Il Tirreno

Lucca

Pulizia al fosso attorno alle Mura 

Pulizia al fosso attorno alle Mura 

L’intervento del Consorzio servirà anche per limitare il fenomeno degli allagamenti degli spalti

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LUCCA. Il primo colpo di benna è stato dato ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, nel fosso davanti porta San Donato: è l’inizio di un intervento - che andrà avanti per 60 giorni - che interesserà l’intero tratto del fosso esterno alle Mura sul lato ovest. Un fossato che, in molti tratti, è pressoché invisibile, a causa dell’interramento provocato dalla scarsa manutenzione. In alcuni punti solo la vegetazione più rigogliosa per l’umidità indica che lì sotto “prova a scorrere” l’acqua.
Si paga lo scotto di anni e anni di lavori non fatti e adesso tocca al Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord farsene carico. Dall’anno scorso infatti il consiglio regionale ha assegnato all’ente la competenza del condotto pubblico in tutte le sue ramificazioni. «L’intervento – ha spiegato il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi – è diviso in quattro lotti, e consisterà non solo nella ripulitura del fossato, ma anche nel ripristino delle antiche murature interne (ormai di fatto invisibili sotto lo strato di terra, fango e vegetazione). L’intervento interesserà tutto il lato ovest delle Mura, a partire da Porta Santa Maria fino ad arrivare al Campo Balilla». Appunto il tratto più “dimenticato” dalla manutenzione, con effetti che si vedono ad ogni pioggia. Il nuovo canale (e il termine “nuovo” in questo caso assomiglia a un ossimoro, visto che si tratta di ritornare all’antica conformazione del fossato) renderà più agevole lo scorrere dell’acqua fino al canale Piscilla. Certo, non sarà risolutivo in modo definitivo dei periodici allagamenti, in caso di forti piogge, degli spalti (che del resto in alcuni punti hanno proprio la funzione di cassa di espansione) ma, dice Ridolfi, «aiuteranno molto a far defluire l’acqua e a ridurre gli effetti».
Un’opera – fatta in accordo con Comune, Soprintendenza e Opera delle Mura – non da poco, in termini economici. Del resto non si tratta semplicemente di rimuovere la terra da un fosso, ma di farlo nel rispetto della storia (per tacere del fatto che quello che si toglie è sì fango, ma per la legge è un rifiuto speciale, che richiede uno smaltimento particolare e costoso). In sintesi: un intervento «da oltre 450mila euro», spiega Ridolfi. Un intervento che sarà diviso in quattro lotti.
Per quanto riguarda la rimanente parte di fossato - quella sul versante est per intendersi - sarà oggetto di un intervento futuro, una volta reperite le risorse, ma in quel caso si tratterà molto probabilmente di un lavoro meno complesso, visto che su quel lato le condizioni sono generalmente migliori.
«Sicurezza e bellezza vanno avanti di pari passo – ha commentato il presidente del Consorzio – e se questo è un discorso che vale sempre nel caso dei nostri lavori, è ancora più vero in quest’occasione, visto il tipo di intervento e il luogo, a due passi dalle Mura».
Presente per l’occasione anche il sindaco Alessandro Tambellini, il quale ha sottolineato come questo fosse «un intervento che mancava da tempo».
Luigi Spinosi

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di Redazione web