La manifestazione
Sicurezza e giunte infiammano il dibattito
di Alessandro Bientinesi
Santini e Tambellini non si risparmiano i colpi Anche Campo di Marte e lavoro spaccano i candidati
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LUCCA. Il punto finale di una campagna elettorale per il quale il termine infuocata equivale ad un eufemismo. I sostenitori di Alessandro Tambellini e ancora di più quelli di Remo Santini, giunti in forze maggiori ieri sera all’auditorium della Banca del Monte di Lucca, sembrano più degli ultras. E danno dimostrazione di come lo scontro politico sia sempre più esasperato. Il Tirreno propone e impone, comunque, temi sui quali i lettori e i cittadini vogliono interrogare chi guiderà palazzo Orsetti nei prossimi cinque anni di governo. Con subito un argomento caldo che riguarda l’analisi del risultato del primo turno e il rapporto con CasaPound, terza forza al primo turno. E il candidato del centrodestra passa subito all’attacco.
«Per noi risultato straordinario, ad un passo dal sindaco Tambellini, frutto di un lavoro iniziato a gennaio - spiega Santini -. Io ho detto che non avrei fatto imparentamenti con nessuno e manterrò la promessa. Non ci sono incontri segreti, come quello del sindaco con Donatella Buonriposi alla quale ha offerto la presidenza del consiglio comunale in cambio del sostegno pubblico».
A Tambellini viene chiesta una riflessione sui 5.000 voti perduti rispetto alle elezioni del 2012. «C’è disaffezione rispetto al voto – spiega Tambellini –. Ma vorrei ricordare al mio avversario che la prima tappa l’abbiamo vinta noi. Con il ballottaggio tutto si azzera, ma sui nostri cinque anni di governo siamo tranquilli e gli elettori avranno ancora fiducia in noi».
Si passa, poi, ad un tema molto caldo di questa campagna elettorale. Quello della sicurezza. «Quando siamo arrivato al governo della città c’erano 40 telecamere di sicurezza, ora ce ne sono 130 – spiega Tambellini –. Questo non basta, anche per la presenza di una microcriminalità che crea dei problemi. E si può sconfiggere coordinandosi con le forze di polizia. E si devono rafforzare le pattuglie dislocate con il territorio, ne ho parlato con il ministro dell’interno Minniti. Poi è fondamentale la collaborazione dei cittadini e il controllo di vicinato ha avuto un buon risultato». Santini contrattacca subito. «In cinque anni le condizioni di sicurezza sono peggiorate. Non basta il controllo di vicinato e il coordinamento. Noi vogliamo istituire il vigile di quartiere. Poi istituiremo un fondo che prevede un patrocinio legale gratuito per chi è vittima di furti e rapine. Oltre a dare un giro di vite su immigrazione, il 26 giugno sarò subito dal prefetto, chiedendo anche lo smantellamento del campo rom».
Si passa poi alle possibili squadre di governo dei due candidati e qui il clima si scalda improvvisamente. «I nomi sono prematuri, ma premieremo il merito e la competenza e non le scelte legate ai partiti». Dice Santini. «Sfido Santini a fare 3 nomi di persone che abbiamo favorito a livello di ruoli dirigenziali legati al nostro partito - ribatte Tambellini, versando benzina su una platea incendiaria».
«Le domande le fa il giornalista, non le deve fare lei». Risponde Santini. «E questo è il clima di intimidazione che ci aspetta» tuona Tambellini in uno scambio fin troppo sopra le righe. Riportata con difficoltà la calma, si passa poi alle prime decisioni delle rispettive future amministrazione. «Sulle frazioni siamo intervenuti poco - ammette Tambellini -. Ma ci sono validi progetti da condurre in porto». «Io vorrei cancellare l’immobilismo di 5 anni di governo e il rinchiudersi nel palazzo senza confrontarsi con i cittadini». Dice Santini. Che risponde subito alla quinta domanda sul Campo di Marte. «Il progetto è fermo, come non esistesse – spiega Santini –. Bisogna essere più decisi verso vertici dell’Asl e Regione Toscana, non fidarsi delle bugie che ci raccontano». «Sul Campo di Marte c’è progetto preciso – risponde Tambellini –. Qui saranno portati molti servizi, ma servono investimenti sugli immobili». I botta e risposta si fanno sempre più incendiari. Santini snocciola molti slogan elettorali, dal patto con i cittadini, al lavoro, in particolare per i giovani, fino agli impianti sportivi. Con lucidità e sostenuto da un tifo viscerale. Tambellini prova a rispondere con i temi del centro storico, gli interventi per il commercio e i grandi progetti da completare, come quello di Mercato del Carmine e Manifattura. Ma accusa un po’ di stanchezza e l’ostilità al limite dell’inciviltà dei sostenitori di Santini. Poi i rispettivi appelli. «Noi affidabili». Dice Tambellini. «Siamo tranquilli, noi facciamo patti solo con i cittadini», conclude Santini.
