Proteste
Rubata un’immagine sacra a Vagli Sopra
I ladri hanno agito nella notte fra sabato e domenica utilizzando martello e scalpello
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VAGLI SOPRA. Nella notte fra il 17 e il 18 giugno a Vagli Sopra è stata depredata un’antica sacra effige raffigurante la Vergine della Misericordia. Di antichissima fattura, la Sacra Immagine, era meta quotidiana di fedeli essendo a pochi metri dall’abitato del centro storico di Vagli Sopra, i quali visitavano la Vergine anche solo per portare un lumino votivo, un fiore oltre che affidare ad Essa le proprie orazioni, le proprie intenzioni di fede.
Nella notte fra sabato e domenica alcuni testimoni hanno udito frastuoni e rumori provenire dalla zona interessata, come colpi secchi che solo all’indomani, purtroppo, hanno riconosciuto essere colpi derivanti dall’utilizzo di un martello su uno scalpello; un martello che ha devastato le famiglie degli abitanti del rione centro storico e tutti i fedeli della Madonnina, nell’animo e nello spirito. «Colui o coloro i – scrive Mariano Balducci a nome della comunità – quali hanno rapito la Vergine, strappandola alla propria Casetta, compiendo un atroce e vile atto nei confronti della Raffigurazione visibile della Madre di Dio e della venerabilità del luogo nel suo insieme, hanno devastato in maniera irreparabile gli animi dei fedeli oltre che sottrarre per sempre alla nostra vista la Vergine della Misericordia, la Sacra Immagine, benedetta da Dio e Venerata da uomini e donne di buona volontà. Ad essi diciamo che non possano mai godere di quel beneficio mercimonioso agognato da tale deturpazione e che tale atto, possa arrecare loro solo disperazione, angoscia e dolore tanto quanto ne hanno arrecata alla popolazione ed a tutti i fedeli della Madonnina della Stradella, come in gergo vaglino veniva riconosciuta».
Dal punto di vista storico, possiamo dire che il bassorilievo marmoreo era molto antico. Precedentemente a questa ultima collocazione, a margine della stradella, a pochi metri dall’abitato del centro storico di Vagli Sopra, pare fosse posizionata sopra la Porticciola (l’antica cinta muraria era dotata di 3 porte: la Superla, la Sottana e la Postierla detta in vaglino Porticciola). Distrutta la cinta muraria dai Lucchesi e demolita la Porticciola, fu salvata e messa a disposizione della comunità vaglina. Anni dopo fu collocata nel suo nuovo tabernacolo di pietra locale ed era meta di sacre processioni al tempo delle rogazioni, per santificare e benedire i luoghi, in questo caso i campi seminativi e le selve castagnifere».
Nella notte fra sabato e domenica alcuni testimoni hanno udito frastuoni e rumori provenire dalla zona interessata, come colpi secchi che solo all’indomani, purtroppo, hanno riconosciuto essere colpi derivanti dall’utilizzo di un martello su uno scalpello; un martello che ha devastato le famiglie degli abitanti del rione centro storico e tutti i fedeli della Madonnina, nell’animo e nello spirito. «Colui o coloro i – scrive Mariano Balducci a nome della comunità – quali hanno rapito la Vergine, strappandola alla propria Casetta, compiendo un atroce e vile atto nei confronti della Raffigurazione visibile della Madre di Dio e della venerabilità del luogo nel suo insieme, hanno devastato in maniera irreparabile gli animi dei fedeli oltre che sottrarre per sempre alla nostra vista la Vergine della Misericordia, la Sacra Immagine, benedetta da Dio e Venerata da uomini e donne di buona volontà. Ad essi diciamo che non possano mai godere di quel beneficio mercimonioso agognato da tale deturpazione e che tale atto, possa arrecare loro solo disperazione, angoscia e dolore tanto quanto ne hanno arrecata alla popolazione ed a tutti i fedeli della Madonnina della Stradella, come in gergo vaglino veniva riconosciuta».
Dal punto di vista storico, possiamo dire che il bassorilievo marmoreo era molto antico. Precedentemente a questa ultima collocazione, a margine della stradella, a pochi metri dall’abitato del centro storico di Vagli Sopra, pare fosse posizionata sopra la Porticciola (l’antica cinta muraria era dotata di 3 porte: la Superla, la Sottana e la Postierla detta in vaglino Porticciola). Distrutta la cinta muraria dai Lucchesi e demolita la Porticciola, fu salvata e messa a disposizione della comunità vaglina. Anni dopo fu collocata nel suo nuovo tabernacolo di pietra locale ed era meta di sacre processioni al tempo delle rogazioni, per santificare e benedire i luoghi, in questo caso i campi seminativi e le selve castagnifere».
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