Sicurezza
«I sondaggi lasciateli stare Io sono qui per vincere»
di Gianni Parrini
La 43enne Quilici (Lega Toscana) è pronta alla sfida elettorale dell’11 giugno Sicurezza, degrado e stop all’arrivo dei profughi. «Il piano Kalergi? C’è del vero»
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LUCCA. «Altro che outsider, io punto a vincere e non credo ai sondaggi della vigilia. Guardate cosa è successo con Trump...». Ilaria Quilici, candidata alla poltrona di sindaco di Lucca con Lega Toscana, non ci sta a fare la parte della vittima predestinata ed è pronta a giocare le sue carte lasciando che siano gli elettori a decidere. Quarantatré anni, residente a Capannori, un lavoro (attualmente sospeso) da «collaboratrice di uno studio professionale che si occupa di questioni contabili», Quilici è pronta a sfidare gli altri sette aspiranti alla poltrona di palazzo Orsetti.
Ci racconta come e perché ha deciso di candidarsi?
«Il movimento voleva essere presente nella campagna elettorale per il Comune di Lucca. Così, dopo varie discussioni, mi hanno spinto a provarci, dato che ero già commissario provinciale. Ovviamente non sono qui a fare presenza: corro per vincere, poi vedremo il risultato».
Sa che i bookmaker non la danno tra i favoriti.
«Ai sondaggi credo poco. Anche Trump non era favorito e poi ha vinto. Obiettivi non me ne do, prendo quello che viene».
Per non fare confusione con altre leghe, ci spiega cos’è la Lega Toscana e cosa la caratterizza?
«È un movimento territoriale nato nel 2009 a Prato. Ci concentriamo sulle questioni locali. Siamo, ad esempio, per trattenere i soldi delle tasse sul territorio, un po’ come sta facendo Maroni in Lombardia. Al di là degli aspetti fiscali, quello che vorremmo è un maggior coinvolgimento dei Comuni nel governo del territorio. Le decisioni vanno prese qui, accentrare tutto a Roma o a Firenze è sbagliato. Una Lega nord in salsa Toscana? Non proprio: loro sono secessionisti, noi sia più federalisti».
Quanto sono gli iscritti a Lega Toscana?
«I numeri precisi non so darglieli ma siamo sicuramente più di 100 e abbiamo un rappresentante in ogni provincia. Nella nostra ci sono una quarantina di tesserati. È anche col loro contributo che mi sono pagata la campagna elettorale. Totale spesa? 2.500 euro, soldi in gran parte messi dalla sottoscritta».
Su quali altri temi puntate?
«Sicurezza; ripristino del decoro ed eliminazione del degrado; turismo come volano del lavoro; attenzione alle famiglie e ai servizi, specie quelli sanitari».
Prendiamo la sicurezza: come si aumenta?
«Lucca è in cima alle statistiche dei furti in appartamento. Questo è un dato. Servono più agenti di polizia municipale e poi bisogna togliere quelli che sono negli uffici per mandarli in strada. Anche di notte. Poi ci vogliono maggiori controlli contro l’accattonaggio: propongo agenti alla stazione per identificare e rispedire a casa chi viene in città per questo genere di attività. E per quanto riguarda i profughi, stop ai nuovi arrivi. C’è un limite all’accoglienza, se diciamo sempre sì finiremo per ritrovarceli sugli spalti delle Mura».
In qualche intervista ha citato il piano Kalergi. Ci spiega di cosa si tratta?
«È un piano di sostituzione etnica studiato da questo filosofo nato a fine Ottocento. L’obiettivo è di scambiare la popolazione europea con quella africana».
A quale scopo?
«Sottomettere i Paesi e renderli succubi di determinate lobby, tipo Bilderberg. Bufale? L’ho lette su Internet. È vero che il web non è vangelo ma vedendo quello che sta succedendo penso ci sia un fondamento di verità».
Cambiano tema, ai tempi della scuola che studentessa era?
«Caparbia. Quando mi mettevo in testa una cosa la portavo in fondo. Mi sono diplomata nel ’94 come operatrice turistica al Pertini. Il voto? Preferisco non dirlo».
La Lega Toscana è nata nel 2009, prima per chi votava?
«Alleanza nazionale ma Gianfranco Fini si è rivelato una delusione. A quel punto ho votato a seconda dei candidati, ma sempre nell’area del centrodestra. Poi sono passata all’impegno attivo: nel 2009 a Capannori con la lista civica di appoggio a Gaetano Ceccarelli dell’Udc, ma non venni eletta. L’anno successivo sono passata alla Lega Nord: ero in corsa per le elezioni in Parlamento del 2012 e nel 2014 ero capolista di una lista civica che appoggiava il candidato del centrodestra Maria Pia Bertolucci. La Lega non presentò una sua lista e questo è stato uno dei motivi della rottura. Nel 2016 l’appoggio a Matteo Tori ad Altopascio con la lista della Lega Toscana».
Che voto darebbe all’ultima amministrazione di Lucca?
«Sono rimasti lontani dai cittadini, trascurando le periferie. Darei un 5,5, non malissimo anche se una città come Lucca meriterebbe un amministrazione da 8 o 9. Tambellini? Ho l’impressione che sia un signore, una persona corretta».
Degli altri candidati che giudizio dà?
