Il Tirreno

Lucca

Ora sbuca anche la falsa lettera di CasaPound 

Ora sbuca anche la falsa lettera di CasaPound 

Nel testo un presunto comunicato elettorale. Barsanti: «Testo diffamatorio, farò subito denuncia»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Un documento chiaramente falso. Falsa la firma, falso il comunicato al suo interno. Anonimo, mancando anche il nome del destinatario sulla busta recapitata alla nostra redazione, l’autore. Quello che è chiaro, però, pare l’intento di chi ci ha inviato una lettera spacciandola per un comunicato ai cittadini lucchesi da parte di CasaPound Lucca: creare un documento falso spacciandolo per vero per cercare di influenzare, almeno in parte, il voto del ballottaggio. Mettendo altro veleno su una campagna elettorale che era proseguita su toni tutt’altro che amichevoli. Andiamo per ordine. Ieri in redazione arriva una busta. Posta ordinaria, con tanto di timbro, o quello che ne resta. All’esterno non compare il destinatario. Apriamo e in alto campeggia il simbolo di CasaPound Lucca. La data è del 20 giugno, l’oggetto è “comunicato alla cittadinanza”. Nel breve testo si spiega come, in previsione del ballottaggio, CasaPound Lucca «indica sin da ora, chiaramente e definitivamente un sostegno pieno e non condizionato al candidato Remo Santini». Poi critiche al «comunista e massone Tambellini» e un elogio a Santini perché «potrà elevarsi verso gli autentici ideali fascisti repubblicani di cui noi tutti dobbiamo tendere». Poi uno scarabocchio che dovrebbe “autenticare” la lettera. Lettera che è chiaramente un falso, come conferma il candidato sindaco di CasaPound Fabio Barsanti. «Questa è una cosa delirante - spiega Barsanti -. L’accordo con Santini non c’era e non c’è neppure adesso. Andrò dagli avvocati, perché qui si possono configurare almeno tre diversi reati. La falsificazione della firma, la falsificazione del nostro simbolo e la diffamazione. Appena avrò il documento in mano lo porterò in questura e farò immediata denuncia contro ignoti». Barsanti spiega come «il documento falso di cui si tratta è l’ultimo tassello della strategia diffamatoria che ha accompagnato la campagna elettorale al ballottaggio -dice-. CasaPound è stata oggetto di una serie di attacchi volti a condizionare il voto del 25 giugno, nonostante non partecipassimo al secondo turno. Tutto questo macchia indelebilmente la vita democratica lucchese e getta un’ombra sulla tornata elettorale e il suo esito. Bisognerà vigilare che, sotto un rispetto di facciata dell'ordine democratico, non operi una macchina sovversiva che ha trovato nella diffamazione solo la prima delle leve su cui agire».

Alessandro Bientinesi



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web