La manifestazione
Saisi: referendum sul matrimonio a tre
Il sindaco di Gallicano risponde ai colleghi Simonetti e Giannini «Prima però serve un approfondimento da parte degli enti»
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GALLICANO . Fusione con Fabbriche di Vergemoli e Molazzana? Parliamone, ma soprattutto si dia la parola ai cittadini. Se in tutta la Garfagnana il dibattito sulle ipotesi di fusioni tra comuni segna un grande fermento, a Gallicano il sindaco David Saisi esce allo scoperto e risponde ufficialmente con una lettera protocollata alle richieste di Michele Giannini e Rino Simonetti, primi cittadini dei comuni che hanno proposto la creazione di un nuovo ente da oltre 5.500 abitanti: «Sul tema del futuro assetto amministrativo mi sono sempre chiesto quale sia la soluzione migliore per il mio Comune, e la proposta di una possibile fusione con Fabbriche di Vergemoli e Molazzana deve essere opportunamente vagliata. Per quanto riguarda la volontà di far esprimere i gallicanesi sul progetto di fusione, questa è indiscutibile: i sindaci passano e le fusioni permangono».
Quindi, da Palazzo Bertini, non ci sono ostruzionismi ad intavolare un tavolo con i tecnici di settore, e poi dar vita alla partecipazione popolare. Se non altro, quindi, la posizione del sindaco esclude, come del resto era già chiaro da tempo, l'idea paventata da Ardelio Pellegrinotti, di creare un maxi comune tra Gallicano, Barga e Coreglia, escludendo per l'appunto Fabbriche di Vergemoli e Molazzana. Saisi, però, non vuol compiere passi affrettati: «Ritengo pertanto opportuna una fase preliminare di approfondimento di ciò che risulterebbe da una fusione dei nostri Comuni. Approfondimento che sarà svolto dalla mia struttura amministrativa, che si interfaccerà con quelle degli altri due comuni. Questa fase, consentirà poi all'amministrazione comunale di Gallicano di trasmettere in maniera tutte le informazioni ai gallicanesi, per dare loro modo di esprimersi». Tuttavia, occorre far presto, per non perdere i benefits elargiti dalla Regione per queste operazioni di trasformazioni amministrative: «Nel programma di “Gallicano c'è” 2014-2019 in nessun punto si fa riferimento a possibili fusioni, che quindi non rappresentano una priorità. Infine, ci tengo a precisare che il concetto di passaggio da Comune a Comunità, trasversale a tutto il nostro programma, non contemplava, nella sua filosofia, l'opportunità politica e la convenienza economica». Certo, il forcing e la fretta di creare nuovi enti è comune in tutta la Garfagnana, come dimostrano gli esempi di Fosciandora e San Romano. Ma ci sono di mezzo bilanci, debiti, e soprattutto scelte radicali di politica locale da valutare, senza nascondersi dietro i campanili.
Nicola Bellanova
Quindi, da Palazzo Bertini, non ci sono ostruzionismi ad intavolare un tavolo con i tecnici di settore, e poi dar vita alla partecipazione popolare. Se non altro, quindi, la posizione del sindaco esclude, come del resto era già chiaro da tempo, l'idea paventata da Ardelio Pellegrinotti, di creare un maxi comune tra Gallicano, Barga e Coreglia, escludendo per l'appunto Fabbriche di Vergemoli e Molazzana. Saisi, però, non vuol compiere passi affrettati: «Ritengo pertanto opportuna una fase preliminare di approfondimento di ciò che risulterebbe da una fusione dei nostri Comuni. Approfondimento che sarà svolto dalla mia struttura amministrativa, che si interfaccerà con quelle degli altri due comuni. Questa fase, consentirà poi all'amministrazione comunale di Gallicano di trasmettere in maniera tutte le informazioni ai gallicanesi, per dare loro modo di esprimersi». Tuttavia, occorre far presto, per non perdere i benefits elargiti dalla Regione per queste operazioni di trasformazioni amministrative: «Nel programma di “Gallicano c'è” 2014-2019 in nessun punto si fa riferimento a possibili fusioni, che quindi non rappresentano una priorità. Infine, ci tengo a precisare che il concetto di passaggio da Comune a Comunità, trasversale a tutto il nostro programma, non contemplava, nella sua filosofia, l'opportunità politica e la convenienza economica». Certo, il forcing e la fretta di creare nuovi enti è comune in tutta la Garfagnana, come dimostrano gli esempi di Fosciandora e San Romano. Ma ci sono di mezzo bilanci, debiti, e soprattutto scelte radicali di politica locale da valutare, senza nascondersi dietro i campanili.
Nicola Bellanova
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