Il Tirreno

Lucca

Consorzio di bonifica, il consigliere escluso non ci sta e fa ricorso

di Alessandro Bientinesi
Consorzio di bonifica, il consigliere escluso non ci sta e fa ricorso

La decadenza di Giovanni Matteo Tori era stata sancita per le troppe assenze. Lui accusa: «Solo un pretesto, Ridolfi ha violato molte più normative»

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LUCCA. Nuova puntata dello scontro interno al Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord. Ai primi di giugno il consigliere di maggioranza Giovanni Matteo Tori in una lettera aveva attaccato la gestione dell’ente e la poca trasparenza del presidente Ismaele Ridolfi. Annunciando l’uscita dal gruppo di maggioranza e la successiva creazione di un gruppo autonomo. Neanche il tempo di ricevere la missiva e Tori si è visto estromesso dall’assemblea.

Motivo ufficiale? Le troppe assenze, almeno tre consecutive bastano per decretare la decadenza da statuto. La risposta di Tori, invece, è di tutt’altro genere. «Sono stato estromesso per le critiche al presidente». E il consigliere passa alle vie di fatto, con un ricorso inviato a Ridolfi, in Regione e ad altri membri del consorzio il 28 giugno scorso.

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«L’assemblea ha votato la mia decadenza il 1 giugno, poi pubblicata sull’albo pretorio dal 3 al 6 giugno, mentre doveva essere presente almeno per 14 giorni, ed era legata all’articolo 28, comma 2 lettera C dello statuto consortile – spiega Tori -. In altre parole le tre assenze consecutive portano alla decadenza di un consigliere». Proprio da qui parte il ricorso. Perché per Tori il presidente Ridolfi e l’assemblea avrebbero violato molte più regole dello statuto e anche la legge 241.

«Nel testo del mio ricorso, preparato insieme all’avvocato Anna Cordoni di Lucca, il primo punto è quello che riguarda l’avviso di convocazione dell’assemblea non inviato nei tempi e nei termini previsti dallo statuto – spiega Tori -. Poi la legge 241, un cardine sulla quale si basano tutte le normative sulla trasparenza negli enti pubblici, prevede l’invio della comunicazione dell’apertura del procedimento di decadenza. Cosa che non è mai stata fatta nei miei confronti».

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Nella lettera di ricorso, inviate anche all’assessore regionale della difesa del suolo e protezione civile Federica Fratoni e al direttore responsabile Giovanni Massini, il consigliere estromesso inserisce altri punti che l’assemblea avrebbe violato. «Le contestazioni del fatto illecito, cioè del mancato rispetto dell’articolo 28 dello statuto, in ossequio al principio generale dell’ordinamento dovevano avvenire in un termine ravvicinato – prosegue Tori -. Vale a dire dopo le tre assenze consecutive e non dopo molto tempo e dopo ulteriori assenze, così da pregiudicare anche la difesa. Il provvedimento di decadenza proposto illegittimamente dal presidente, poi, ha riguardato solo ed esclusivamente la mia persona mentre ci sono anche altri membri nella medesima posizione».

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Due in particolare e sarebbero legati a Coldiretti, dunque nel gruppo di maggioranza. «La delibera oggetto del ricorso richiama l’articolo 28 comma 2, lettera C dello statuto – conclude Tori -. Questo prevede la decadenza per i membri eletti quando i membri dell’assemblea senza giustificato motivo non partecipano per tre volte consecutive alle riunioni dell’assemblea. Ma visto che la legge non prevede che siano i membri a presentare giustificazione ma l’ente a contestare l’infrazione chiedendo spiegazioni in merito alle assenze, la delibera è da considerarsi fondata su un presupposto giuridico inesistente».

Tori, però, non si fermerà a questo ricorso. «Se, come prevedibile, la stessa assemblea che mi ha escluso confermerà la sua decisione mi rivolgerò al tribunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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