La manifestazione
Biodinamica, tra vino e arte
L’associazione che raggruppa 14 aziende dà vita a une evento nel verde di Gragnano
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LUCCA. «Il Solstizio d’estate, il 21 giugno, e il giorno di San Giovanni, il 24, rappresentano un momento fondamentale per l’agricoltura: celebrano il periodo dell’anno in cui si portano a frutto tutte le produzioni per cui si è lavorato. Noi di LuccaBioDinamica, perciò, lo abbiamo scelto per invitare i cittadini a conoscere la nostra campagna. Un modo per tornare ai cicli della natura, oggi che meno del 3% della forza lavoro si dedica all’agricoltura».
Saverio Petrilli è l’enologo della Tenuta di Valgiano e il presidente di LuccaBioDinamica (Lbd), una rete d’impresa che riunisce 14 aziende di tutto il territorio provinciale –dalla Versilia all’Alta Garfagnana-. Tra le altre, c’è Tenuta Lenzini, vigna e oliveto in uno splendido anfiteatro naturale a Gragnano, che domani ospiterà la festa di LuccaBioDinamica, “Elementi di vita, l’arte nel pane e nel vino”.
Che cosa festeggiate?
«Vogliamo far riconoscere alla città la sua ricchezza: Lucca è sempre stata attenta alla sua campagna, ne ha sempre apprezzato i prodotti, e oggi vogliamo raccontare l’importanza di soggetti che producono “qualità” nel rispetto del territorio. A Gragnano ci sarà spazio anche per vari tipi di manifestazione artistica, perché l’arte comunica ai sentimenti più profondi, come fa anche l’agricoltura biodinamica, che è il risultato di pratiche e forme di cura che ancora la scienza non ha saputo spiegare, e che sono più profonde dell’azione umana. Vorremmo far capire che dietro un prodotto agricolo non c’è soltanto un valore materiale, ma anche un altro, difficile da descrivere in modo ricco con le parole. Lo fanno il pane e il vino, il carciofo, il finocchio e l’insalata».
Perché la biodinamica ha successo a Lucca?
«Credo sia un risultato della nostra storia. Sin dal Medioevo, quando Lucca aveva una densità di popolazione molto alta, c’è stata l’esigenza di far fruttare al meglio le potenzialità del terreno. La biodinamica rappresenta il metodo agricolo più efficace per mantenere la fertilità della terra, e garantirne la salubrità, cioè la produttività futura. Per questo molti hanno abbracciato la biodinamica. Gli agricoltori di Lucca, così consapevoli del benessere della terra hanno abbracciato questo nuovo metodo produttivo con entusiasmo, confermando che chi ha la responsabilità di un pezzo di Terra deve averne cura come un’buon padre di famiglia’. Mi auguro che ciò che è successo a noi avvenga anche altrove: lavorando insieme otteniamo di più; non c’è invidia né competizione».
Accanto al vino (prodotto di punta di 12 delle aziende socie) avete scelto di celebrare il pane.
«Sono entrambi prodotti rituali, essenziali, quelli che anche Cristo ha scelto come simboli. Se chi fa vino è consapevole dell’importanza della qualità, che permette all’agricoltore di vivere dignitosamente la possibilità di vivere dignitosamente, la filiera dei cereali è ancora debole: anche un bravo agricoltore che faccia un ottimo grano, nel nostro territorio difficilmente otterrà un centesimo in più al quintale. Oggi però qualcosa sta cambiando: c’è più attenzione alla qualità del pane, ai lieviti, ai grani. Di fronte ad intolleranze alimentari sempre più diffuse, le persone han dovuto essere più attente. Quello al pane, quindi, è un giusto tributo, un invito e uno stimolo. E intanto un cerealicoltore si sta avvicinando alla nostra rete». (r. l.)
Saverio Petrilli è l’enologo della Tenuta di Valgiano e il presidente di LuccaBioDinamica (Lbd), una rete d’impresa che riunisce 14 aziende di tutto il territorio provinciale –dalla Versilia all’Alta Garfagnana-. Tra le altre, c’è Tenuta Lenzini, vigna e oliveto in uno splendido anfiteatro naturale a Gragnano, che domani ospiterà la festa di LuccaBioDinamica, “Elementi di vita, l’arte nel pane e nel vino”.
Che cosa festeggiate?
«Vogliamo far riconoscere alla città la sua ricchezza: Lucca è sempre stata attenta alla sua campagna, ne ha sempre apprezzato i prodotti, e oggi vogliamo raccontare l’importanza di soggetti che producono “qualità” nel rispetto del territorio. A Gragnano ci sarà spazio anche per vari tipi di manifestazione artistica, perché l’arte comunica ai sentimenti più profondi, come fa anche l’agricoltura biodinamica, che è il risultato di pratiche e forme di cura che ancora la scienza non ha saputo spiegare, e che sono più profonde dell’azione umana. Vorremmo far capire che dietro un prodotto agricolo non c’è soltanto un valore materiale, ma anche un altro, difficile da descrivere in modo ricco con le parole. Lo fanno il pane e il vino, il carciofo, il finocchio e l’insalata».
Perché la biodinamica ha successo a Lucca?
«Credo sia un risultato della nostra storia. Sin dal Medioevo, quando Lucca aveva una densità di popolazione molto alta, c’è stata l’esigenza di far fruttare al meglio le potenzialità del terreno. La biodinamica rappresenta il metodo agricolo più efficace per mantenere la fertilità della terra, e garantirne la salubrità, cioè la produttività futura. Per questo molti hanno abbracciato la biodinamica. Gli agricoltori di Lucca, così consapevoli del benessere della terra hanno abbracciato questo nuovo metodo produttivo con entusiasmo, confermando che chi ha la responsabilità di un pezzo di Terra deve averne cura come un’buon padre di famiglia’. Mi auguro che ciò che è successo a noi avvenga anche altrove: lavorando insieme otteniamo di più; non c’è invidia né competizione».
Accanto al vino (prodotto di punta di 12 delle aziende socie) avete scelto di celebrare il pane.
«Sono entrambi prodotti rituali, essenziali, quelli che anche Cristo ha scelto come simboli. Se chi fa vino è consapevole dell’importanza della qualità, che permette all’agricoltore di vivere dignitosamente la possibilità di vivere dignitosamente, la filiera dei cereali è ancora debole: anche un bravo agricoltore che faccia un ottimo grano, nel nostro territorio difficilmente otterrà un centesimo in più al quintale. Oggi però qualcosa sta cambiando: c’è più attenzione alla qualità del pane, ai lieviti, ai grani. Di fronte ad intolleranze alimentari sempre più diffuse, le persone han dovuto essere più attente. Quello al pane, quindi, è un giusto tributo, un invito e uno stimolo. E intanto un cerealicoltore si sta avvicinando alla nostra rete». (r. l.)
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