Il Tirreno

Lucca

«Estromesso dall’assemblea per le critiche al presidente» 

di Alessandro Bientinesi
«Estromesso dall’assemblea per le critiche al presidente» 

Giovanni Matteo Tori in una lettera aveva attaccato la gestione dell’ente Dopo due settimane è stato fatto decadere a causa delle sue troppe assenze

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LUCCA. Una gestione eccessivamente politica e poco trasparente del Consorzio di bonifica Toscana Nord. E anche una scarsa considerazione dell’assemblea consortile. Questi sarebbero i due motivi principali che hanno causato un mezzo terremoto all’interno dell’ente e portato Giovanni Matteo Tori, membro di maggioranza del consorzio, a firmare lo scorso 14 maggio una lettera nella quale annunciava la sua uscita dal gruppo di maggioranza.
«Non appena il presidente Ismaele Ridolfi l’ha ricevuta, però, ha utilizzato alla lettera lo statuto per farmi fuori dal consorzio». Spiega Tori. Per lui il motivo sarebbe semplice. «Formalmente Ridolfi ha tutte le ragioni del mondo a farmi decadere, perché lo statuto prevede che dopo tre assenze consecutive dall’assemblea un consigliere decada dal suo incarico – racconta Tori –. Il problema principale è che lo stesso statuto ha scritto chiaramente come le convocazioni delle assemblee debbano avvenire con almeno una settimana di anticipo. Nell’ultimo caso di mia assenza ho ricevuto l’avviso della raccomandata il giovedì mattina e l’assemblea era fissata per il pomeriggio stesso».
Tori, dunque, anche con la buona volontà, sostiene che non avrebbe potuto partecipare. Eletto nel novembre 2013 nella lista “ambiente, sicurezza e sviluppo” di cui faceva parte anche l’allora candidato alla presidenza del consorzio Ismaele Ridolfi, Tori non voleva lasciare l’ente, ma formare un nuovo gruppo.
«Il cui nome sarebbe stato “futuro, ambiente e agricoltura” – spiega –. Come ho scritto nella lettera inviata al presidente Ridolfi e contestualmente all’assessore regionale Federica Fratoni e al dirigente responsabile Giovanni Massimo, ho rilevato una gestione eccessivamente politica e poco trasparente dell’ente e persino una scarsa considerazione dell’assemblea consortile. Il presidente, poi, ha avuto una scarsa capacità di ascolto sui problemi sollevati, più volte, da alcuni membri che fanno capo alla Coldiretti, con la quale anche io collaboro da anni. Nonché una limitata attenzione alle spese correnti e anche all’applicazione della legge 79/2012 (nuova disciplina dei consorzi di bonifica ndr)».
Alla lettera, come detto, è seguita pressoché immediatamente la decadenza del consigliere Giovanni Matteo Tori. «Il consorzio gestisce risorse economiche importanti e per queste ragioni la trasparenza deve essere il primo elemento che un amministratore deve tenere di conto – conclude Tori –. Il presidente Ridolfi non solo non ha mai rispettato lo statuto per gli avvisi ma ha utilizzato questo “cavillo” per estromettermi. Al netto dei molti screzi che ci sono da diverso tempo tra noi due».
Nella giornata di ieri abbiamo provato a contattare il presidente Ridolfi, anche se il numero uno del consorzio di bonifica Toscana Nord ha confermato di non voler rilasciare dichiarazioni ufficiali «su una vicenda così delicata».
Qualcosa, però, è possibile ricostruire nell’intera vicenda. Il consigliere Tori, infatti, in un anno e mezzo avrebbe totalizzato ben 7 assenze consecutive, non partecipando neppure alle commissioni convocate dall’ente. E la sua decadenza sarebbe stata inevitabile già prima della sua lettera nella quale annunciava l’uscita dal gruppo di maggioranza.
Tanto che l’ordine del giorno dell’ultima assemblea, quella del 1 giugno scorso, due settimane dopo la lettera di Tori, avrebbe contenuto già il punto con la discussione sulla decadenza del consigliere. Qui, però, interviene anche Fortunato Angelini, consigliere di minoranza che darebbe una ricostruzione ben differente dell’intera vicenda.
«Tutti i consiglieri del consorzio di bonifica sono stati convocati per l’assemblea del 1 giugno che inizialmente aveva due punti all’ordine del giorno: la nomina del nuovo direttore e la votazione per il bilancio - spiega Angelini -. Poi, il giorno prima della seduta, abbiamo ricevuto un’integrazione con un terzo ordine del giorno, quello relativo alla decadenza di un consigliere».
Proprio Tori. Angelini con il suo gruppo di minoranza, però, invia due comunicazioni via pec affinché la discussione della decadenza del consigliere venga messa al punto uno. Il primo argomento del quale discutere. «Questo non è stato approvato e anche durante l’assemblea lo abbiamo riproposto ma con il mio solo voto favorevole, quello di Tori e dell’altro consigliere di minoranza Rolando Guidi, mentre Pietro Casali era assente nella seduta del 1 giugno - racconta Angelini -. Abbiamo chiesto, poi, di sospendere l’atto di decadenza del consigliere Tori perché volevamo verificare se ci fossero altri consiglieri del consorzio che avevano più di 3 assenze e, dunque, dovevano decadere secondo statuto».
Anche questa richiesta, però, viene respinta. «C’è stata poca trasparenza in questa procedura, così come in altre che riguardano l’ente - conclude Angelini -. Non abbiamo timore a dirlo e noi, ormai da anni, stiamo chiedendo che su questo ente vengano approfondite alcune materie». Un ente che, solo grazie all’entrata a ruolo di Lucca, incassa una cifra pari a 2 milioni di euro. E anche sulla gestione finanziaria, sia Tori che Angelini, ora vogliono vederci chiaro.

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