Sicurezza
Appartamenti di lusso in palazzo Tommasi
di Luca Cinotti
Il progetto attende l’ok del Comune. Poi l’immobile sarà venduto
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LUCCA. Arrivano appartamenti di lusso in palazzo Tommasi, il grande complesso seicentesco che si affaccia sul lato sud di piazza Santa Maria Forisportam. Il progetto è stato presentato in Comune dall’attuale proprietario, Cdp investimenti Sgr, una controllata di Cassa depositi e prestiti che, una volta ricevuto il permesso di costruire, concluderà la vendita del palazzo a favore di una società individuata l’anno passato con un bando. Sul nome del futuro proprietario le bocche sono cucite, ma in pole position dovrebbe esserci una società composta da imprenditori pistoiesi e pratesi.
Fino a questo momento, comunque, a tenere i rapporti con gli uffici del Comune e quelli della Soprintendenza (il palazzo è ovviamente tutelato dalle Belle arti) sono stati i tecnici incaricati da Cassa depositi e prestiti che, per consuetudine, si occupa di presentare i progetti e di seguire le pratiche burocratiche prima di arrivare al definitivo di vendita. La richiesta di permesso a costruire è stata depositata a fine maggio con oggetto “restauro e conservazione dei beni culturali, manutenzione e recupero delle destinazioni residenziali”. Sembra essere definitivamente tramontata, dunque, l’ipotesi di un albergo che pure si era affacciata con forza negli anni scorsi ma che doveva scontrarsi con una serie di difficoltà: su tutte la mancanza di un parcheggio interno. Piuttosto – a quanto trapela – potrebbero trovar posto nel palazzo anche degli uffici. Ci sarà anche una parte fruibile a tutti, così come richiesto dal ministero nel decreto che dava il via libera al passaggio dall’Inail a Cdp investimenti a fine 2014: in particolare dovrà essere garantito l’accesso all’androne, allo scalone monumentale e al giardino all’italiana.
L’obiettivo è arrivare ad avere in mano il titolo edilizio entro la fine dell’estate, per poi andare davanti al notaio per il passaggio di proprietà e dare il via ai lavori. Durante la prossima settimana, comunque, cominceranno alcuni lavori preparatori (compresa l’installazione di un ponteggio), che comporteranno modifiche alla sosta e alla viabilità nella piazza e in via della Rosa. Un antipasto del recupero vero e proprio che sarà impegnativo sia dal punto di vista dei tempi che da quello dei costi: qualche anno fa i tecnici dell’Inail stimarono che solo per rendere di nuovo abitabile il palazzo sarebbero serviti non meno di tre milioni di euro. Il passare del tempo e l’avanzare del degrado e dell’abbandono non hanno fatto altro che far salire la cifra per un intervento che diventa necessario non solo per il decoro di un pezzo importante di città, ma anche per la sicurezza dei cittadini, visto che in passato ci sono stati episodi di piccoli crolli, con l'intervento dell'Inail per la messa in sicurezza. Un destino triste per questo palazzo, che per lungo tempo ha ospitato la sede Cisl e studi medici. Poi, dagli inizi degli anni Novanta, l'abbandono e tanti progetti naufragati: l'inserimento nel Prusst (il programma “antenato” del Piuss), l'idea di una collaborazione con il Sant'Anna, il tentativo dell'Inail di darlo in affitto a un soggetto che lo rimettesse in sesto e si vedesse scomputati i costi dal canone. Fino al "sogno" dell'Asl di farne la sede dei propri uffici direzionali e all’interessamento – mai andato a buon fine – della Fondazione Crl. Poi il passaggio dall’Inail al “fondo per la valorizzazione” di Cassa depositi e prestiti che ora si prepara all’ultimo trasferimento.
Fino a questo momento, comunque, a tenere i rapporti con gli uffici del Comune e quelli della Soprintendenza (il palazzo è ovviamente tutelato dalle Belle arti) sono stati i tecnici incaricati da Cassa depositi e prestiti che, per consuetudine, si occupa di presentare i progetti e di seguire le pratiche burocratiche prima di arrivare al definitivo di vendita. La richiesta di permesso a costruire è stata depositata a fine maggio con oggetto “restauro e conservazione dei beni culturali, manutenzione e recupero delle destinazioni residenziali”. Sembra essere definitivamente tramontata, dunque, l’ipotesi di un albergo che pure si era affacciata con forza negli anni scorsi ma che doveva scontrarsi con una serie di difficoltà: su tutte la mancanza di un parcheggio interno. Piuttosto – a quanto trapela – potrebbero trovar posto nel palazzo anche degli uffici. Ci sarà anche una parte fruibile a tutti, così come richiesto dal ministero nel decreto che dava il via libera al passaggio dall’Inail a Cdp investimenti a fine 2014: in particolare dovrà essere garantito l’accesso all’androne, allo scalone monumentale e al giardino all’italiana.
L’obiettivo è arrivare ad avere in mano il titolo edilizio entro la fine dell’estate, per poi andare davanti al notaio per il passaggio di proprietà e dare il via ai lavori. Durante la prossima settimana, comunque, cominceranno alcuni lavori preparatori (compresa l’installazione di un ponteggio), che comporteranno modifiche alla sosta e alla viabilità nella piazza e in via della Rosa. Un antipasto del recupero vero e proprio che sarà impegnativo sia dal punto di vista dei tempi che da quello dei costi: qualche anno fa i tecnici dell’Inail stimarono che solo per rendere di nuovo abitabile il palazzo sarebbero serviti non meno di tre milioni di euro. Il passare del tempo e l’avanzare del degrado e dell’abbandono non hanno fatto altro che far salire la cifra per un intervento che diventa necessario non solo per il decoro di un pezzo importante di città, ma anche per la sicurezza dei cittadini, visto che in passato ci sono stati episodi di piccoli crolli, con l'intervento dell'Inail per la messa in sicurezza. Un destino triste per questo palazzo, che per lungo tempo ha ospitato la sede Cisl e studi medici. Poi, dagli inizi degli anni Novanta, l'abbandono e tanti progetti naufragati: l'inserimento nel Prusst (il programma “antenato” del Piuss), l'idea di una collaborazione con il Sant'Anna, il tentativo dell'Inail di darlo in affitto a un soggetto che lo rimettesse in sesto e si vedesse scomputati i costi dal canone. Fino al "sogno" dell'Asl di farne la sede dei propri uffici direzionali e all’interessamento – mai andato a buon fine – della Fondazione Crl. Poi il passaggio dall’Inail al “fondo per la valorizzazione” di Cassa depositi e prestiti che ora si prepara all’ultimo trasferimento.
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