Il Tirreno

Lucca

In campagna elettorale è “guerra dei manifesti” 

di Alessandro Bientinesi
In campagna elettorale è “guerra dei manifesti” 

Locandine attaccate ovunque, anche a coprire gli annunci mortuari Polemica in corso tra i candidati anche per cartelli strappati o “vandalizzati” 

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BAGNI DI LUCCA. La guerra dei manifesti. Da alcuni giorni a Bagni di Lucca, in piena campagna elettorale, non si parla praticamente di altro. Sì i programmi e gli incontri elettorali proseguono il loro percorso, ma in ogni frazione del Comune e, ovviamente, sui social botta e risposta tra candidati e sostenitori di una o dell’altra parte non mancano.
Tutto sembra partire il 3 giugno dal sindaco Massimo Betti che sul suo profilo Facebook la sera posta una foto di alcuni suoi manifesti elettorali strappati. «Questa è correttezza politica, un metodo che non ci appartiene. Un sintomo di chi rispetta la democrazia, in cui invece noi crediamo». Il suo commento. Nel frattempo circola anche un altra foto nella quale la foto di Betti trasformato in una sorta di strano pirata: con cresta, orecchino all’orecchio, baffetti e altre scritte a vandalizzare l’immagine.
Nella guerra del manifesto, però, entrano anche altri due candidati. E qui ci sono di mezzo i necrologi. Il primo attacco arriva nei confronti di Paolo Michelini. Motivo semplice: una foto, divenuta virale sui social, ritrae il manifesto di un evento del candidato della lista “Uniti per cambiare”, organizzato al Bar Topo Gigio attaccati sopra gli annunci mortuari. Arrivano subito le scuse ma anche un nuovo attacco verso Betti. «Ci scusiamo per l’increscioso disguito - di legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook della lista di Michelini -. La persona che ha svolto il servizio non era ben informata e non ha agito nel modo giusto. Noi, però, ci teniamo a dire che la stessa cosa è stata fatta dallo stesso sindaco Betti che ha alimentato questa polemica per scredidarci, come il sottolineare un errore di stampa nella frazione di Palleggio». E a corredo del post una foto del 30 maggio scorso con i manifesti degli eventi di Betti affissi proprio sopra i necrologi.
Polemica chiusa qui? Neanche per sogno, ovviamente, perché tra i due litiganti si infila, ovviamente, il terzo incomodo. Claudio Gemignani, sempre utilizzando il canale di Facebook, spara il suo missile. «Dato che la lista del nostro primo cittadino, Progetto Rinascimento, che ovviamente non sa far altro che attaccare, in mancanza di argomenti - scrive Gemignani -. Ha deciso di prendere di mira tutti sulla questione dei manifesti. Bene, decido io allora di pubblicare ciò che loro hanno attaccat poco tempo fa. Non soltanto al bancomat, ma anche alla nostra sede elettorale di Fornoli. Sottolineo che tra le liste c’è un accordo per cui i manifesti, dentro queste bacheche, possono essere messi. Non volevo scrivere un post di questo genere, ma ora mi vedo costretto». Finito qui? Forse. Ma ancora ieri circolavano foto, postate dai cittadini, di manifesti elettorali affissi ovunque. Anche sui cancelli delle abitazioni.

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