Attenzione
Caos rifiuti, i sindacati minacciano lo sciopero
Ascit internalizza il servizio porta a porta e la coop il Ponte licenzia 5 addetti Massari (Cgil): «I lavoratori devono seguire i servizi. Pronti a incrociare le braccia»
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CAPANNORI
Ascit si riprende il servizio di raccolta porta a porta, la coop il Ponte licenzia 5 lavoratori e il sindacato minaccia uno sciopero. Acque agitate intorno all’azienda che gestisce il servizio di raccolta rifiuti nella Piana. A denunciare quanto sta accadendo è Michele Massari, sindacalista della funzione pubblica Cgil: «Dopo mesi di vane discussioni e attese, siamo costretti a registrare l'apertura di un procedimento di licenziamento collettivo da parte della cooperativa sociale Il Ponte riguardante 5 lavoratori che operano in appalto nei servizi di igiene ambientale di porta a porta, dell'Ascit». . La questione nasce all'inizio dell'anno quando Ascit annuncia una riorganizzazione con conseguente internalizzazione di servizi attualmente in appalto alla coop Il Ponte. «Da allora si sono susseguiti vari incontri – spiega Massari – dove abbiamo espresso la necessità di trovare soluzioni per mantenere l'occupazione dei lavoratori impiegati nei servizi, visto che questi venivano semplicemente internalizzati e non soppressi. Nelle riunioni cui hanno partecipato il direttore Ascit oltre all'assessore competente, si sono vagliate varie proposte in base alla precisa esigenza degli operatori di non perdere il posto di lavoro. I lavoratori avrebbero accettato anche riduzioni di orario e specifici percorsi di formazione, pur di mantenere il posto ma mentre eravamo in attesa di proposte, Ascit ha bandito la nuova gara che non prevede la clausola di salvaguardia occupazionale, scaricando di fatto i lavoratori. La coop Il Ponte, adducendo di non avere prospettive di rioccupazione, ha aperto la procedura di mobilità».
Una cosa inaccettabile a detta del sindacato. «Di solito vige il principio, sancito dai contratti di lavoro e dalle leggi che i lavoratori seguono i servizi. L'articolo 6 del contratto nazionale dell'igiene ambientale sancisce che in caso di acquisizione dei servizi l'azienda che subentra deve assumere anche gli operatori impiegati. In questo caso quindi Ascit se si riprende i servizi deve farsi carico anche di salvaguardare l'occupazione. A questo punto, di fronte all'apertura della mobilità, laddove la cooperativa Il Ponte non fosse in grado di trasferire il personale presso altri cantieri di lavoro, ci troveremo costretti a impugnare la procedura e aprire uno stato di agitazione che trattandosi di un servizio pubblico essenziale, dovrà passare attraverso le disposizioni di cui alla legge 146/90 con incontro presso la Prefettura di Lucca. Lunedì è previsto un primo incontro con la cooperativa ma se non emergeranno soluzioni e non avremo risposte dai soggetti interessati non escludiamo si possa arrivare alla proclamazione di uno sciopero. Non permetteremo che si scarichino 5 addetti».
Ascit si riprende il servizio di raccolta porta a porta, la coop il Ponte licenzia 5 lavoratori e il sindacato minaccia uno sciopero. Acque agitate intorno all’azienda che gestisce il servizio di raccolta rifiuti nella Piana. A denunciare quanto sta accadendo è Michele Massari, sindacalista della funzione pubblica Cgil: «Dopo mesi di vane discussioni e attese, siamo costretti a registrare l'apertura di un procedimento di licenziamento collettivo da parte della cooperativa sociale Il Ponte riguardante 5 lavoratori che operano in appalto nei servizi di igiene ambientale di porta a porta, dell'Ascit». . La questione nasce all'inizio dell'anno quando Ascit annuncia una riorganizzazione con conseguente internalizzazione di servizi attualmente in appalto alla coop Il Ponte. «Da allora si sono susseguiti vari incontri – spiega Massari – dove abbiamo espresso la necessità di trovare soluzioni per mantenere l'occupazione dei lavoratori impiegati nei servizi, visto che questi venivano semplicemente internalizzati e non soppressi. Nelle riunioni cui hanno partecipato il direttore Ascit oltre all'assessore competente, si sono vagliate varie proposte in base alla precisa esigenza degli operatori di non perdere il posto di lavoro. I lavoratori avrebbero accettato anche riduzioni di orario e specifici percorsi di formazione, pur di mantenere il posto ma mentre eravamo in attesa di proposte, Ascit ha bandito la nuova gara che non prevede la clausola di salvaguardia occupazionale, scaricando di fatto i lavoratori. La coop Il Ponte, adducendo di non avere prospettive di rioccupazione, ha aperto la procedura di mobilità».
Una cosa inaccettabile a detta del sindacato. «Di solito vige il principio, sancito dai contratti di lavoro e dalle leggi che i lavoratori seguono i servizi. L'articolo 6 del contratto nazionale dell'igiene ambientale sancisce che in caso di acquisizione dei servizi l'azienda che subentra deve assumere anche gli operatori impiegati. In questo caso quindi Ascit se si riprende i servizi deve farsi carico anche di salvaguardare l'occupazione. A questo punto, di fronte all'apertura della mobilità, laddove la cooperativa Il Ponte non fosse in grado di trasferire il personale presso altri cantieri di lavoro, ci troveremo costretti a impugnare la procedura e aprire uno stato di agitazione che trattandosi di un servizio pubblico essenziale, dovrà passare attraverso le disposizioni di cui alla legge 146/90 con incontro presso la Prefettura di Lucca. Lunedì è previsto un primo incontro con la cooperativa ma se non emergeranno soluzioni e non avremo risposte dai soggetti interessati non escludiamo si possa arrivare alla proclamazione di uno sciopero. Non permetteremo che si scarichino 5 addetti».
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