La manifestazione
Bindocci: scontro totale con i poteri forti della città
di Luca Cinotti
Il candidato Cinque Stelle all’attacco del Comune su trasparenza e merito «Il pubblico deve tornare a gestire i servizi come la mensa scolastica»
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LUCCA. Lo «scontro epocale» prossimo venturo. Quello che annuncia il candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bindocci nei confronti delle «oligarchie» che governano e influenzano il governo di Lucca. Un sottosopra che l’ex sindacalista Cgil e poi Uil vuole mettere in atto in caso di vittoria: «Saremo con la cittadinanza che non arriva in fondo al mese».
In queste parole riecheggia la sua esperienza da sindacalista. Ma lei è considerato un “rompiscatole”, uno che non cede ai compromessi. Come si trova in un Movimento che ha regole interne molto rigide?
«Mi sono trovato bene. Le mie battaglie nel sindacato e nella città per l’integrità morale erano conosciuto. Certo, ci sono delle rigidità, che però si capiscono solo se ci si cala in questa realtà».
Che succederà se si troverà in disaccordo con qualche scelta del Movimento? Ha firmato un codice di fedeltà come a Roma?
«Non abbiamo firmato alcun codice di fedeltà, né ci è stato chiesto. Se non sarò d’accordo lo dirò, pagando le eventuali conseguenze. Bindocci non è cambiato entrando nel Movimento 5 Stelle».
Nelle vostre proposte c’è il filo conduttore di un Comune molto più attivo, sia come gestore di servizi che come controllore. Quali sono i campi che vi stanno più a cuore? E dove troverete i soldi?
«Il Comune si dovrà riprendere servizi essenziali, come l’acqua e non escludiamo anche le mense, campo nel quale ci sono già buone esperienze a Viareggio e Pietrasanta. Per quei servizi gestiti da società con partecipazione di privati, puntiamo a ridimensionare appunto questi soci, che vengono solo per fare un utile e non per dare un buon servizio alla cittadinanza. Per quanto riguarda i costi, in diversi casi spenderesti meno: è il caso, appunto delle mense. Ma poi più in generale sono io a fare una domanda: quali sono le privatizzazioni che hanno funzionato bene? Alitalia, o Telecom, o le banche? Quando me ne porteranno una ne discuteremo».
Voi volete un Comune protagonista anche nella cultura. Come vi rapporterete con giganti come Summer e Comics?
«La cultura va innanzitutto rilanciata per i lucchese. Faccio un esempio: ho cercato una scuola di fumetto ma, nella città dei Comics, non c’è. Quindi pensare ai lucchesi e poi al rilancio del turismo culturale, che allunghi la permanenza dei turisti, con una vera proposta culturale di sostanza. Sul Summer dico che ci deve essere massimo rispetto delle regole, soprattutto nell’erogazione del denaro pubblico. E in ogni caso non si può arrivare alla sera prima per stringere l’accordo».
E sui Comics? Con la consigliera Giorgi avete fatto una battaglia sulle assunzioni della società.
«Quella battaglia è stata importante, perché ci sono cose che non ci convincono, come la fusione fra Comics e Polo Fiere. Detto questo, è scandaloso che il museo del fumetto sia chiuso ed è scandaloso anche come era stato organizzato. E dire che per Lucca deve essere una cosa come il Museo egizio di Torino».
È d’accordo con l’idea di affidarlo a Lucca Crea?
«Prima bisogna condividere un progetto con la città, poi si decide chi si occuperà di gestirlo. Qui mi sembra si sia più interessati a dare gli incarichi...».
Voi parlate sempre di trasparenza. Ma cosa intendente, in concreto?
«Chiediamo la pubblicità di tutti gli atti ma anche della loro genesi, perché da lì si può capire se ci sono passaggi poco chiari o che non funzionano».
Se vincerete come vi comporterete con il “corpaccione” della macchina comunale che può mettere in difficoltà chiunque?
«Sappiamo che chi coltiva privilegi e interessi personali ci sarà contro. Ma noi vogliamo motivare e ascoltare tutti, riducendo anche i compensi delle posizioni apicali. Noi avremo bisogno di un’alleanza con la macchina comunale. Vogliamo ridurre le consulenze e, per gli assessorati, premiare il merito e la condivisione delle nostre idee. Niente amici, o conoscenti».
Cosa ne pensa degli altri candidati? Ad esempio di Tambellini...
«Mi ricorda il dottor Faust, che ha fatto il patto con il diavolo (cioè i maggiorenti del Pd) per rimanere in sella. Credo comunque sia una brava persona, potrebbe farci da consulente...».
E gli altri?
«Santini è imbarazzante, non solo perché credo che un giornalista non dovrebbe candidarsi nel luogo dove ha lavorato da caposervizio, ma perché dice di essere fuori dai partiti quando si è sdraiato su Forza Italia e Lega. Garzella è mosso da motivi personali e perde ogni velleità di rinnovamento mettendosi con Angelini e Pera. Buonriposi ha puntato sulla sua persona, e noi siamo contrari a questo modo di fare politica. In generale, però vorrei dire qualcosa a tutti i candidati e anche ai giornalisti di questa città: siate più pungenti per tirare fuori i veri accordi di potere, guardate dove lavorano i parenti dei candidati, provate a rompere il cordone fra politica e interessi. Esattamente come vogliamo fare noi».
