelli –. La chiesa è un rudere coperto da erbacce, ne rimangono i muri perimetrali».
La torre invece - la cui campana datata 1306 è custodita nella vicina chiesa di San Lorenzo, in località Cappella - è ancora in piedi e non per caso. Dal 2009, infatti, l’associazione ha ottenuto in concessione questo spazio dal Comune, mettendo in campo tutte le sue forze per tutelare un bene pubblico di grande valore. «Da allora abbiamo cominciato ad organizzare le nostre merende due volte l’anno – aggiunge –. La prima, per la festa di San Gregorio, a metà giugno e la seconda ad agosto dopo la festa dell’Assunta».
L’ultima occasione di ritrovo, è stata il 25 giugno scorso, quando, grazie alla partecipazione di 150-180 persone, al netto delle spese, è stato ricavato circa un migliaio di euro. Una cifra che andrà a rimpinguare le casse dell’associazione in vista di nuovi lavori di recupero su Montecatino, che potranno iniziare solo quando verrà raggiunta una somma sufficiente. Nel 2016, tutto il denaro raccolto negli anni con le merende, è stato speso per gli interventi al paramento esterno della torre. «Le operazioni sono iniziate a maggio del 2016 e terminate a settembre - spiega Avanzinelli -. Hanno riguardato i muri esterni del campanile che oggi si presenta come un parallelepipedo vuoto. Mancano i supporti interni e la copertura». La prima parte degli interventi, gravati solo sulle spalle dell’associazione, è costata 7.000 euro, prezzo di favore della Puccetti Costruzioni di Monte San Quirico. Una cifra che ha però prosciugato le risorse dell’associazione che, adesso, si trova a dover ripartire da zero. Secondo una stima del presidente, per salvare il campanile, occorrerebbero circa 50.000 euro, ma oltre al recupero, il sogno sarebbe costruire una scala staccata dal corpo storico per poter raggiungere la cima della torre e dare vita a un punto panoramico. «Il proprietario del complesso è il Comune di Lucca che per ora non ci ha sostenuto economicamente. Il sindaco Alessandro Tambellini, quando due anni fa presenziò alla commemorazione di un padre e un bambino trucidati a Montecatino dai nazisti nel ‘45, ci promise che, se avesse trovato i fondi, ne avrebbe destinati parte al restauro della struttura. È stata fatta richiesta anche alla Fondazione Crl».
Per ora però, il futuro di un luogo incantato che domina le valli del Serchio e della Freddana, è nelle mani dell’associazione Montecatino, con settanta paesani. Una causa sentita che unisce giovani e meno, ognuno dei quali mette in campo capacità, competenze e buona volontà. «Siamo ostinati – afferma Avanzinelli – vogliamo andare avanti con questo progetto».
Per salvaguardare la zona, mesi fa l’associazione ha protestato contro l’installazione di un’antenna per il sistema di sorveglianza urbana. «La nostra proposta per non impattare sulla bellezza architettonica era che venisse posizionata in cima alla torre, in un punto meno visibile – spiega Avanzinelli – e invece il palo metallico, è stato piantato a un metro e mezzo dalla chiesa di Santa Maria Annunziata». Ora però si deve pensare al futuro. «Mi rivolgo a chiunque possa darci una mano – conclude il presidente - qualsiasi contributo o iniziativa è molto importante. Per esempio, questo è un luogo ideale per mettere in scena degli spettacoli. Il complesso di Montecatino è un bene pubblico e come tale deve essere protetto: per l’intera comunità, per il suo valore storico e architettonico e per il fascino di un paesaggio unico».
Là, dove nelle giornate più limpide è possibile fermarsi ad ammirare anche la Corsica e l’arcipelago toscano, sulla sommità di un colle a 483 metri sopra il livello del mare, infatti, si sta deteriorando un patrimonio storico di grande valore. «Abbiamo riadattato la tradizionale festa di San Gregorio trasformandola in una merenda per tutti – spiega il presidente dell’Associazione Montecatino, Aulo Avanzinelli –. Lo scopo è raccogliere, con offerte libere, quanti più fondi possibili per finanziare gli interventi di restauro necessari affinché la bellezza di questo luogo non venga persa per sempre».