«Buonriposi mi sembra una persona preparata e competente; Manfrotto non ho elementi per giudicarla; Barsanti sarà la sorpresa di queste elezioni. Bindocci non viene dal mondo dei 5 Stelle e non me lo aspettavo come loro candidato; Garzellla mi sembra incoerente, da autorevole membro del Pd ora va contro il suo partito. Santini, infine, farà un buon risultato visto che conosce la città».
Se non dovesse arrivarci chi sosterrebbe al ballottaggio?
«Non escludiamo niente. Neppure il centrosinistra? Ripeto, vediamo i risultati, poi valutiamo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ci racconta come e perché ha deciso di candidarsi?
«Il movimento voleva essere presente nella campagna elettorale per il Comune di Lucca. Così, dopo varie discussioni, mi hanno spinto a provarci, dato che ero già commissario provinciale. Ovviamente non sono qui a fare presenza: corro per vincere, poi vedremo il risultato».
Sa che i bookmaker non la danno tra i favoriti.
«Ai sondaggi credo poco. Anche Trump non era favorito e poi ha vinto. Obiettivi non me ne do, prendo quello che viene».
Per non fare confusione con altre leghe, ci spiega cos’è la Lega Toscana e cosa la caratterizza?
«È un movimento territoriale nato nel 2009 a Prato. Ci concentriamo sulle questioni locali. Siamo, ad esempio, per trattenere i soldi delle tasse sul territorio, un po’ come sta facendo Maroni in Lombardia. Al di là degli aspetti fiscali, quello che vorremmo è un maggior coinvolgimento dei Comuni nel governo del territorio. Le decisioni vanno prese qui, accentrare tutto a Roma o a Firenze è sbagliato. Una Lega nord in salsa Toscana? Non proprio: loro sono secessionisti, noi sia più federalisti».
Quanto sono gli iscritti a Lega Toscana?
«I numeri precisi non so darglieli ma siamo sicuramente più di 100 e abbiamo un rappresentante in ogni provincia. Nella nostra ci sono una quarantina di tesserati. È anche col loro contributo che mi sono pagata la campagna elettorale. Totale spesa? 2.500 euro, soldi in gran parte messi dalla sottoscritta».
Su quali altri temi puntate?
«Sicurezza; ripristino del decoro ed eliminazione del degrado; turismo come volano del lavoro; attenzione alle famiglie e ai servizi, specie quelli sanitari».
Prendiamo la sicurezza: come si aumenta?
«Lucca è in cima alle statistiche dei furti in appartamento. Questo è un dato. Servono più agenti di polizia municipale e poi bisogna togliere quelli che sono negli uffici per mandarli in strada. Anche di notte. Poi ci vogliono maggiori controlli contro l’accattonaggio: propongo agenti alla stazione per identificare e rispedire a casa chi viene in città per questo genere di attività. E per quanto riguarda i profughi, stop ai nuovi arrivi. C’è un limite all’accoglienza, se diciamo sempre sì finiremo per ritrovarceli sugli spalti delle Mura».
In qualche intervista ha citato il piano Kalergi. Ci spiega di cosa si tratta?
«È un piano di sostituzione etnica studiato da questo filosofo nato a fine Ottocento. L’obiettivo è di scambiare la popolazione europea con quella africana».
A quale scopo?
«Sottomettere i Paesi e renderli succubi di determinate lobby, tipo Bilderberg. Bufale? L’ho lette su Internet. È vero che il web non è vangelo ma vedendo quello che sta succedendo penso ci sia un fondamento di verità».
Cambiano tema, ai tempi della scuola che studentessa era?
«Caparbia. Quando mi mettevo in testa una cosa la portavo in fondo. Mi sono diplomata nel ’94 come operatrice turistica al Pertini. Il voto? Preferisco non dirlo».
La Lega Toscana è nata nel 2009, prima per chi votava?
«Alleanza nazionale ma Gianfranco Fini si è rivelato una delusione. A quel punto ho votato a seconda dei candidati, ma sempre nell’area del centrodestra. Poi sono passata all’impegno attivo: nel 2009 a Capannori con la lista civica di appoggio a Gaetano Ceccarelli dell’Udc, ma non venni eletta. L’anno successivo sono passata alla Lega Nord: ero in corsa per le elezioni in Parlamento del 2012 e nel 2014 ero capolista di una lista civica che appoggiava il candidato del centrodestra Maria Pia Bertolucci. La Lega non presentò una sua lista e questo è stato uno dei motivi della rottura. Nel 2016 l’appoggio a Matteo Tori ad Altopascio con la lista della Lega Toscana».
Che voto darebbe all’ultima amministrazione di Lucca?
«Sono rimasti lontani dai cittadini, trascurando le periferie. Darei un 5,5, non malissimo anche se una città come Lucca meriterebbe un amministrazione da 8 o 9. Tambellini? Ho l’impressione che sia un signore, una persona corretta».
Degli altri candidati che giudizio dà?
«Buonriposi mi sembra una persona preparata e competente; Manfrotto non ho elementi per giudicarla; Barsanti sarà la sorpresa di queste elezioni. Bindocci non viene dal mondo dei 5 Stelle e non me lo aspettavo come loro candidato; Garzellla mi sembra incoerente, da autorevole membro del Pd ora va contro il suo partito. Santini, infine, farà un buon risultato visto che conosce la città».
Se non dovesse arrivarci chi sosterrebbe al ballottaggio?
«Non escludiamo niente. Neppure il centrosinistra? Ripeto, vediamo i risultati, poi valutiamo».
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