Sicurezza
Ci sono 44 denunciati per gli scontri al corteo
di Alessandro Bientinesi
Tredici di questi sono lucchesi, uno è un minorenne
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LUCCA. I manifestanti anti G7 aveva dichiarato alla vigilia del vertice del ministri degli esteri a Lucca che avrebbero provato a prendersi i loro spazi, forzando se necessario il cordone di sicurezza che la questura gli aveva vietato di oltrepassare lo scorso 10 aprile. Una cinquantina di loro fu di parola: deviando dal percorso prestabiliti, nei pressi di porta San Jacopo, entrarono in contatto con le forze dell’ordine. Che dopo un lancio di fumogeni, petardi e altri oggetti da parte degli anti G7, caricarono i manifestanti. Adesso 44 di loro sono stati denunciati, 13 di questi, di cui uno minorenne già segnalato al tribunale dei minori, sono lucchesi.
Il corteo quel giorno in totale era composto da circa 350 manifestanti. Corteo al quale presero parte una serie di gruppi di antagonisti provenienti da Firenze, Pisa, Massa, Pistoia e Viareggio oltre ovviamente a quelli lucchesi. Partito alle 16 dalla stazione, proseguì in maniera pacifica fino a piazzale Don Baroni per poi tornare indietro. Lo scontro alle 18, quando un gruppo uscì dal percorso prestabilito e, proteggendosi con una sorta di rete metallica e al grido di “via la polizia, non ci fermerete” entrarono in contatto con i reparti anti sommossa delle forze dell’ordine. Tre persone furono immediatamente fermate e rilasciate in serata. Altre quattro, un’ora prima della manifestazione, erano stati fermati su un furgone su cui viaggiavano 4 antagonisti lucchesi che avevano una decina di gomme gonfiabili e altro materiale che sarebbe probabilmente stato usato duranti gli scontri. Ora il numero di denunciati sale ancora con altri 37 nominativi, che portano il totale a 44, individuati dalla digos della questura di Lucca con un’indagine certosina.
Sono stati visionati, infatti, numerosi filmati realizzati nel corso della manifestazione dalla polizia scientifica, oltre a quelli effettuati dai giornalisti e reporter che seguirono lo svolgimento della manifestazione, poi divulgati in rete. Decisiva anche l’osservazione dei più piccoli dettagli di vestiti e accessori per risalire ai responsabili.
Le indagini, condotte in collaborazione con altre questure, hanno permesso di cristallizzare i comportamenti violenti posti in essere da 37 manifestanti, molti dei quali provenienti dalle province limitrofe. Tredici di questi lucchesi. Tutti sono stati segnalati alla locale procura della repubblica perché ritenuti responsabili di resistenza a pubblico ufficiale, lancio ed accensioni di oggetti pericolosi, porto di oggetti atti ad offendere, travisamento e violazione delle prescrizioni imposte dal questore di Lucca. A questi si aggiungono, come detto, i 4 fermati al momento del controllo preventivo della digos sul furgone.
Questi sono stati segnalati alla procura perché si sono resi responsabili di tentata resistenza a pubblico ufficiale, mentre altri 3 giovani, che in precedenza avevano partecipato alla stessa manifestazione, sono stati segnalati perché colti in possesso di oggetti atti ad offendere. Indagini, però, che ancora non si sono concluse e con i nomi degli indagati che potrebbe aumentare ancora.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il corteo quel giorno in totale era composto da circa 350 manifestanti. Corteo al quale presero parte una serie di gruppi di antagonisti provenienti da Firenze, Pisa, Massa, Pistoia e Viareggio oltre ovviamente a quelli lucchesi. Partito alle 16 dalla stazione, proseguì in maniera pacifica fino a piazzale Don Baroni per poi tornare indietro. Lo scontro alle 18, quando un gruppo uscì dal percorso prestabilito e, proteggendosi con una sorta di rete metallica e al grido di “via la polizia, non ci fermerete” entrarono in contatto con i reparti anti sommossa delle forze dell’ordine. Tre persone furono immediatamente fermate e rilasciate in serata. Altre quattro, un’ora prima della manifestazione, erano stati fermati su un furgone su cui viaggiavano 4 antagonisti lucchesi che avevano una decina di gomme gonfiabili e altro materiale che sarebbe probabilmente stato usato duranti gli scontri. Ora il numero di denunciati sale ancora con altri 37 nominativi, che portano il totale a 44, individuati dalla digos della questura di Lucca con un’indagine certosina.
Sono stati visionati, infatti, numerosi filmati realizzati nel corso della manifestazione dalla polizia scientifica, oltre a quelli effettuati dai giornalisti e reporter che seguirono lo svolgimento della manifestazione, poi divulgati in rete. Decisiva anche l’osservazione dei più piccoli dettagli di vestiti e accessori per risalire ai responsabili.
Le indagini, condotte in collaborazione con altre questure, hanno permesso di cristallizzare i comportamenti violenti posti in essere da 37 manifestanti, molti dei quali provenienti dalle province limitrofe. Tredici di questi lucchesi. Tutti sono stati segnalati alla locale procura della repubblica perché ritenuti responsabili di resistenza a pubblico ufficiale, lancio ed accensioni di oggetti pericolosi, porto di oggetti atti ad offendere, travisamento e violazione delle prescrizioni imposte dal questore di Lucca. A questi si aggiungono, come detto, i 4 fermati al momento del controllo preventivo della digos sul furgone.
Questi sono stati segnalati alla procura perché si sono resi responsabili di tentata resistenza a pubblico ufficiale, mentre altri 3 giovani, che in precedenza avevano partecipato alla stessa manifestazione, sono stati segnalati perché colti in possesso di oggetti atti ad offendere. Indagini, però, che ancora non si sono concluse e con i nomi degli indagati che potrebbe aumentare ancora.
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