Sicurezza
Il duello tra Angelini e Mammini passerà dal consiglio al tribunale
Nella conferenza di fine mandato l’esponente di Governare Lucca attacca ancora l’assessore Lei risponde: «Ho tollerato abbastanza, ho dato mandato ai miei legali di agire in giudizio»
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LUCCA. La querelle si trasforma in querela. La querelle è quella che da tempo oppone il consigliere di Governare Lucca ed ex senatore Piero Angelini e l’assessore Serena Mammini, e legata al piano strutturale recentemente approvato. Quella tenuta ieri mattina avrebbe dovuto essere l’ultima conferenza stampa, da consigliere, di Angelini, che dopo una lunga attività politica non si ricandiderà. Un incontro per fare il punto sulle battaglie che lo hanno visto protagonista in tutti questi lunghi anni (ospedale, edificazione selvaggia, gestione dei servizi), e per confermare il suo sostegno al candidato sindaco di Avanti Tutta Matteo Garzella, una persona che, è stato sottolineato, rompendo con Tambellini ha fatto lo stesso percorso fatto a suo tempo da Angelini con l’allora sindaco Fazzi. Insomma, una persona indipendente che, ha detto il consigliere Angelini, «ha sostenuto posizioni diverse da centrodestra e centrosinistra, molto vicine invece alle nostre».
Poi Angelini ha proseguito, ricordando il suo dissidio con l’ex sindaco Favilla, ha attaccato Tambellini e gli altri candidati sindaco. Ma è sull’attuale assessore Mammini che ha picchiato duro, per due villette di famiglia che sarebbero state condonate nella zona del Nottolini e che con il nuovo piano strutturale «votato anche da lei potrebbero essere ampliate di 180 metri cubi».
E la risposta dell’assessore non si è fatta attendere, con l’annuncio di un’azione legale: «Per l’ennesima volta leggo dichiarazioni farneticanti che provengono da una bocca che da mesi ormai non sa fare altro che vomitare offese e dichiarazioni lesive della dignità, correttezza e onestà delle persone. Si confondono dati e informazioni o per reale confusione nella mente di chi le pronuncia o perché chi le pronuncia è in grave malafede, intento solo a distruggere. Questo atteggiamento persecutorio verso l’amministrazione con decine e decine di accessi agli atti, denunce, esposti puntualmente finiti nel nulla. Attacchi rabbiosi e diretti a singole persone escono dall’idea dell’interesse comune che siamo chiamati a perseguire e vanno nella direzione di mere faide personali che non mi appartengono, ma che evidentemente sono il poco onorevole modus operandi dell’onorevole in questione. Penso di aver tollerato e sopportato abbastanza in questi mesi, un coacervo di menzogne che sono andate troppo spesso al di là della critica politica. Per questo ho già dato mandato ai miei legali di agire in giudizio contro tutti coloro che hanno concorso a diffamare e gettare discredito su di me infangando la mia reputazione».
Poi Angelini ha proseguito, ricordando il suo dissidio con l’ex sindaco Favilla, ha attaccato Tambellini e gli altri candidati sindaco. Ma è sull’attuale assessore Mammini che ha picchiato duro, per due villette di famiglia che sarebbero state condonate nella zona del Nottolini e che con il nuovo piano strutturale «votato anche da lei potrebbero essere ampliate di 180 metri cubi».
E la risposta dell’assessore non si è fatta attendere, con l’annuncio di un’azione legale: «Per l’ennesima volta leggo dichiarazioni farneticanti che provengono da una bocca che da mesi ormai non sa fare altro che vomitare offese e dichiarazioni lesive della dignità, correttezza e onestà delle persone. Si confondono dati e informazioni o per reale confusione nella mente di chi le pronuncia o perché chi le pronuncia è in grave malafede, intento solo a distruggere. Questo atteggiamento persecutorio verso l’amministrazione con decine e decine di accessi agli atti, denunce, esposti puntualmente finiti nel nulla. Attacchi rabbiosi e diretti a singole persone escono dall’idea dell’interesse comune che siamo chiamati a perseguire e vanno nella direzione di mere faide personali che non mi appartengono, ma che evidentemente sono il poco onorevole modus operandi dell’onorevole in questione. Penso di aver tollerato e sopportato abbastanza in questi mesi, un coacervo di menzogne che sono andate troppo spesso al di là della critica politica. Per questo ho già dato mandato ai miei legali di agire in giudizio contro tutti coloro che hanno concorso a diffamare e gettare discredito su di me infangando la mia reputazione».
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