Il Tirreno

Lucca

«Schiacciati dalla folla a Torino» 

«Schiacciati dalla folla a Torino» 

Il racconto del lucchese Enrico Cristiano che il giorno della finale di Champions era in piazza San Carlo

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Sono stati momenti terribili, ho avuto paura per me, mio figlio e per i miei amici con rispettivi figli. Fortuna che conosco Torino, la sua viabilità nei pressi di piazza San Carlo e posso dire di essere stato fortunato». A parlare è Enrico Cristiano, torinese trapiantato a Lucca dove gestisce il bar Sottopasso di via Pesciatina e tifoso della Juventus. «Da giorni mio figlio insisteva per andare a vedere la partita in piazza, l’ho accontentato cogliendo l’occasione per tornare nella mia città. Meno male che anche io sono andato a Torino: se fossi rimasto a casa sapendo che mio figlio sarebbe potuto essere in quel caos sarebbe stato ancora più terribile».

Strane sensazioni Enrico le ha avuto fin dal primo pomeriggio: «Siamo arrivati in piazza alle 15. Facile intuire fin da subito che c’era qualche falla organizzativa: possibile che nello storico bar Torino c’era la calca con migliaia di persone in coda per andare al bagno? Perché non pensare all’installazione di bagni chimici per i bisogni primari di trentamila tifosi? Perché non controllare meglio la statua al centro della piazza, su cui si sono arrampicati decine di spericolati?». Ad Enrico brillano gli occhi quando, da barista, focalizza l’attenzione sulle bevute: «All’ingresso in piazza io ed i miei amici sono stati controllati dalla testa ai piedi, togliendoci di dosso bottiglie e vetro. Come è stato possibile vendere alcolici in bottiglie di vetro in una piazza gremita?». In questo scenario, dopo il colpo della sbarra e della recinzione crollata e il conseguente rumore, facile immaginare il caos durante l’evacuazione: «Ho convinto mio figlio a restare in fondo, e siamo usciti prima da quella bolgia». I minuti di panico non sono comunque mancati alla famiglia Cristiano: il rumore del vetro sotto le scarpe della gente in fuga era stato confuso con il suono di una mitragliatrice. Siamo andati sotto un portico, schiacciati dalla folla che mi aveva allontanato da mio figlio. Per terra sangue e gente ferita perché scalza e con i vetri sotto i piedi. Nessuna indicazione di vie di fuga e punti di raccolta, solo il caso ha evitato un bollettino di guerra». Un monito Cristiano lo lancia per Lucca, in vista del concerto dei Rolling Stones: «Spero che per il concerto ci siano bagni chimici, ordine, indicazione di via di fuga e attenzione alla vendita di bevande. Per la Juventus, queste finali di Champions, al di là delle sconfitte, sono una tragedia».

Michele Citarella

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa