Il Tirreno

Lucca

Il museo contadino si arricchisce di spazi espositivi 

di Rossella Lucchesi
Il museo contadino si arricchisce di spazi espositivi 

Si inaugurano oggi le nuove sale di “Arte del passato” a San Lorenzo a Vaccoli. Le visite sono con ingresso libero

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LUCCA. «La civiltà contadina sarà sempre vincente». Con questa frase il museo “Arte del passato” di San Lorenzo a Vaccoli accoglie i visitatori nel nuovo spazio espositivo ricavato da una balconata annessa ai locali parrocchiali del paese che sarà inaugurato oggi, 9 giugno, alle 17.30. Ci sono voluti quattro mesi di lavori per ricostruire l’ambiente che si lega perfettamente al percorso museale nato circa tre anni fa dall’idea di alcuni paesani e che oggi ospita centinaia e centinaia di oggetti, effetti personali e attrezzi di ogni tipo, frutto delle donazioni degli abitanti della zona e di paesi limitrofi.

È soprattutto grazie a loro che è stato possibile dare vita a questa straordinaria mostra permanente che racconta la storia di San Lorenzo e della sua comunità. Partendo da molto lontano, come testimoniano arnesi e manufatti esposti insieme a documenti d’epoca, cimeli, abiti da lavoro e da festa e un ricercatissimo assortimento di biancheria, tra cui mise per la prima notte di nozze e calze di seta pura, in bella mostra vicino a eleganti cappelli, valige e un ombrello da passeggio rifinito in avorio.

Tutti raccontano una storia o parlano di esperienze di gente vissuta in un passato lontano. Avevamo già visitato il museo ed eravamo rimasti incantati dalla sua bellezza e dalla cura con cui è stato allestito, permettendo ai visitatori di fare un tuffo nella vita e nelle usanze di un’epoca in cui tutto si faceva in modo artigianale e la tecnologia ancora non aveva preso il sopravvento. Ci siamo tornati alla vigilia di questo evento inaugurale, al quale parteciperà anche il consigliere regionale Ilaria Giovannetti e abbiamo potuto ammirare le novità raccolte nel nuovo spazio che aprirà i battenti con l’esibizione del gruppo vocale lucchese Il Baluardo diretto da Elio Antichi.

Difficile elencarle tutte ma alcune colpiscono in particolare, anche perché - nonostante siano trascorsi decenni dal loro ultimo utilizzo - sono tuttora perfettamente funzionanti. Come la macchine seminatrici da traino manuale utilizzate alla fine dell’Ottocento per la semina del grano, del rudimentale tosaerba e dell’erpice estirpatore che, smuovendo il terreno, permetteva di togliere le erbe infestanti. E poi la ruota idraulica munita di raggi di legno, usata per irrigare i campi, il secchio con la carrucola per attingere acqua dal pozzo e la “pruetta” per spostare materiali e preparati nell’edilizia.

Tanti i vecchi utensili da falegnameria e muratura, come trivelle, seghe, pialle e insolite tronchesine, mezzane, condotti in terracotta per le fognature e chiodi fatti a mano. E un’infinità di arnesi per l’agricoltura, barili e contenitori per tutti gli utilizzi. Impossibile non notare l’ingombrante “stadera” sulla quale si pesavano cose e persone con l’aiuto dei pesi di ferro e le gavette per mantenere caldi i pasti di soldati e operai. Tra le new entry del museo un magnifico abito da sera in tulle nero, l’autorizzazione ai lavori al rio Guappero di Carlo Lodovico di Borbone datata 3 agosto 1827 e il Concordato della Società operaia di San Lorenzo del 17 settembre 1922.

Per visitare il museo (ingresso libero) contattare la signora Maria Assunta Fustini al 335-1237168.

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