Il Tirreno

Lucca

Aeroporto di Tassignano, niente proroga dai giudici 

di Luca Tronchetti
Aeroporto di Tassignano, niente proroga dai giudici 

Il tribunale fallimentare invia gli atti al pm per fissare l’udienza prefallimentare Urge versamento di 500mila euro da parte dell’impresa interessata allo scalo

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il tribunale fallimentare non concede un’ulteriore proroga di 60 giorni per redigere il concordato preventivo ai legali dell’Aeroporto di Capannori. Rigetta l’istanza e invia la comunicazione del decreto alla proponente e all’ufficio del pubblico ministero per accertare che non siano stati commessi reati di natura penale. Si va verso un’udienza pre fallimentare - ancora da fissare - e che, se non interverranno fatti nuovi, decreterebbe la fine dell’Aeroporto con la messa in liquidazione, la conseguente perdita della concessione totale da parte del comune di Capannori e ritorno dello scalo all’Enac. Una situazione estremamente delicata, ma non disperata. Perché all’orizzonte, da tempo, c’è una società del settore ricerche aeronautiche. Una startup fuori provincia, ma a livello regionale in cerca di un business model ripetibile e scalabile. In sostanza la società si occuperebbe di sviluppare progetti innovativi nel settore aeronautico mentre l’Aeroclub Volovelistico Toscano e l’Associazione Paracadutisti Toscani (già costituite nel consorzio antincendio Lucca-Tassignano), che da tempo usufruiscono dei servizi della struttura dell’aeroporto di Capannori, con lettera protocollata confermano l’impegno a farsi direttamente carico della gestione dello scalo e di alcuni dei principali servizi aeroportuali e in particolare al servizio antincendio. Ma soltanto nell’ottica e in funzione dell’acquisizione della partecipazione azionaria detenuta dal comune di Capannori ad opera dei futuri acquirenti.
Gli scenari. Il 23 gennaio 2017 il tribunale di Lucca dichiarava aperta la procedura del concordato preventivo per quanto riguarda la società «Aeroporto di Capannori spa» rappresentata e difesa dagli avvocati Gaetano Anastasio e Andrea Dianda. Da quella data la società, attraverso i suoi professionisti, aveva articolato un piano concordatario che si fondava principalmente sull’apporto di terzi (finanza esogena) per il pagamento dei creditori concorsuali suddivisi in classi. Un apporto stimato in almeno 500mila euro in considerazione di un debito che supera il milione di euro. Somma da corrispondere in tre anni dall’omologa. Purtroppo, al momento, la somma non è stata messa a disposizione dei creditori. Per questo motivo i professionisti della società aeroportuale hanno chiesto al giudice delegato e al tribunale fallimentare altri 60 giorni di tempo per eliminare le criticità e giungere ad una positiva attestazione del piano. Oltretutto, ad oggi, nessuna istanza di fallimento è stata promossa nei confronti della società aeroportuale e con i risultati di gestione la prosecuzione dell’attività non pregiudica i creditori concorsuali che in prevalenza sono le banche. Una richiesta irricevibile e respinta dal tribunale fallimentare. Ma che serve ai legali per guadagnare un paio di mesi dalla data di fissazione dell’udienza pre fallimentare nel tentativo di trovare un accordo con la società di startup.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa