Il Tirreno

Lucca

Da Azzarà a Lotti: gli esclusi eccellenti 

Da Azzarà a Lotti: gli esclusi eccellenti 

Professionisti ed ex amministratori: ecco chi non ce l’ha fatta ad accedere a palazzo Santini

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La vittoria di Alessandro Tambellini nel ballottaggio di domenica porterà ad escludere dal consiglio comunale alcuini volti nomi della politica e, soprattutto, della società lucchese che sarebbero invece entrati in caso di vittoria di Remo Santini.

Ad esempio, SìAmo Lucca (una delle due civiche del candidato del centrodestra) non vedrà fra le sue file il medico Alessandro Di Vito, né Stefano Buralli, il titolare della pasticceria Stella di Sant’Anna.

Anche in Forza Italia c’è un escluso molto conosciuto: si tratta di Giuliano Satti, il titolare della agenzia immobiliare Essegi, una delle più importanti del settore.

Fuori dal consiglio comunale un volto notissimo della politica locale: si tratta di Antonino Azzarà, che siedeva nell’assemblea ininterrottamente dal 1998, quando fu eletto nel primo mandato del sindaco Pietro Fazzi. Azzrà era capolista di Lucca in movimento, la seconda lista civica a sostegno di Santini: non entrerà perchè, per soli dieci voti di scarto, il seggio che spetta a questa lista andrà a Serena Borselli. In Lucca in Movimento c’è un altro escluso assai noto: si trattadi Roberto Lotti, che aveva partecipato al consiglio sia nel 2003 che nel 2007.

Per la Lega Nord non siederà a Palazzo Santini Marcella Maniglia, che del Carroccio è segretario comunale e che era capolista: la formazione di Salvini sarà invece rappresentata da Giovanni Minniti.

Gli esclusi eccellenti, tuttavia, non sono soltanto nell’opposizione. Pur eleggendo 20 consiglieri, infatti, anche la maggioranza ha i suoi nomi importanti che non faranno parte della futura assemblea di palazzo Santini. Il più significativo, probabilmente, è quello dell’assessore al sociale uscente Antonio Sichi, che all’interno della lista Sinistra per Tambellini non ha ragigunto il numero di preferenze necessario per l’elezione.

Tutto questo potrebbe subire cambiamenti nel caso in cui alcuni consiglieri (compresi i candidati sindaco non eletti) decidessero, nell’arco dei cinque anni, di dimettersi. In quel caso a subentrare saranno i primi non eletti della lista di appartenenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze