Il Tirreno

Lucca

Consegnato a De Bortoli e Angeli il premio Arrigo Benedetti 

di Francesco Cosimini
Consegnato a De Bortoli e Angeli il premio Arrigo Benedetti 

Il prestigioso riconoscimento all’ex direttore del Corriere e alla cronista di Repubblica sotto scorta Sul palco del teatro dei Differenti due testimonianze di cosa vuol dire essere un giornalista

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BARGA. Andare sempre in fondo alla notizia, redigere inchieste con professionalità e coraggio, dovendo poi restare poi sotto quella luce fatta di consensi e critiche per quanto scritto: questa è la professione del giornalista che, da parte di chi la esercita, viene considerata una vera e propria malattia. È una missione.
È così anche per i due cronisti premiati ieri mattina a Barga, proprio perché in linea con la lezione del grande giornalista lucchese Arrigo Benedetti (1910-1976): quella rappresentata dalle sue inchieste e dai suoi scritti. Tutto questo, ieri, lo si è ricordato dall’apertura delle porte del teatro Dei Differenti, dove sono stati accolti i vincitori dell’edizione 2017 del premio giornalistico “Arrigo Benedetti-Città di Barga”. A condurre l’incontro, alla presenza di Alessandro Benedetti (nipote di Arrigo), il giornalista Andrea Giannasi.
Il riconoscimento alla carriera è stato consegnato a Ferruccio De Bortoli, ex direttore de Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, il quale, non ha certo bisogno di molte presentazioni. L’altro premio, quello per la sezione giovani, è andato a Federica Angeli: cronista di nera e giudiziaria dell’edizione romana de La Repubblica e, dal 2013, costretta a vivere sotto scorta. Anche se non presente un riconoscimento speciale è stato predisposto anche per Gabriele Del Grande.
La cerimonia, come ricordato dal sindaco di Barga Marco Bonini, si svolge qui perché undici anni fa la famiglia di Benedetti volle regalare alla biblioteca comunale i libri del grande giornalista. Da qui poi la decisione, nel 2010, di organizzare per l’anno successivo un premio in onore di Benedetti, chiamando a Barga grandi figure del giornalismo come quelle di quest’anno.
Né De Bortoli, né la Angeli, prima di ieri mai erano stati a Barga: l’hanno trovata molto bella e, come hanno confessato, è stato un onore (e anche un motivo d’emozione) giungere in quest’angolo della Valle del Serchio a ricevere il premio.
«Un premio importante –ha detto De Bortoli – perché intitolato a un grande giornalista e intellettuale come Arrigo Benedetti, a un grande italiano che ha scritto la storia di questo paese e aiutandolo coi suoi scritti, e la direzione dei suoi giornali, a emanciparsi. Sottolineo, come pregio di Benedetti, la funzione civile che un buon giornalismo può e deve avere: per denunciare ciò che non va e sottolineare con forza quello che va».
De Bortoli, ha aggiunto come «i giornali vengano da lontano ma non apparterranno mai al passato». Ha sottolineato che cambieranno i supporti, gli strumenti, «ma ci sarà sempre la necessità d’avere un buon giornalismo con professionisti capaci». De Bortoli ha concluso parlando delle nuove tecnologie, capaci di cambiare il giornalismo negli ultimi tempi, ma che mai renderanno obsoleto il giornalista.
Emozionata e capace di creare empatia con la sala (ricca d’autorità civili e militari, e molti ragazzi dell’Isi di Barga della Garfagnana), la giornalista Federica Angeli: «È un onore ricevere un premio che porta il nome di Benedetti. E questi chilometri fatti per venire da Roma sono stati fatti col sorriso: proprio perché per me è un onore, anche essere premiata con De Bortoli».
Per lei, il giornalismo è quello fatto consumando le suole delle scarpe. «Sono una madre di tre figli, una moglie – ha raccontato sul palco – ma il mio primo ruolo è quello di giornalista e mio marito non me lo perdonerà mai, ma se ne è fatto una ragione».
Come ogni anno premi anche ai migliori lavori dalle scuole. Per i licei ha vinto Wesly Giannelli dell’Isi Barga; mentre, per gli istituti tecnico-professionali Martina Ruberti (Isi Pertini di Lucca).

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