Attenzione
Capannori, opposizione all’attacco
«Da Acquapur richieste assurde»
CAPANNORI. Tutta l’opposizione fuori dall’aula. È successo a Capannori, in occasione del voto sulle modifiche statutarie alla società Aquapur. In particolare doveva essere approvato il prolungamento...
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CAPANNORI. Tutta l’opposizione fuori dall’aula. È successo a Capannori, in occasione del voto sulle modifiche statutarie alla società Aquapur. In particolare doveva essere approvato il prolungamento di durata della società fino al 31 dicembre 2050, per consentire la realizzazione degli investimenti programmati; in particolare l’ampliamento del depuratore di Casa del Lupo.
«L’intervento senz’altro condivisibile e di prioritaria importanza – scrivono tutti i gruppi di opposizione (M5S, Udc, Forza Italia e Alternativa Civica) – è stato però deciso di attuarloi “con i soli finanziamenti della parte privata” circa 21 milioni di euro. Quello che ci preoccupa, e che in commissione la minoranza aveva sottolineato, una nota inviata da Aquapur alle aziende utenti, dove si comunica in termini a nostro parere ricattatori, che il Cda della società il 27 aprile scorso ha approvato un nuovo contratto, il quale prevede che ogni azienda utente debba anticipare un corrispettivo, pari a una annualità di depurazione, calcolata sulla media aritmetica degli importi relativi degli ultimi tre anni. Non solo, si comunica pure a quelle aziende che non ottemperassero subito sottoscrivendo il contratto di somministrazione per i servizi di depurazione, l’immediata applicazione di una maggiorazione del 33% per sempre sulla tariffa. Ci rendiamo conto di cosa comporti tutto questo sul piano finanziario ed economico per un azienda medio-piccola, in ogni caso strozzata o dall’anticipo di un annualità o da una maggiorazione esosa al limite dell’usura? Ricordiamo che non tutte le aziende sono multinazionali. Forse non ci rendiamo conto di quanti posti di lavoro vengono messi a rischio. Era stato garantito all’intera opposizione che la questione sarebbe stata nuovamente affrontata in una commissione convocata ad hoc su richiesta scritta e protocollata. Ebbene, tutto ciò è stato disatteso, e con la solita arroganza ci siamo trovati la pratica in consiglio comunale. Volevamo proporre una dilazione di pagamento per coloro che non potessero far fronte all’anticipo dell’annualità ma non siamo nemmeno stati considerati. Pertanto l’intera opposizione si è rifiutata di appoggiare questo modus operandi e ha deciso di abbandonare l’aula e lasciare la decisione di approvare la pratica alla maggioranza di sinistra, coerente solo nel disattendere i suoi principi».
«L’intervento senz’altro condivisibile e di prioritaria importanza – scrivono tutti i gruppi di opposizione (M5S, Udc, Forza Italia e Alternativa Civica) – è stato però deciso di attuarloi “con i soli finanziamenti della parte privata” circa 21 milioni di euro. Quello che ci preoccupa, e che in commissione la minoranza aveva sottolineato, una nota inviata da Aquapur alle aziende utenti, dove si comunica in termini a nostro parere ricattatori, che il Cda della società il 27 aprile scorso ha approvato un nuovo contratto, il quale prevede che ogni azienda utente debba anticipare un corrispettivo, pari a una annualità di depurazione, calcolata sulla media aritmetica degli importi relativi degli ultimi tre anni. Non solo, si comunica pure a quelle aziende che non ottemperassero subito sottoscrivendo il contratto di somministrazione per i servizi di depurazione, l’immediata applicazione di una maggiorazione del 33% per sempre sulla tariffa. Ci rendiamo conto di cosa comporti tutto questo sul piano finanziario ed economico per un azienda medio-piccola, in ogni caso strozzata o dall’anticipo di un annualità o da una maggiorazione esosa al limite dell’usura? Ricordiamo che non tutte le aziende sono multinazionali. Forse non ci rendiamo conto di quanti posti di lavoro vengono messi a rischio. Era stato garantito all’intera opposizione che la questione sarebbe stata nuovamente affrontata in una commissione convocata ad hoc su richiesta scritta e protocollata. Ebbene, tutto ciò è stato disatteso, e con la solita arroganza ci siamo trovati la pratica in consiglio comunale. Volevamo proporre una dilazione di pagamento per coloro che non potessero far fronte all’anticipo dell’annualità ma non siamo nemmeno stati considerati. Pertanto l’intera opposizione si è rifiutata di appoggiare questo modus operandi e ha deciso di abbandonare l’aula e lasciare la decisione di approvare la pratica alla maggioranza di sinistra, coerente solo nel disattendere i suoi principi».
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