Il Tirreno

Lucca

Santini si appella al Tar «Irregolarità in due seggi» 

di Gianni Parrini
Santini si appella al Tar «Irregolarità in due seggi» 

Il candidato del centrodestra medita il ricorso al tribunale amministrativo  «A San Vito e Sorbano urne aperte mentre ancora si stava votando»

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LUCCA. Una notte passata in bianco ad analizzare i dati delle sezioni, il telefono di Tambellini che squilla a vuoto e in bocca quel gusto amaro che si porterà dietro per tanto tempo. Così Remo Santini ha trascorso (insonne) le ore successive allo scrutinio che lo ha visto sconfitto per 361 voti. Un’inezia per una città come Lucca con quasi 90mila abitanti. Ma un’inezia che cambia la vita: nei prossimi giorni il giornalista in aspettativa incontrerà la sua azienda editoriale per capire in quale città dovrà tornare a fare il mestiere. Di sicuro non a Lucca, come lui stesso aveva annunciato al momento della “discesa in campo”. E i motivi appaiono alquanto ovvi. Nella città dell’arborato cerchio, però, Santini guiderà l’opposizione al sindaco Tambellini e lo farà dai banchi del consiglio comunale. Sarà un’opposizione dura, che avrà il suo primo atto nel ricorso elettorale che, con molta probabilità, lui e la sua coalizione presenteranno nelle prossime settimane al Tar. «Ci sono 30 giorni di tempo dal momento della proclamazione degli eletti – dice Santini – Non credo che il riconteggio delle 500 schede nulle possa sovvertire il risultato, ma dai rappresentanti di lista ci sono state segnalate gravi irregolarità in due seggi: in pratica, a San Vito a Sorbano del Vescovo le urne sono state aperte mentre c’era ancora gente che stava votando. Accadimenti messi a verbale e che secondo la giurisprudenza esistente in materia potrebbero addirittura portare alla ripetizione del voto nelle sezioni interessate dall’irregolarità». Auspici più che certezze. Di certo a Sorbano, seggio 64 e feudo di Matteo Garzella, c’è stato il risultato più sorprendente di questo ballottaggio: l’11 giugno Alessandro Tambellini aveva perso di 4 voti, mentre stavolta ha preso 34 voti in più.

Dopo le polemiche e l’amarezza, c’è stata l’analisi del voto: «Sono venuti a votare circa 1.000 cittadini che al primo turno non si erano presentati – spiega Santini – Forse il tentativo del centrosinistra di spostare il confronto sul piano ideologico gridando al pericolo della destra estrema al governo della città ha giovato loro. Peccato che fosse un pericolo inesistente. Ci sono mancati i voti di Casapound? Non lo so. In centro storico non siamo andati bene e neppure nel morianese. Di certo avevamo annunciato che non avremmo fatto apparentamenti e così è stato. Purtroppo la bassa affluenza non ci ha giovato ed era un rischio di cui eravamo consapevoli. Con un paio di punti percentuali in più, il risultato avrebbe potuto essere diverso e magari simile a quello di Pistoia, dove però ha votato il 49% degli elettori».

Santini si è giocato tutto in questa contesa elettorale, tanto che ora dovrà andare a lavorare in un’altra città: «Non sono pentito – dice – Quando mi sono candidato non ero certo di vincere, ma mi sentivo di correre ed ero pronto a sfidare anche Baccelli qualora fosse stato lui il candidato del centrosinistra. Certo è che dopo il primo turno sentivamo la vittoria alla portata. Ringrazio tutti quelli che assieme a me ci hanno creduto. Cosa dico a Tambellini? Che è partito male: con una città spaccata in due e una vittoria con 360 voti di scarto non può dire che ha vinto la Lucca buona. Ne deriva che considera cattiva la parte restante, ovvero il 75% dei lucchesi».

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