Il Tirreno

Lucca

«Solo verità e concretezza: continuerò a operare così» 

di Barbara Antoni
«Solo verità e concretezza: continuerò a operare così» 

Alessandro Tambellini, sindaco uscente e in corsa per il mandato bis: «Nessuno  dei miei avversari mi fa paura. Ho fatto il mio dovere e guardo tutti a testa alta»

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LUCCA. Sono le ultime battute di una campagna elettorale partita sonnacchiosa e arrivata al capolinea senza risparmiare bordate e colpi di scena. Incontriamo Alessandro Tambellini, il sindaco uscente e ricandidato per il secondo mandato dal Pd e quattro liste civiche (Lucca Civica, Generazione Lucca, Lucca per l’Ambiente, Sinistra con Tambellini), nel suo studio in Palazzo Orsetti. Durante l’intervista continua a fare almeno due cose: firmare atti, verificare l’agenda con i suoi stretti collaboratori. Mancano poche ore a fine mandato, ma gli appuntamenti sono ancora fitti.

Sindaco, come si sente?

«Sono uscito a mezzanotte da un incontro, a casa mi sono messo a scrivere. Sono andato a dormire alle due, alle otto ero qua. Le persone fanno molte domande, vogliono sapere: da anni si raccontano storie, ci sono questioni che non vanno mai a fine. Bisogna dire la verità».

Cosa chiedono i cittadini?

«Certezze, in particolare su ciò che da tempo manca. Come le fognature in Oltreserchio: ora bisogna andare con fatti concreti, infatti noi abbiamo tutto pronto per le fognature, progetti e soldi. I cittadini chiedono servizi, e di non essere discriminati, né dimenticati. Tento di far passare l’idea che la città è di tutti, che cresce e vive se responsabilmente ognuno fa la sua parte. Io non prometto fiumi d’oro: devo essere veritiero. Durante le elezioni si spara, tutti sono rane dalla bocca larga. Io ritengo che si debba essere molto concreti».

La sua campagna elettorale è parsa focalizzata sulle periferie. Forse dà il centro per “perso”, elettoralmente parlando?

«Il centro ha avuto molte attenzioni in questi cinque anni: è una grande azienda, con alto fatturato e molti impiegati. Gli abbiamo dedicato molto impegno: recupero di Manifattura, Cavallerizza, centro di accoglienza turistica, Mura, restauro del Carmine, museo nell’ex Casa del Boia. E abbiamo avviato il restauro di Palazzo Guinigi per trasformarlo in museo, budget 1.300.000 euro. Aprirlo come Must, nel 2011, costò un milione e mezzo. E non era un museo».

Il commercio però continua a essere in crisi.

«Dobbiamo lavorare sul recupero del commercio tradizionale. Se Lucca è vivibile per i lucchesi allora è bella e vivibile anche per gli altri».

I commercianti auspicano una media distribuzione di qualità in centro.

«Condivido. C’è spazio nel mercato del Carmine. I contatti con i marchi ci sono, si concretizzeranno quando la struttura sarà finita».

Torniamo alle periferie. Quali i primi interventi?

«Dopo il recupero di Pontetetto, dove nel 2012 ho trovato un deficit di 1.800.000 euro per un problema di espropri, partiremo a Sant’Anna col centro sociosanitario e il recupero di piazzale Sforza. A San Vito il progetto di recupero è nato da un partenariato tra i Comune e i privati».

Come vede i suoi avversari?

«Altamente negativi. Più volte i confronti si sono svolti in situazioni offensive. Nel 2012, quando feci la campagna da avversario del sindaco in carica, verso di lui non ci furono mai manifestazioni irrispettose. Il sindaco rappresenta lo Stato, la comunità: non c’è spazio per i facinorosi»,

Chi dei suoi avversari le fa più paura?

«Nessuno. Indipendentemente dal risultato, so di avere fatto il mio dovere. E di poter guardare tutti a testa alta».

In caso di vittoria ha già pronta la nuova giunta?

«Sarà oggetto di valutazione. Non ho niente da recriminare agli assessori attuali. E come sindaco non mi riserverò deleghe».

Quindi nominerà anche un assessore alla cultura.

«Sì».

Nomi per la nuova giunta?

«Non ne faccio».

Dovrà tenere conto della componente renziana.

«Tutte questioni da valutare. Ma vorrei sottolineare che i renziani c’erano già, magari non lo rimarcavano».

In giunta potrebbe nominare anche dei “tecnici”?

«Magari per la cultura. Ma il dato di partenza deve essere la preparazione. Del resto nelle partecipate ho già agito così».

L’11 giugno si vota al primo turno. Ma il ballottaggio è dato per scontato.

«Non do niente per scontato. Intanto lavoro fino all’ultimo giorno».

A un eventuale ballottaggio con chi stringerebbe alleanze?

«Ci apparenteremo con i cittadini».

I giovani sono assai presenti con lei in campagna elettorale.

«Li abbiamo coinvolti lasciandoli liberi di creare un programma, di stabilire loro un percorso. L’esperimento è andato benissimo. Il primo passo sarà coinvolgerli nella vita amministrativa per poi parlare di come migliorare la loro vita scolastica e il lavoro. I giovani sono presente e prospettiva, dire che “sono il futuro” equivale a tagliarli fuori».

E col Summer Festival?

È un grande veicolo di promozione e cultura. È serio e logico che una convenzione con gli organizzatori sarà all’attenzione di giunta e consiglio comunale.

Perché un lucchese dovrebbe votare Tambellini?

Per la concezione di società allargata alle esperienze, che non ha nemici negli altri Comuni, nella Regione e nel Governo: abbiamo l’obbligo di prendere il meglio dal rapporto con gli altri. Rifare la cittadella cinquecentesca chiusa, come propongono Barsanti, Santini e Garzella non giova a nessuno.

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