Il Tirreno

Lucca

Busta paga azzerata alla lavoratrice 

di Alessandro Bientinesi
Busta paga azzerata alla lavoratrice 

Brutta sorpresa per una dipendente dell’azienda di Guamo che poi viene in parte “rimborsata”

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LUCCA. Quando ha aperto la busta paga relativa al mese di maggio ha pensato ad un errore. Il suo stipendio netto, di 983 euro netti, già ridotto del 10% rispetto al passato perché la cooperativa Morelli per la quale lavora sta affrontando da mesi un complesso stato di crisi, riportava un “rotondo” zero. Zero euro per un mese di lavoro. Qualche riga sopra nella busta paga la motivazione. «Recupero ispettivo da agosto 2012 ad ottobre 2016 come da verbale dell’ispettorato nazionale del lavoro (Inl), contributi già assolti in verbale. Conseguentemente recupero somme erogate a titolo di rimborso chilometrico esente».

Proviamo a semplificare, facendoci aiutare dalla diretta interessata, Alina Margheol, la dipendente della cooperativa con sede a Guamo. «Nessuno mi ha comunicato dall’azienda che la mia busta paga sarebbe stata pari a zero euro - racconta la donna -. E quanto mi è stato trattenuto si tratta di un accordo che avevo stretto con il vecchio presidente e il sindacato Cgil di rimborso chilometrico, pari a 60 euro al mese forfettarie, dovendomi spostare tra tre diverse sedi di lavoro, almeno fino al 2015 ex ospedale Campo di Marte, Sistema Ambiente e banca Unipol».

La busta paga “incriminata” è stata elaborata dallo studio del ragioniere Valter Ghiloni di Borgo a Mozzano. «La lavoratrice ha percepito l’indennità di rimborso chilometrico, anche se in sede di verifica ispettiva risultava un tipo di rimborso forfettario - spiega Ghiloni -. Dal verbale Inl, dunque, la parte contributiva è a carico dell’azienda, ma la tassazione fiscale a carico del lavoratore».

Formalmente, dunque, le trattenute sarebbero regolari. «A prescindere dal fatto che il diritto possa sussistere o meno di prelevare dalle tasche della lavoratrice - spiega Simone Marsili del sindacato Uil -. Non credo sia possibile oltre al quinto dello stipendio, in più se si considera che alla stessa nulla è stato comunicato dall’Inl e neanche dalla cooperativa Morelli. Azzerare la busta paga ad una lavoratrice, già sottoposta al pagamento di una crisi aziendale creata dai vecchi consigli di amministrazione è ingiusto».

Per di più perché nel nucleo familiare, formato insieme al marito, ci sono anche due figli a carico. Nella giornata di ieri, dopo la nostra segnalazione all’azienda e in seguito ad uno scambio di email tra sindacato e azienda, arriva una soluzione parziale.

«La trattenuta effettuata alla lavoratrice è legata a quanto disposto dall’ispezione avuta in coooperativa - spiega il presidente Lorenzo Giuntini -. Comprendo che la busta a zero non sia “bella” ma è formalmente corretta in quanto fruto di un accordo concordato dall’allora segretario Filcams Cgil Umberto Marchi e l’ex nostro presidente Marcello Federighi. Comunque provvederemo a bonificare un acconto alla lavoratrice pari ad 800 euro con quanto dovuto che recupereremo con 160 euro mensili a decorrere da giugno».

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