Sicurezza
Il museo contadino si arricchisce di spazi espositivi
di Rossella Lucchesi
Si inaugurano oggi le nuove sale di “Arte del passato” a San Lorenzo a Vaccoli. Le visite sono con ingresso libero
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «La civiltà contadina sarà sempre vincente». Con questa frase il museo “Arte del passato” di San Lorenzo a Vaccoli accoglie i visitatori nel nuovo spazio espositivo ricavato da una balconata annessa ai locali parrocchiali del paese che sarà inaugurato oggi, 9 giugno, alle 17.30. Ci sono voluti quattro mesi di lavori per ricostruire l’ambiente che si lega perfettamente al percorso museale nato circa tre anni fa dall’idea di alcuni paesani e che oggi ospita centinaia e centinaia di oggetti, effetti personali e attrezzi di ogni tipo, frutto delle donazioni degli abitanti della zona e di paesi limitrofi.
È soprattutto grazie a loro che è stato possibile dare vita a questa straordinaria mostra permanente che racconta la storia di San Lorenzo e della sua comunità. Partendo da molto lontano, come testimoniano arnesi e manufatti esposti insieme a documenti d’epoca, cimeli, abiti da lavoro e da festa e un ricercatissimo assortimento di biancheria, tra cui mise per la prima notte di nozze e calze di seta pura, in bella mostra vicino a eleganti cappelli, valige e un ombrello da passeggio rifinito in avorio.
Tutti raccontano una storia o parlano di esperienze di gente vissuta in un passato lontano. Avevamo già visitato il museo ed eravamo rimasti incantati dalla sua bellezza e dalla cura con cui è stato allestito, permettendo ai visitatori di fare un tuffo nella vita e nelle usanze di un’epoca in cui tutto si faceva in modo artigianale e la tecnologia ancora non aveva preso il sopravvento. Ci siamo tornati alla vigilia di questo evento inaugurale, al quale parteciperà anche il consigliere regionale Ilaria Giovannetti e abbiamo potuto ammirare le novità raccolte nel nuovo spazio che aprirà i battenti con l’esibizione del gruppo vocale lucchese Il Baluardo diretto da Elio Antichi.
Difficile elencarle tutte ma alcune colpiscono in particolare, anche perché - nonostante siano trascorsi decenni dal loro ultimo utilizzo - sono tuttora perfettamente funzionanti. Come la macchine seminatrici da traino manuale utilizzate alla fine dell’Ottocento per la semina del grano, del rudimentale tosaerba e dell’erpice estirpatore che, smuovendo il terreno, permetteva di togliere le erbe infestanti. E poi la ruota idraulica munita di raggi di legno, usata per irrigare i campi, il secchio con la carrucola per attingere acqua dal pozzo e la “pruetta” per spostare materiali e preparati nell’edilizia.
Tanti i vecchi utensili da falegnameria e muratura, come trivelle, seghe, pialle e insolite tronchesine, mezzane, condotti in terracotta per le fognature e chiodi fatti a mano. E un’infinità di arnesi per l’agricoltura, barili e contenitori per tutti gli utilizzi. Impossibile non notare l’ingombrante “stadera” sulla quale si pesavano cose e persone con l’aiuto dei pesi di ferro e le gavette per mantenere caldi i pasti di soldati e operai. Tra le new entry del museo un magnifico abito da sera in tulle nero, l’autorizzazione ai lavori al rio Guappero di Carlo Lodovico di Borbone datata 3 agosto 1827 e il Concordato della Società operaia di San Lorenzo del 17 settembre 1922.
Per visitare il museo (ingresso libero) contattare la signora Maria Assunta Fustini al 335-1237168.
È soprattutto grazie a loro che è stato possibile dare vita a questa straordinaria mostra permanente che racconta la storia di San Lorenzo e della sua comunità. Partendo da molto lontano, come testimoniano arnesi e manufatti esposti insieme a documenti d’epoca, cimeli, abiti da lavoro e da festa e un ricercatissimo assortimento di biancheria, tra cui mise per la prima notte di nozze e calze di seta pura, in bella mostra vicino a eleganti cappelli, valige e un ombrello da passeggio rifinito in avorio.
Tutti raccontano una storia o parlano di esperienze di gente vissuta in un passato lontano. Avevamo già visitato il museo ed eravamo rimasti incantati dalla sua bellezza e dalla cura con cui è stato allestito, permettendo ai visitatori di fare un tuffo nella vita e nelle usanze di un’epoca in cui tutto si faceva in modo artigianale e la tecnologia ancora non aveva preso il sopravvento. Ci siamo tornati alla vigilia di questo evento inaugurale, al quale parteciperà anche il consigliere regionale Ilaria Giovannetti e abbiamo potuto ammirare le novità raccolte nel nuovo spazio che aprirà i battenti con l’esibizione del gruppo vocale lucchese Il Baluardo diretto da Elio Antichi.
Difficile elencarle tutte ma alcune colpiscono in particolare, anche perché - nonostante siano trascorsi decenni dal loro ultimo utilizzo - sono tuttora perfettamente funzionanti. Come la macchine seminatrici da traino manuale utilizzate alla fine dell’Ottocento per la semina del grano, del rudimentale tosaerba e dell’erpice estirpatore che, smuovendo il terreno, permetteva di togliere le erbe infestanti. E poi la ruota idraulica munita di raggi di legno, usata per irrigare i campi, il secchio con la carrucola per attingere acqua dal pozzo e la “pruetta” per spostare materiali e preparati nell’edilizia.
Tanti i vecchi utensili da falegnameria e muratura, come trivelle, seghe, pialle e insolite tronchesine, mezzane, condotti in terracotta per le fognature e chiodi fatti a mano. E un’infinità di arnesi per l’agricoltura, barili e contenitori per tutti gli utilizzi. Impossibile non notare l’ingombrante “stadera” sulla quale si pesavano cose e persone con l’aiuto dei pesi di ferro e le gavette per mantenere caldi i pasti di soldati e operai. Tra le new entry del museo un magnifico abito da sera in tulle nero, l’autorizzazione ai lavori al rio Guappero di Carlo Lodovico di Borbone datata 3 agosto 1827 e il Concordato della Società operaia di San Lorenzo del 17 settembre 1922.
Per visitare il museo (ingresso libero) contattare la signora Maria Assunta Fustini al 335-1237168.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
