Sicurezza
Tambellini, il monito: «I confronti si fanno ma solo se rispettosi»
Il sindaco uscente e ricandidato biasima il clima del “duello” fra candidati al Giglio. «A incontri così meglio non partecipare
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LUCCA. «Se perdura questo clima non credo abbia molto senso partecipare ancora a questi confronti. Per questo, ora che ci avviciniamo sempre più all'appuntamento con le urne, chiedo agli altri candidati sindaco di produrre uno sforzo per far capire ai propri sostenitori che il supporto e la critica - della democrazia - hanno un limite, che risiede nel rispetto che tutti noi otto candidati, senza distinzione, dobbiamo ai cittadini lucchesi». Così Alessandro Tambellini, sindaco uscente e ricandidato del Pd e di cinque liste. Il riferimento al “clima pesante” arriva dal confronto fra i candidati a sindaco della sera del 30 maggio al teatro del Giglio. «Mi è dispiaciuto - spiega Tambellini - che si sia persa un'altra occasione per far conoscere ai cittadini idee e programmi per Lucca. La nostra città non merita questi “spettacoli”. Martedì sera, si è consumata l’ennesima occasione persa per far conoscere ai cittadini idee, programmi e soluzioni proposte dai candidati-sindaco per contribuire, nei prossimi cinque anni, a migliorare il benessere della comunità e ad accompagnare, con le rispettive scelte di governo, la ripresa sociale, economica e culturale, dopo anni duri».
«Peccato - aggiunge - perché i dibattiti dovrebbero essere strumento di democrazia. Ma non certo quando, come l’altra sera al Giglio, ma anche in altre discussioni pubbliche, diventano pretesto per mostrare i muscoli e impedire agli avversari politici di illustrare i propri programmi. E non lo dico per me: personalmente sono in grado di sostenere le offese e non mi spaventano gli insulti, anche al limite della decenza, come l'altra sera. Lo dico per la città. Credo che i cittadini non abbiano interesse a sentire chi urla più forte, ma vogliano capire, con elementi certi alla mano, a chi affidare il governo della città. Martedì, in un contesto molto più simile a quello di uno stadio in un derby infuocato, non è stato possibile far comprendere i progetti per Lucca e temi cruciali quali sicurezza, lavoro, giovani, territorio, cura delle fasce deboli».
«Peccato - aggiunge - perché i dibattiti dovrebbero essere strumento di democrazia. Ma non certo quando, come l’altra sera al Giglio, ma anche in altre discussioni pubbliche, diventano pretesto per mostrare i muscoli e impedire agli avversari politici di illustrare i propri programmi. E non lo dico per me: personalmente sono in grado di sostenere le offese e non mi spaventano gli insulti, anche al limite della decenza, come l'altra sera. Lo dico per la città. Credo che i cittadini non abbiano interesse a sentire chi urla più forte, ma vogliano capire, con elementi certi alla mano, a chi affidare il governo della città. Martedì, in un contesto molto più simile a quello di uno stadio in un derby infuocato, non è stato possibile far comprendere i progetti per Lucca e temi cruciali quali sicurezza, lavoro, giovani, territorio, cura delle fasce deboli».
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