«Per noi risultato straordinario, ad un passo dal sindaco Tambellini, frutto di un lavoro iniziato a gennaio - spiega Santini -. Io ho detto che non avrei fatto imparentamenti con nessuno e manterrò la promessa. Non ci sono incontri segreti, come quello del sindaco con Donatella Buonriposi alla quale ha offerto la presidenza del consiglio comunale in cambio del sostegno pubblico».
A Tambellini viene chiesta una riflessione sui 5.000 voti perduti rispetto alle elezioni del 2012. «C’è disaffezione rispetto al voto – spiega Tambellini –. Ma vorrei ricordare al mio avversario che la prima tappa l’abbiamo vinta noi. Con il ballottaggio tutto si azzera, ma sui nostri cinque anni di governo siamo tranquilli e gli elettori avranno ancora fiducia in noi».
Si passa, poi, ad un tema molto caldo di questa campagna elettorale. Quello della sicurezza. «Quando siamo arrivato al governo della città c’erano 40 telecamere di sicurezza, ora ce ne sono 130 – spiega Tambellini –. Questo non basta, anche per la presenza di una microcriminalità che crea dei problemi. E si può sconfiggere coordinandosi con le forze di polizia. E si devono rafforzare le pattuglie dislocate con il territorio, ne ho parlato con il ministro dell’interno Minniti. Poi è fondamentale la collaborazione dei cittadini e il controllo di vicinato ha avuto un buon risultato». Santini contrattacca subito. «In cinque anni le condizioni di sicurezza sono peggiorate. Non basta il controllo di vicinato e il coordinamento. Noi vogliamo istituire il vigile di quartiere. Poi istituiremo un fondo che prevede un patrocinio legale gratuito per chi è vittima di furti e rapine. Oltre a dare un giro di vite su immigrazione, il 26 giugno sarò subito dal prefetto, chiedendo anche lo smantellamento del campo rom».
Si passa poi alle possibili squadre di governo dei due candidati e qui il clima si scalda improvvisamente. «I nomi sono prematuri, ma premieremo il merito e la competenza e non le scelte legate ai partiti». Dice Santini. «Sfido Santini a fare 3 nomi di persone che abbiamo favorito a livello di ruoli dirigenziali legati al nostro partito - ribatte Tambellini, versando benzina su una platea incendiaria».
«Le domande le fa il giornalista, non le deve fare lei». Risponde Santini. «E questo è il clima di intimidazione che ci aspetta» tuona Tambellini in uno scambio fin troppo sopra le righe. Riportata con difficoltà la calma, si passa poi alle prime decisioni delle rispettive future amministrazione. «Sulle frazioni siamo intervenuti poco - ammette Tambellini -. Ma ci sono validi progetti da condurre in porto». «Io vorrei cancellare l’immobilismo di 5 anni di governo e il rinchiudersi nel palazzo senza confrontarsi con i cittadini». Dice Santini. Che risponde subito alla quinta domanda sul Campo di Marte. «Il progetto è fermo, come non esistesse – spiega Santini –. Bisogna essere più decisi verso vertici dell’Asl e Regione Toscana, non fidarsi delle bugie che ci raccontano». «Sul Campo di Marte c’è progetto preciso – risponde Tambellini –. Qui saranno portati molti servizi, ma servono investimenti sugli immobili». I botta e risposta si fanno sempre più incendiari. Santini snocciola molti slogan elettorali, dal patto con i cittadini, al lavoro, in particolare per i giovani, fino agli impianti sportivi. Con lucidità e sostenuto da un tifo viscerale. Tambellini prova a rispondere con i temi del centro storico, gli interventi per il commercio e i grandi progetti da completare, come quello di Mercato del Carmine e Manifattura. Ma accusa un po’ di stanchezza e l’ostilità al limite dell’inciviltà dei sostenitori di Santini. Poi i rispettivi appelli. «Noi affidabili». Dice Tambellini. «Siamo tranquilli, noi facciamo patti solo con i cittadini», conclude Santini.
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