Il Tirreno

Lucca

FEDERAzione motociclistica 

Non si può mettere sotto accusa l’intero movimento sportivo

Non si può mettere sotto accusa l’intero movimento sportivo

CAPANNORI. Esistono regole ben precise sul comportamento che devono tenere i praticanti dell’enduro, regole, fra l’altro, oggetto di un protocollo d’intesa tra gli stessi motociclisti e le forze dell’...

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CAPANNORI. Esistono regole ben precise sul comportamento che devono tenere i praticanti dell’enduro, regole, fra l’altro, oggetto di un protocollo d’intesa tra gli stessi motociclisti e le forze dell’ordine. E se qualcuno ha violato quelle regole non può essere l’intero mondo dell’enduro a essere messo sotto accusa: sulla vicenda delle Pizzorne interviene in questi termini la Federazione Motociclistica Italiana.
«I motociclisti fermati dalle forze dell’ordine – si legge sulla nota Fmi – stavano praticando attività di enduro. Attività che vengono effettuate con moto in regola con il codice della strada e, quindi, assolutamente autorizzate a circolare su ogni tipo di percorso, purché questo ultimo rientri sotto la categoria di strada. Nell’ambito di questa categoria rientrano tante tipologie diverse, tra le quali tratti sterrati e a fondo naturale. Gli enduristi, dunque, svolgono attività sportive assolutamente regolari, tutelate dalla legge 48/1994, a patto che, ovviamente, si attengano a quanto la legge prescrive. Eventuali tratti di strada interdetti a ogni veicolo a motore devono essere adeguatamente segnalati, altrimenti ogni utente (non solo il motociclista) rischia di contravvenire alle normative senza avvedersene. È bene evidenziare, infatti, che la potenzialità di disturbo agli animali selvatici e di danneggiamento del suolo non è limitata esclusivamente all’ipotetico passaggio di motocicli adibiti al fuoristrada. In virtù di questo, la nostra Federazione si dissocia da ogni eventuale atto scorretto tenuto dai motociclisti multati dai carabinieri forestali, ma ci tiene a ribadire il proprio ottimo rapporto con le forze dell’ordine, ricordando il protocollo di intesa firmato cinque anni fa con l’ex Corpo forestale dello Stato. La Fmi si impegna costantemente a collaborare con le diverse istituzioni per garantire il rispetto della legalità e la tutela del territorio e dell’ambiente, ma ritiene anche che sia doveroso non contribuire a diffondere nell’opinione pubblica informazioni parzialmente fuorvianti, tali da portare ad attribuire una generica etichetta negativa a tutti i numerosissimi motociclisti fuoristrada che coltivano la propria passione rispettando le regole».

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