Il Tirreno

Lucca

Tambellini: «Con noi Lucca crescerà ancora» 

di Barbara Antoni
Tambellini: «Con noi Lucca crescerà ancora» 

Il sindaco uscente parla da candidato: «Siamo per una città davvero solidale e moderna. Nuove politiche per il turismo»

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Si accalora Alessandro Tambellini mentre parla ai lucchesi da sindaco uscente e ricandidato (dal Pd e con le liste Lucca Civica, Generazione Lucca, Lucca per l’Ambiente, Sinistra per Tambellini). Programma elettorale alla mano - un libretto di cinquanta pagine fitto di informazioni su progetti realizzati in cinque anni di governo della città e su quelli in ponte per il prossimo quinquennio - parla come un fiume, non lesinando stoccate agli avversari, in primo luogo al più diretto: il candidato sindaco del centrodestra Remo Santini. E rivendicando, lo dice a chiare lettere, di essere lui e la sua compagine i portatori e promotori della vera “lucchesità”, del senso di Lucca come città solidale. «Abbiamo un senso di lucchesità come attaccamento ai nostri luoghi. La lucchesità migliore ha sempre dialogato col mondo - dice Tambellini -. Noi vogliamo una città solidale, non una città dove qualcuno ha tutto. La mia sofferenza alla fine di questi cinque anni è di non aver risolto tutte le situazioni, casi drammatici di persone che ho ricevuto e che non ho avuto la possibilità di risolvere. Sui migranti - sottolinea entrando in uno dei temi più caldi della campagna elettorale - Lucca ha fatto un lavoro eccelso e fino ad oggi il nostro modo di operare non ha creato problemi. Anche se parlamentari di ogni schieramento sono veduti a vedere la nostra struttura di accoglienza. Cos’era, turismo politico? Nessuno ha trovato qualcosa che non andasse. Anche se non possiamo proseguire così: adesso siamo davanti a un limite operativo. Il nostro modello è stato prendere questi giovani, rispettare la loro cultura, far fare loro qualcosa. Per me non sono numeri ma persone e anche se non sono lucchesi sono fratelli. Si sappia: chi voterà Tambellini voterà questa persona».
“Schierati” lungo gli ingressi del Caffè Santa Zita che ospita l’incontro con la stampa convocato da Tambellini ci sono gli assessori uscenti e ricandidati nella lista del Pd - Serena Mammini, Francesca Pierotti, Francesco Raspini, il vicesindaco Ilaria Vietina -, accanto a Tambellini ci sono giovani candidati delle liste che lo sostengono, la consigliera renziana Valentina Mercanti, candidata Pd (probabile nuovo volto di una giunta guidata dal sindaco uscente se sarà confermato), e Giovanni Lemucchi, assessore uscente, ricandidato in Lucca Civica: uno su cui Tambellini ha sempre contato molto in questi anni.
Giacca e cravatta blu, Tambellini esce dal suo consueto aplomb e sferza. Elenca, presenta il conto delle cose fatte, rivendica il merito di avere «sbloccato l’urbanistica dopo molto tempo: dopo il piano strutturale siamo pronti per il piano operativo e quello delle funzioni». Insiste sull’attenzione alla cultura e sottolinea, tra le tante, i finanziamenti ottenuti per creare una modernissima biblioteca nell’ex Manifattura.
Le periferie. Molte cose sono ancora da fare: il sindaco lo premette. Ma tante, ribadisce, sono state fatte. «Il quartiere Giardino sarà arricchito da una struttura sociosanitaria come quella realizzata a Pontetetto. Lo stesso faremo a Sant’Anna, dove ci dedicheremo in particolare al recupero di piazzale Sforza. Abbiamo ottenuto partecipando a bandi finanziamenti per cambiare il volto di San Vito, e in questo caso è stata preziosa la collaborazione con la parrocchia, ma anche per riqualificare la zona dello Steccone a San Concordio, dove l’intero complesso è passato al Comune dopo la scomparsa di Polis. Siamo andati avanti con i patti di confine coi Comuni vicini: insieme possiamo meglio mettere in atto progetti che riguardano le aree periferiche. Con Massarosa abbiamo un progetto per la mobilità casa lavoro e casa scuola, con Capannori c’è il piano per una pista di collegamento: l’obiettivo generale è di implementare una mobilità a basso impatto». Una sottolineatura per Nozzano, la frazione da sempre in balìa delle alluvioni per la mancanza di fognature. «Attorno al castello di Nozzano - dice Tambellini - ci sono tre milioni spesi per 14 chilometri di fognature. Prima di noi, Giovanni Pierami (vicesindaco nella giunta di Mauro Favilla, ndr) voleva fare un fitodepuratore a Nozzano. Dove erano i solerti censori del centrodestra di oggi all’epoca?».
Le scuole. «Cinque anni fa, quando ci siamo insediati - dice Tambellini - di 45 mense scolastiche solo due erano a posto. Ora lo sono tutte: l’ultima, della Fornaciari, è stata inaugurata pochi giorni fa. Nel 2012 il tetto della Dante Alighieri era sfondato e si rischiava di non iniziarvi l’anno scolastico, la Da Vinci aveva il riscaldamento fuori uso. Oggi è tutto a posto».
Turismo e attività produttive. Tambellini rivendica la paternità degli interventi di recupero in corso «al Mercato del Carmine: le ultime opere prima di noi le fece venticinque anni fa l’allora sindaco Giulio Lazzarini. Palazzo Guinigi come lo abbiamo trovato era tutto fuorché un museo: adesso lo stiamo ristrutturando e rilanciando. E per rifare il museo del fumetto procederemo come abbiamo fatto con Casa Puccini. Quanto al turismo, svilupperemo politiche di comprensorio con Piana, Garfagnana e Versilia, miglioreremo le infrastrutture per il wi-fi. E combatteremo l’abusivismo sulla tassa di soggiorno: lo stiamo già facendo con Lucca Holding Servizi con buoni risultati. Quanto al commercio, nessuno prima di noi aveva deliberato una moratoria per fermare aperture di nuovi pubblici esercizi in centro storico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa