Sicurezza
Maturità: soddisfatti e delusi all’uscita della seconda prova
Lucca: parlano i ragazzi dopo la seconda prova, tra chi l’ha trovata facile e chi ha giudicato poco il tempo a disposizione
LUCCA. C’è chi esce da scuola sorseggiando una bibita per recuperare le energie spese nell’esame, chi estrae subito il cellulare per commentare il compito con i genitori o con gli amici e chi, invece, fugge sulla navetta per tornare a casa il più in fretta possibile. Sui visi dei tanti ragazzi lucchesi alle prese con la seconda prova di maturità c’è tutta la fatica di un’impresa che sogneranno nelle notti più lontane, ma la consapevolezza di aver quasi spiegato le ali per spiccare il volo.
Certo, resta la paura del quizzone di martedì e l’attesa per l’orale, quando i maturandi si troveranno faccia a faccia con la commissione. Ma l’incubo più grande – per qualcuno la versione, per altri matematica o la lingua straniera – può dirsi ormai superato.
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«Tutto sommato, l’ho trovato un compito fattibile – dice Giuseppe Fulvetti, allievo della quinta SA del liceo Vallisneri, indirizzo scienze applicate – più semplice di quelli proposti negli ultimi due anni». È lui uno dei primi ragazzi a varcare l’uscita dopo aver consegnato il lavoro svolto per dimostrare le sue competenze in matematica. «Ho letto il foglio tutto d’un fiato e, messa da parte l’ansia, ho affrontato quanto mi veniva richiesto con serenità». Nelle parole di Giuseppe c’è tutta la sicurezza di chi, durante l’anno, ha fatto bene il proprio dovere: «A settembre proverò il test di medicina, non solo per la passione che nutro verso la scienza, ma anche per la mia propensione ad aiutare gli altri».
Gettato il cuore oltre l’ostacolo, infatti, ora è il momento di sognare in grande, come Roberto Betti, sempre di scienze applicate, che si iscriverà a ingegneria informatica: «La notte prima della prova di matematica? L’ho trascorsa a fare qualche ripasso mentale. E se mi veniva un dubbio, controllavo subito la soluzione sul cellulare». Per lui, il compito si è rivelato abbastanza tosto: «Più che altro perché una parte degli argomenti che riguardavano il secondo problema, non li avevamo trattati in classe. I quesiti, invece, erano più accessibili e ho puntato a farli bene, sono quelli che garantiscono la salvezza». Da questi è partito anche Giovanni Saraff, della sezione C del liceo scientifico “Vallisneri”: «Alcuni erano fattibili, altri meno. Il secondo problema invece non era facilissimo».
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Dai numeri alle lingue straniere: al liceo linguistico, il timore era tutto per la prova d’inglese. «Ero spaventata – spiega Angelica Grandi del Vallisneri, della quinta LC – ma alla fine penso che sia andata abbastanza bene. Ho scelto la tipologia A con la comprensione del testo e un breve tema da svolgere in lingua sull’insegnamento nelle scuole». Fra gli studenti c’è però anche chi, come Matilde Giannotti della sezione LB del liceo linguistico, proprio non ha apprezzato la rosa di proposte: «Ho visto tracce migliori, ho scelto quella sulla parità dei sessi perché non sapevo quale sviluppare. Adesso andiamo avanti, in vista della terza prova: questo esame rappresenta la fine di tutto quello che ho conosciuto nel mondo della scuola». E già pensa di volare via, terminata la maturità, fino a Berlino per perfezionare la lingua e proseguire con l’università.
Sogni e speranze, desideri e aspirazioni di giovani alle prese con la vita. Come Nicolò Rossi, della sezione BSA dell’Itis che si iscriverà alla facoltà di chimica: «Mi attira l’idea di fare laboratorio, ma mi piace anche la matematica». È lui, infatti, uno degli studenti più soddisfatti che incontriamo all’uscita dell’istituto di via Piaggia al termine della seconda prova. «Ho studiato molto – spiega – non ho finito il problema, ma i cinque quesiti li ho portati in fondo tutti». Più rassegnato, il compagno di classe Andrea Di Meglio Mattei, che si augura di poter recuperare con il quizzone in programma martedì: «Due ore per rispondere a tre domande per ognuna delle quattro materie, però credo che siano poche, considerando che per italiano e matematica, il tempo a disposizione è quasi troppo».
La notte insonne di Margherita Pacini della sezione BSA dell’Itis Fermi culmina invece con una mattinata positiva, che ripaga di ore e ore di intenso studio: «Matematica è la mia materia di indirizzo, sapevo che se fosse andata bene, avrei potuto dormire tranquilla nei prossimi giorni. Gli stessi professori, infatti, ci hanno consigliato di dare il massimo perché, un compito sbagliato, avrebbe potuto dire giocarsi l’esame». Sul suo volto la gioia di chi sente di aver scalato una montagna. Nella sua voce la trepidante attesa di chi sta per tagliare il traguardo e salire sul podio per vedere tutto da un’altra prospettiva: in piedi sul gradino più alto, per guardare dritto in faccia il futuro.
Lo stesso che aspetta di scrivere anche Gioelia Fasini, studentessa dell’istituto per geometri Nottolini: «Ho affrontato topografia come seconda prova e, anche se in generale non era difficile, non credo che ci abbiano fornito la preparazione adeguata durante il percorso scolastico. La mia passione per il disegno tecnico però, non l’ho mai messa in discussione: non vedo l’ora di cominciare il tirocinio e poter dare l’esame di abilitazione alla professione. Mi piace l’idea di potermi occupare del territorio, conoscere ciò che mi circonda e fare di tutto per migliorarlo».
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