La manifestazione
Il Comune “bacchetta” l’insegnante
«Se ci sono problemi si rivolgano a noi» Ma il caso infiamma comitato e candidati
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LUCCA. «Apprezzo, valorizzo e sono contenta che ci siano insegnanti interessati, attenti, informati e che, in questo modo, vogliono contribuire al miglioramento delle cose. Chiedo loro, quando ci sono situazioni che a loro avviso non vanno bene, di informare anche il Comune e, in particolare, gli uffici competenti». È questa la posizione dell'assessore alla scuola, Ilaria Vietina, rispetto all'articolo pubblicato ieri sul “Tirreno” sulla questione mense scolastiche, e, in particolare, rispetto alla foto scattata dall'insegnante al vassoio ritenuto inadeguato.
«È importante che gli insegnanti partecipino alle situazioni che riguardano la scuola – continua – lo ritengo un valore aggiunto, uno stimolo positivo. È opportuno però che le situazioni ritenute critiche siano fatte presenti anche agli uffici di riferimento, in questo caso all'ufficio mensa, perché per l'amministrazione è importante poter intervenire nell'immediato, soprattutto quando si tratta di pasti e di un servizio che riguarda migliaia di bambini e di famiglie. Il Comune è impegnato ogni giorno a migliorare il servizio mensa e per noi le segnalazioni sono fondamentali, perché rappresentano la traccia su cui basare le nostre azioni. Esistono anche le commissioni mensa, composte dai genitori, che ci aiutano in questo percorso e che, quando c'è qualcosa che non va, hanno il compito di annotare e informare.
«La qualità del cibo è un argomento centrale: il tortino, per esempio, sta riscuotendo successo tra i bimbi e questa è una soluzione proposta proprio dalle famiglie, per presentare le verdure in modo diverso dal solito e quindi più accattivante. Una soluzione emersa anche grazie allo strumento del menu partecipato, che, coadiuvati dai nutrizionisti, ci permette di proporre i pasti integrando le osservazioni dei genitori. La qualità del cibo sta alla base dell'educazione e della cultura alimentare: è un cammino aperto, che credo debba trovare uno sbocco fertile nel Piano del cibo, che proponiamo con grande convinzione, perché affronta i temi degli sprechi, della filiera corta, della valorizzazione del patrimonio gastronomico locale e, quindi, della qualità».
La vicenda della qualità del cibo delle mense scolastiche si è portata dietro polemiche e prese di posizione, in particolare sui profili e sulle pagine di Facebook.
Una delle mamme dell’attivissimo comitato “La scuola che vogliamo” (che da molto tempo porta avanti, fra le altre cose, la battaglia del “panino”) ha pubblicato una foto del tutto simile, ma datata un anno fa. Stigmatizzando il fatto che nulla fosse cambiato e chiamando in causa i candidati sindaco. Fra le risposte quello di Massimiliano Bindocci (M5S), che poi ha condensato il suo pensiero in un comunicato: ««Ho seguito la questione mense scolastiche da sindacalista e penso che il comitato La scuola che vogliamo abbia ragione sulla scarsa qualità del cibo: il Comune deve rispettare il capitolato. Ritengo che la commissione mensa, magari coadiuvata da un pubblico ufficiale, dovrebbe avere la facoltà di emettere sanzioni se la qualità del cibo non corrisponde a quella prevista.
«Credo anche che si dovrebbe rimettere le mani sul capitolato di gara del servizio, aumentando le risorse. Se il servizio mensa è carente è anche perché non viene rispettato il numero degli addetti, mancano ore di lavoro. Infine, da sindaco non escluderei di riportare il servizio mensa internamente alle scuole piuttosto che lasciarlo esterno come adesso».
Per Remo Santini (liste civiche e centrodestra) invece, «Va garantito il diritto alle famiglie di far consumare ai propri figli cibi preparati da casa. Così come sono necessari controlli più costanti sulla qualità del cibo delle mense. E soprattutto menu più compatibili, studiati da nutrizionisti che vengano scelti solo in base alla loro competenza».
