Il Tirreno

Lucca

Botte in pieno centro storico Ragazzino finisce all’ospedale 

di Luca Tronchetti e Nadia Davini
Botte in pieno centro storico Ragazzino finisce all’ospedale 

Rincorso e insultato da alcuni adulti dopo che involontariamente aveva fatto cadere una donna in bici Sulla vicenda indagano i carabinieri: testimoni e telecamere saranno decisivi per ricostruire i fatti

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LUCCA. Prima si prende due pugni in testa, poi una serie di epiteti irripetibili tra cui l’immancabile insulto di matrice razzista «marocchino di mer..» e alla fine, con il cuore in gola dallo spavento, scappa in direzione della sortita dietro al vecchio palazzo di Giustizia in via Carrara oggi sede del giudice di pace inseguito da tre uomini tra i 40 e 50 anni che continuano a lanciare i loro strali nei suoi confronti. Protagonista di una storia dai contorni ancora tutti da chiarire uno studente di 14 anni nato nella nostra città da genitori tunisini ben integrati (padre impiegato, madre casalinga) che vivono in Italia da trent’anni. Il ragazzino, a distanza di 48 ore dai fatti ancora sotto choc, è stato costretto a rivolgersi alle cure dei sanitari del pronto soccorso per una lieve commozione cranica. Se la caverà in due giorni. Ma la paura rimane visto che ieri mattina, dopo l’esame di francese in una scuola media cittadina, è stato riaccompagnato a casa dalla vice preside.

I fatti. Ma cos’era successo poco dopo mezzogiorno di martedì all’adolescente che frequenta la terza media? Terminato il compito di matematica assieme a sei amici s’incammina verso la sua abitazione nel centro storico. Prima di rientrare decidono di mangiarsi un cono alla gelateria Veneta in via Vittorio Veneto. Lì, stando al racconto fornito dall’adolescente e dai suoi amici ai carabinieri e alla denuncia presentata dal legale della famiglia Marco Treggi, il gruppetto incontra altri coetanei seduti a mangiare il gelato. Pare che un paio di questi ultimi ragazzi abbia iniziato a fare gesti provocatori nei confronti del quattordicenne forse per il colore della pelle. Lo studente è tornato sui suoi passi per parlare con lui. E dalle parole si è passati alle vie di fatto. Mentre i contendenti si trovavano tra via Vittorio Veneto e l’intersezione con via della Polveriera a pochi passi da Panico, lo studente di 14 anni ha urtato una bicicletta condotta da una signora quel tanto che basta per farla cadere a terra. Alla scena hanno assistito tre persone sui 45-50 anni che sono intervenuti per aiutare la signora, che non ha riportato lesioni tanto che si è subito allontanata, a rialzarsi.

Le due versioni. A questo punto le versioni diventano due. E solo le telecamere, ammesso che siano funzionanti in quel tratto, e le testimonianze (c’erano diverse persone che hanno assistito alla scena) saranno fondamentali per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti. Stando agli inquirenti, della vicenda si stanno occupando i carabinieri che hanno ascoltato una serie di testimoni, uno dei tre quarantenni che assistevano alla scena è intervenuto per separare i contendenti, ma nelle concitazione è stato colpito con un pugno e, come per reazione, ha strattonato il giovane studente marocchino. Poco dopo si è allontanato e a quel punto i due ragazzi hanno finito di scontrarsi l'uno con l'altro. E di lì a poco il ragazzino è andato a farsi medicare al pronto soccorso. Una versione che non collima con la testimonianza di una donna e di un uomo che hanno assistito alla scena oltre a quella di almeno due compagni di classe dello studente di terza media. Per loro due persone sui 45 anni si sono avventati sul ragazzino e l’hanno colpito con due pugni in testa iniziando ad insultarlo e urlando frasi sul tipo «marocchino di mer..», «bastardo», «ti ammazzo», «andatevene via». Il tutto tra l’indifferenza generale. A un certo punto l’adolescente è riuscito a scappare in direzione della sortita accanto al vecchio tribunale inseguito da persone che urlavano «al ladro, al ladro» affinché qualcuno lo bloccasse. Attimi terribili per il ragazzino che scosso e in lacrime è tornato a casa. Lì i genitori lo hanno accompagnato al pronto soccorso dove è rimasto sino alle 21. Successivamente si sono rivolti all’avvocato Marco Treggi e hanno presentato una denuncia circostanziata ai carabinieri di Cortile degli Svizzeri. Si stanno cercando ancora altri testimoni che possano aiutare le indagini.



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