Proteste
Il rebus delle società partecipate
Per il momento pochi scossoni: si attenderà la fine dei mandati
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LUCCA. Non ci sono solo gli assessori, il presidente del consiglio comunale, i capigruppo. Il Tambellini bis dovrà governare anche l’universo delle società partecipate, che fanno capo alla “cassaforte” della Lucca Holding. Due sono i piani da considerare: quello delle scelte strategiche e quello dei vertici delle ex municipalizzate.
Cominciamo da questo secondo punto. Che, almeno per il momento, non dovrebbe registrare particolari scossoni. La ragione sta, in parte, nel calendario. Quello delle scadenze dei vertici delle aziende o, comunque, degli amministratori nominati dal Comune, che cadono fra il 2018 e il 2019. Nessuna urgenza, dunque, di trovare sostituti o di convincere gli attuali amministratori a restare.
Ma quello che più conta è l’aspetto politico. Dopo la vittoria ottenuta al cardiopalma - si ragiona nei settori della maggioranza - l’importante è concentrarsi sulla composizione della giunta. Senza aprire, dunque, un’ulteriore partita, quelle delle partecipate. Anche perché gli attuali vertici sono stati tutti nominati (o confermati in alcuni casi, come quello di Francesco Caredio a Lucca Comics e poi Lucca Crea) proprio durante il primo quinquennio di Tambellini.
E - a parte “l’incidente di percorso2 a Gesam energia con Giovanni Magnani - il bilancio viene ritenuto positivo, sia in termini economici che in termini politici, con la riorganizzazione delle partecipazioni portata avanti dall’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli e dall’assessore Giovanni Lemucchi.
Dunque, a meno di imprevisti, gli incarichi andranno in scadenza e solo allora si deciderà se confermare o cambiare i vertici.
Il secondo piano, come detto, è quello delle scelte di carattere strategico e politico. Su tutte il destino della galassia Gesam.
Dopo mesi e mesi di lotta fra maggioranza e opposizione, con tanto di esposti ad Anticorruzione e Antitrust, l’amministrazione Tambellini aveva deciso di congelare tutto in attesa delle elezioni. Ora sarà probabilmente una delle pratiche che approderà in tempi brevi in consiglio comunale, per verificare la scelta di andare avanti con l’operazione di “scissione asimmetrica” e, soprattutto, regolarizzare gli affidamenti ritenuti illegittimi (come quelli della gestione dei cimiteri). Il tutto con, sullo sfondo, la questione della gara per la concessione delle reti del gas.
Cominciamo da questo secondo punto. Che, almeno per il momento, non dovrebbe registrare particolari scossoni. La ragione sta, in parte, nel calendario. Quello delle scadenze dei vertici delle aziende o, comunque, degli amministratori nominati dal Comune, che cadono fra il 2018 e il 2019. Nessuna urgenza, dunque, di trovare sostituti o di convincere gli attuali amministratori a restare.
Ma quello che più conta è l’aspetto politico. Dopo la vittoria ottenuta al cardiopalma - si ragiona nei settori della maggioranza - l’importante è concentrarsi sulla composizione della giunta. Senza aprire, dunque, un’ulteriore partita, quelle delle partecipate. Anche perché gli attuali vertici sono stati tutti nominati (o confermati in alcuni casi, come quello di Francesco Caredio a Lucca Comics e poi Lucca Crea) proprio durante il primo quinquennio di Tambellini.
E - a parte “l’incidente di percorso2 a Gesam energia con Giovanni Magnani - il bilancio viene ritenuto positivo, sia in termini economici che in termini politici, con la riorganizzazione delle partecipazioni portata avanti dall’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli e dall’assessore Giovanni Lemucchi.
Dunque, a meno di imprevisti, gli incarichi andranno in scadenza e solo allora si deciderà se confermare o cambiare i vertici.
Il secondo piano, come detto, è quello delle scelte di carattere strategico e politico. Su tutte il destino della galassia Gesam.
Dopo mesi e mesi di lotta fra maggioranza e opposizione, con tanto di esposti ad Anticorruzione e Antitrust, l’amministrazione Tambellini aveva deciso di congelare tutto in attesa delle elezioni. Ora sarà probabilmente una delle pratiche che approderà in tempi brevi in consiglio comunale, per verificare la scelta di andare avanti con l’operazione di “scissione asimmetrica” e, soprattutto, regolarizzare gli affidamenti ritenuti illegittimi (come quelli della gestione dei cimiteri). Il tutto con, sullo sfondo, la questione della gara per la concessione delle reti del gas.
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