Il dolore
Le tracce a “sorpresa” spiazzano i maturandi
Smentite, come da prassi, le indiscrezioni su Pirandello e Grande Guerra
LUCCA. Le occhiaie scure di chi ha dormito poco e, sulle spalle, gli zaini semivuoti coperti da scritte indelebili, come le amicizie nate e cresciute sui banchi di scuola. Il vocabolario stretto forte al petto con tutt’e due le mani, come un compagno fedele in un momento di difficoltà, e il sorriso stampato sul volto di chi ha appena superato la prima tappa di una corsa ad ostacoli. Escono così, alla spicciolata, i giovani maturandi lucchesi, dopo aver sostenuto la prima prova d’esame: il tema di italiano uguale per tutti gli istituti. I più ottimisti si trattengono qualche minuto fuori dai cancelli per riprendere fiato e per confrontarsi con l’amica del cuore o con il compagno secchione. «Quale argomento hai scelto? Quante colonne hai scritto?».
Qualcuno tenta di stemperare la tensione, mandando in fumo, con la sigaretta, anche l’angoscia di una notte insonne. I più insicuri, invece, scappano via, come se ogni secondo rubato allo studio fosse tempo prezioso sprecato.
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«Ho scelto la traccia artistico-letteraria sulla natura come idillio e minaccia – afferma Chiara Bartoli, studentessa della 5ªB del liceo classico – L’ho trovata molto attuale e ho cercato di contestualizzarla portando all’attenzione il recente terremoto del centro Italia. Non mi aspettavo però di finire così presto, di solito sono l’ultima a consegnare». E invece, qualche minuto dopo le 13,30, Chiara è già fuori e ha il telefono in mano per riprendere il contatto con la realtà. «La vera preoccupazione riguarda la seconda prova – confessa – credo che possa uscire Seneca». Fra qualche dubbio e un po’ di paura, cavalca tutta l’energia positiva del momento e ci chiede, con la curiosità e l’interesse di chi sogna già il proprio futuro, quale sia il percorso necessario per diventare giornalista. «Sull’università però ho già deciso – afferma - farò filosofia per proseguire una passione coltivata a scuola».
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Simile a quella che ha spinto Daniele Orsi della 5ªB a scegliere il tema sul boom economico. «Adoro la storia da sempre e in questo ambito mi sento ferrato – commenta fuori dal Machiavelli – Ho utilizzato tutti i pezzi proposti, affrontando il compito con la maggior calma e lucidità possibile». Eppure, nessuno, fra i maturandi, si sarebbe aspettato le tracce proposte. «Avrei immaginato Pirandello per l’analisi del testo – afferma Daniele – e la prima guerra mondiale per la tipologia C. Per la seconda prova, invece, pensiamo tutti a Seneca, ma il ministero, si sa, è imprevedibile». Lo spauracchio della versione, infatti, al classico è una costante. «Per questo è necessario fare bene il tema – aggiunge Filippo Barsi della 5ªA – fondamentale per avere un buon voto finale. Sull’argomento socioeconomico, personalmente ho trattato la disoccupazione e l’industrializzazione secondo aspetti positivi e negativi». Una traccia che non ha convinto, invece, Giada La Rocca della 5ªA del liceo delle scienze umane "Paladini", che ha preferito quella di ordine generale sul progresso. «L’ho scelta perché mi sembrava in linea con gli argomenti studiati in questi anni, tanto che ci ho inserito alcuni esempi tratti dalla mia materia di indirizzo. Ero tesa, stanotte non ho dormito: spero che tutto questo finisca presto».
Al Paladini, incontriamo anche Irene Marioni della 5ªA scienze umane, una delle pochissime studentesse ad aver scelto l’analisi della lirica di Giorgio Caproni “Versicoli quasi ecologici”, che ha messo in crisi la maggior parte dei maturandi. «L’autore non lo avevamo trattato a scuola – spiega – ma io ero già partita con l’idea di fare la tipologia A. La mia professoressa di italiano, infatti, aveva approfondito in classe l’analisi del testo, insegnandoci come affrontarla. Era ciò su cui mi sentivo più preparata».
Qualcuno ha letto più volte tutte le tracce, riflettendo accuratamente sulla scelta da fare in base alle proprie competenze, qualche altro ha invece seguito l’istinto: un’occhiata veloce e giù sul foglio a riempire d’inchiostro quelle righe vuote. Fra loro, Alessio Giovannoni che ha dato l’esame da privatista all’istituto Civitali, indirizzo servizi socio-sanitari, optando per il saggio breve sulla robotica e le intelligenze artificiali. «Le mie sensazioni a caldo? – domanda poi Jonathan Del Sorbo della 5ªRb relazioni internazionali del Carrara - Ancora non sono a niente, devo superare lo scoglio della seconda prova con economia».
Le sue parole sono quelle di chi ha affrontato il tema come fosse l’imboccatura di un ponte. Le quattro colonne e mezzo di saggio breve, infatti, gli sono servite solo a rompere il ghiaccio e, fra un po’ di tensione e un pizzico di stanchezza, sentenzia «Dopo le superiori? Non lo so, forse andrò a lavorare. Per il momento, allo studio ho dato abbastanza». Fra le corse dell’ultimo minuto e il ripasso generale della sera prima, i conti degli studenti non riguardano solo la votazione. Estratte le lettere dell’alfabeto da cui dovrà partire il giro di interrogazioni, qualcuno esulta in vista di una lunga estate all’insegna della libertà, qualche altro, invece, si demoralizza all’idea di dover stringere i denti ancora per diverse settimane. «È stata una giornata carica di tensione – conclude Silvia Paganelli della 5ªRA dell’Itc –. Come è normale che sia, siamo impauriti per quello che ci aspetterà. Le dita incrociate sono tutte per l’orale, ma per adesso posso ritenermi soddisfatta. La traccia sul progresso, infatti, era molto stimolante, qualcosa di diverso rispetto alle altre, ormai viste e riviste».
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