Sulla sommità del colle, nella frazione di Cappella, si trovano i resti romanici della chiesa di Santa Maria Annunziata e della torre-campanile,in un’area etrusca. «Eppure, questo posto è passato da essere struttura funzionante a vivere questa situazione di declino – prosegue Avanzinelli –. La chiesa è un rudere coperto da erbacce, ne rimangono i muri perimetrali».
La torre invece - la cui campana datata 1306 è custodita nella vicina chiesa di San Lorenzo, in località Cappella - è ancora in piedi e non per caso. Dal 2009, infatti, l’associazione ha ottenuto in concessione questo spazio dal Comune, mettendo in campo tutte le sue forze per tutelare un bene pubblico di grande valore. «Da allora abbiamo cominciato ad organizzare le nostre merende due volte l’anno – aggiunge –. La prima, per la festa di San Gregorio, a metà giugno e la seconda ad agosto dopo la festa dell’Assunta».
L’ultima occasione di ritrovo, è stata il 25 giugno scorso, quando, grazie alla partecipazione di 150-180 persone, al netto delle spese, è stato ricavato circa un migliaio di euro. Una cifra che andrà a rimpinguare le casse dell’associazione in vista di nuovi lavori di recupero su Montecatino, che potranno iniziare solo quando verrà raggiunta una somma sufficiente. Nel 2016, tutto il denaro raccolto negli anni con le merende, è stato speso per gli interventi al paramento esterno della torre. «Le operazioni sono iniziate a maggio del 2016 e terminate a settembre - spiega Avanzinelli -. Hanno riguardato i muri esterni del campanile che oggi si presenta come un parallelepipedo vuoto. Mancano i supporti interni e la copertura». La prima parte degli interventi, gravati solo sulle spalle dell’associazione, è costata 7.000 euro, prezzo di favore della Puccetti Costruzioni di Monte San Quirico. Una cifra che ha però prosciugato le risorse dell’associazione che, adesso, si trova a dover ripartire da zero. Secondo una stima del presidente, per salvare il campanile, occorrerebbero circa 50.000 euro, ma oltre al recupero, il sogno sarebbe costruire una scala staccata dal corpo storico per poter raggiungere la cima della torre e dare vita a un punto panoramico. «Il proprietario del complesso è il Comune di Lucca che per ora non ci ha sostenuto economicamente. Il sindaco Alessandro Tambellini, quando due anni fa presenziò alla commemorazione di un padre e un bambino trucidati a Montecatino dai nazisti nel ‘45, ci promise che, se avesse trovato i fondi, ne avrebbe destinati parte al restauro della struttura. È stata fatta richiesta anche alla Fondazione Crl».
Per ora però, il futuro di un luogo incantato che domina le valli del Serchio e della Freddana, è nelle mani dell’associazione Montecatino, con settanta paesani. Una causa sentita che unisce giovani e meno, ognuno dei quali mette in campo capacità, competenze e buona volontà. «Siamo ostinati – afferma Avanzinelli – vogliamo andare avanti con questo progetto».
Per salvaguardare la zona, mesi fa l’associazione ha protestato contro l’installazione di un’antenna per il sistema di sorveglianza urbana. «La nostra proposta per non impattare sulla bellezza architettonica era che venisse posizionata in cima alla torre, in un punto meno visibile – spiega Avanzinelli – e invece il palo metallico, è stato piantato a un metro e mezzo dalla chiesa di Santa Maria Annunziata». Ora però si deve pensare al futuro. «Mi rivolgo a chiunque possa darci una mano – conclude il presidente - qualsiasi contributo o iniziativa è molto importante. Per esempio, questo è un luogo ideale per mettere in scena degli spettacoli. Il complesso di Montecatino è un bene pubblico e come tale deve essere protetto: per l’intera comunità, per il suo valore storico e architettonico e per il fascino di un paesaggio unico».
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