Ilaria Quilici (Lega Toscana) sostiene che «non è possibile che per gli intetessi dei privati si ledano i diritti dei bambini. La ditta deve rispettare gli obblighi assunti: se non lo fa si devono applicare le penali».
Nadia Davini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«È importante che gli insegnanti partecipino alle situazioni che riguardano la scuola – continua – lo ritengo un valore aggiunto, uno stimolo positivo. È opportuno però che le situazioni ritenute critiche siano fatte presenti anche agli uffici di riferimento, in questo caso all'ufficio mensa, perché per l'amministrazione è importante poter intervenire nell'immediato, soprattutto quando si tratta di pasti e di un servizio che riguarda migliaia di bambini e di famiglie. Il Comune è impegnato ogni giorno a migliorare il servizio mensa e per noi le segnalazioni sono fondamentali, perché rappresentano la traccia su cui basare le nostre azioni. Esistono anche le commissioni mensa, composte dai genitori, che ci aiutano in questo percorso e che, quando c'è qualcosa che non va, hanno il compito di annotare e informare.
«La qualità del cibo è un argomento centrale: il tortino, per esempio, sta riscuotendo successo tra i bimbi e questa è una soluzione proposta proprio dalle famiglie, per presentare le verdure in modo diverso dal solito e quindi più accattivante. Una soluzione emersa anche grazie allo strumento del menu partecipato, che, coadiuvati dai nutrizionisti, ci permette di proporre i pasti integrando le osservazioni dei genitori. La qualità del cibo sta alla base dell'educazione e della cultura alimentare: è un cammino aperto, che credo debba trovare uno sbocco fertile nel Piano del cibo, che proponiamo con grande convinzione, perché affronta i temi degli sprechi, della filiera corta, della valorizzazione del patrimonio gastronomico locale e, quindi, della qualità».
La vicenda della qualità del cibo delle mense scolastiche si è portata dietro polemiche e prese di posizione, in particolare sui profili e sulle pagine di Facebook.
Una delle mamme dell’attivissimo comitato “La scuola che vogliamo” (che da molto tempo porta avanti, fra le altre cose, la battaglia del “panino”) ha pubblicato una foto del tutto simile, ma datata un anno fa. Stigmatizzando il fatto che nulla fosse cambiato e chiamando in causa i candidati sindaco. Fra le risposte quello di Massimiliano Bindocci (M5S), che poi ha condensato il suo pensiero in un comunicato: ««Ho seguito la questione mense scolastiche da sindacalista e penso che il comitato La scuola che vogliamo abbia ragione sulla scarsa qualità del cibo: il Comune deve rispettare il capitolato. Ritengo che la commissione mensa, magari coadiuvata da un pubblico ufficiale, dovrebbe avere la facoltà di emettere sanzioni se la qualità del cibo non corrisponde a quella prevista.
«Credo anche che si dovrebbe rimettere le mani sul capitolato di gara del servizio, aumentando le risorse. Se il servizio mensa è carente è anche perché non viene rispettato il numero degli addetti, mancano ore di lavoro. Infine, da sindaco non escluderei di riportare il servizio mensa internamente alle scuole piuttosto che lasciarlo esterno come adesso».
Per Remo Santini (liste civiche e centrodestra) invece, «Va garantito il diritto alle famiglie di far consumare ai propri figli cibi preparati da casa. Così come sono necessari controlli più costanti sulla qualità del cibo delle mense. E soprattutto menu più compatibili, studiati da nutrizionisti che vengano scelti solo in base alla loro competenza».
Ilaria Quilici (Lega Toscana) sostiene che «non è possibile che per gli intetessi dei privati si ledano i diritti dei bambini. La ditta deve rispettare gli obblighi assunti: se non lo fa si devono applicare le penali».
Nadia Davini
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