In queste parole riecheggia la sua esperienza da sindacalista. Ma lei è considerato un “rompiscatole”, uno che non cede ai compromessi. Come si trova in un Movimento che ha regole interne molto rigide?
«Mi sono trovato bene. Le mie battaglie nel sindacato e nella città per l’integrità morale erano conosciuto. Certo, ci sono delle rigidità, che però si capiscono solo se ci si cala in questa realtà».
Che succederà se si troverà in disaccordo con qualche scelta del Movimento? Ha firmato un codice di fedeltà come a Roma?
«Non abbiamo firmato alcun codice di fedeltà, né ci è stato chiesto. Se non sarò d’accordo lo dirò, pagando le eventuali conseguenze. Bindocci non è cambiato entrando nel Movimento 5 Stelle».
Nelle vostre proposte c’è il filo conduttore di un Comune molto più attivo, sia come gestore di servizi che come controllore. Quali sono i campi che vi stanno più a cuore? E dove troverete i soldi?
«Il Comune si dovrà riprendere servizi essenziali, come l’acqua e non escludiamo anche le mense, campo nel quale ci sono già buone esperienze a Viareggio e Pietrasanta. Per quei servizi gestiti da società con partecipazione di privati, puntiamo a ridimensionare appunto questi soci, che vengono solo per fare un utile e non per dare un buon servizio alla cittadinanza. Per quanto riguarda i costi, in diversi casi spenderesti meno: è il caso, appunto delle mense. Ma poi più in generale sono io a fare una domanda: quali sono le privatizzazioni che hanno funzionato bene? Alitalia, o Telecom, o le banche? Quando me ne porteranno una ne discuteremo».
Voi volete un Comune protagonista anche nella cultura. Come vi rapporterete con giganti come Summer e Comics?
«La cultura va innanzitutto rilanciata per i lucchese. Faccio un esempio: ho cercato una scuola di fumetto ma, nella città dei Comics, non c’è. Quindi pensare ai lucchesi e poi al rilancio del turismo culturale, che allunghi la permanenza dei turisti, con una vera proposta culturale di sostanza. Sul Summer dico che ci deve essere massimo rispetto delle regole, soprattutto nell’erogazione del denaro pubblico. E in ogni caso non si può arrivare alla sera prima per stringere l’accordo».
E sui Comics? Con la consigliera Giorgi avete fatto una battaglia sulle assunzioni della società.
«Quella battaglia è stata importante, perché ci sono cose che non ci convincono, come la fusione fra Comics e Polo Fiere. Detto questo, è scandaloso che il museo del fumetto sia chiuso ed è scandaloso anche come era stato organizzato. E dire che per Lucca deve essere una cosa come il Museo egizio di Torino».
È d’accordo con l’idea di affidarlo a Lucca Crea?
«Prima bisogna condividere un progetto con la città, poi si decide chi si occuperà di gestirlo. Qui mi sembra si sia più interessati a dare gli incarichi...».
Voi parlate sempre di trasparenza. Ma cosa intendente, in concreto?
«Chiediamo la pubblicità di tutti gli atti ma anche della loro genesi, perché da lì si può capire se ci sono passaggi poco chiari o che non funzionano».
Se vincerete come vi comporterete con il “corpaccione” della macchina comunale che può mettere in difficoltà chiunque?
«Sappiamo che chi coltiva privilegi e interessi personali ci sarà contro. Ma noi vogliamo motivare e ascoltare tutti, riducendo anche i compensi delle posizioni apicali. Noi avremo bisogno di un’alleanza con la macchina comunale. Vogliamo ridurre le consulenze e, per gli assessorati, premiare il merito e la condivisione delle nostre idee. Niente amici, o conoscenti».
Cosa ne pensa degli altri candidati? Ad esempio di Tambellini...
«Mi ricorda il dottor Faust, che ha fatto il patto con il diavolo (cioè i maggiorenti del Pd) per rimanere in sella. Credo comunque sia una brava persona, potrebbe farci da consulente...».
E gli altri?
«Santini è imbarazzante, non solo perché credo che un giornalista non dovrebbe candidarsi nel luogo dove ha lavorato da caposervizio, ma perché dice di essere fuori dai partiti quando si è sdraiato su Forza Italia e Lega. Garzella è mosso da motivi personali e perde ogni velleità di rinnovamento mettendosi con Angelini e Pera. Buonriposi ha puntato sulla sua persona, e noi siamo contrari a questo modo di fare politica. In generale, però vorrei dire qualcosa a tutti i candidati e anche ai giornalisti di questa città: siate più pungenti per tirare fuori i veri accordi di potere, guardate dove lavorano i parenti dei candidati, provate a rompere il cordone fra politica e interessi. Esattamente come vogliamo fare noi».
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