Il Tirreno

Lucca

Indagato l'assessore uscente Francesco Raspini

Raspini (a sinistra) impegnato nella rimozione dei rifiuti lungo il Serchio
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Raspini (a sinistra) impegnato nella rimozione dei rifiuti lungo il Serchio

Per denunciare un caso di inquinamento avrebbe finito per violare il segreto istruttorio

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LUCCA. Violazione del segreto d’ufficio in concorso con un’altra persona (per la precisione un dirigente della polizia municipale): per questo motivo l’assessore uscente (nonché candidato al consiglio comunale più votato del Pd) Francesco Raspini risulta indagato dalla procura della Repubblica.

Il motivo? Un comunicato stampa di pochi mesi fa del Comune, in cui si portava a conoscenza dell’opinione pubblica che una persona (un cinquantenne residente a Cerasomma) era stato scoperto a buttare rifiuti lungo il Serchio, e che per questo era stato denunciato. Lo stesso comunicato, che faceva riferimento a indagini andate avanti per due anni, era accompagnato da un commento dell’assessore Raspini, in cui si spiegava il lungo lavoro fatto dalla polizia municipale per individuare l’inquinatore, stigmatizzando il comportamento di chi utilizza l’area del parco fluviale come una sorta di discarica.

Ebbene, proprio quel comunicato è costato l’indagine nei confronti di Raspini, in quanto avrebbe rivelato particolari di un’inchiesta (quella contro l’inquinatore)  coperta dal segreto istruttorio. Per questo motivo martedì 20 sia l’ex assessore, che il dirigente della municipale, saranno ascoltati in procura.

E Raspini? Affida il suo primo commento a un breve post su Facebook, in cui, rimandando a un secondo momento considerazioni più approfondite, non manca di evidenziare quelli che a suo dire sono gli aspetti paradossali della vicenda: «È singolare che si apprenda di un'indagine nei miei confronti per una presunta violazione di segreto d'ufficio tramite una palese violazione di segreto di ufficio visto che dell'indagine non era stato informato nessuno, tranne il sottoscritto che lo ha saputo solo questa mattina. Mi astengo, per ora, da altre considerazioni. Voglio però sottolineare che l'ipotesi di reato riguarderebbe la trasmissione di un comunicato da parte dall'ufficio stampa del comune su una nota della polizia municipale che informava su un illecito ambientale di cui la cittadinanza, anche a fini educativi, aveva il diritto di essere informata».

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