Il dolore
Camera di Commercio: adesso è iniziato il conto alla rovescia
di Barbara Antoni
Il 7 giugno ci sarà consiglio a Lucca e a Pisa: ultima chance per trovare una soluzione condivisa su sede e presidenza di area
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LUCCA. È ufficiale la nuova geografia delle Camere di Commercio, in attuazione della legge Madia che sancisce la riforma della pubblica amministrazione. In base al disegno tracciato da Unioncamere (che di fatto riduce il numero degli enti camerali in Italia da 105 a 60) le tre sedi dell’alta Toscana di Lucca, Massa Carrara e Pisa verranno accorpate in una sola.
Unioncamere si è pronunciata il 30 maggio con un documento poi inviato al ministero dello Sviluppo economico che entro sessanta giorni varerà, con proprio decreto, la nuova mappa del sistema camerale. Significa, in sostanza, che se all’interno dei nuovi “agglomerati” le sedi camerali interessate non addiverranno a un accordo su sede di riferimento geografico e presidenza, sarà il ministero a decidere per loro e lo farà, in modo quasi scontato, applicando il concetto della prevalenza numerica di aziende iscritte: la sede “centrale” di area andrà alla Camera con più imprese, nel caso dell’Alta Toscana a Pisa seppure i numero di aziende iscritte sia di poco superiore a quella di Lucca (rispettivamente circa 53.000 e circa 52.000, mentre Massa Carrara è sui 27.000).
Rispetto al quadro tracciato una settimana fa, gli elementi di novità, oggi, sono l’ufficialità della mappa e l’esiguo tempo rimasto per giungere a un accordo.
Il 7 giugno infatti sono in programma consigli camerali sia a Lucca che a Pisa: quella potrà essere l’ultima chance per trovare una soluzione condivisa, che però non sembra facilissima. Lucca e Massa Carrara sono per l’ipotesi della sede centrale di area a Viareggio, Pisa un po’ meno, anche se il gruppo dei contrari si sta assottigliando: gli organismi provinciali pisani di Cna, Confesercenti, Coldiretti e Confcommercio almeno, stando a quanto hanno dichiarato alcuni giorni fa, vedrebbero di buon occhio la proposta lucchese.
«Per quanto ci riguarda - spiega infatti il presidente della Camera di Commercio lucchese Giorgio Bartoli - continuiamo a lavorare perché la sede di area sia Viareggio. A Pisa gli industriali continuano a fare resistenza, mentre le altre associazioni di categoria convergono sulla nostra proposta, condivisa fin da subito anche da Massa Carrara. Il 7 giugno è in programma il consiglio, sia alla Camera di Lucca che di Pisa. Abbiamo tempo fino all’8 per comunicare un accordo raggiunto, altrimenti ci penserà il ministero a decidere e lo farà in base al criterio del maggior numero di imprese iscritte. Criterio che io personalmente non condivido: può andare bene nel caso in cui si debba decidere per l’accorpamento di due sedi camerali, non per tre, come nel nostro caso, o più: in situazioni di questo tipo gli elementi da tenere in considerazione sono molti di più».
Gli ultimi giorni, insomma, potranno essere determinanti per il futuro dell’ente camerale di area.
L’ipotesi della sede a Viareggio, nei locali degli attuali sportelli distaccati in via Repaci della Camera di Commercio di Lucca, è stata lanciata per una questione logistica, visto che si trova nelle vicinanze dell’uscita autostradale. Come controparte, nel caso in cui la sede condivisa fosse Viareggio, a Pisa dovrebbe andare la presidenza. Un punto che Bartoli stesso ribadisce, riprendendo quanto già affermato non più tardi di una settimana fa.
Da parte pisana, le esitazioni perdurano al momento sul fronte di Confindustria. Una questione, probabilmente, anche di prestigio per una città il cui “peso” in primo luogo in ambito toscano è tutto fuorché irrilevante. Per economie legate al turismo, alla produttività in senso ampio, il capoluogo e la sua provincia rappresentano un territorio forte, con grandi numeri. E anche con buoni legami politici col governo centrale, che invece Lucca non può vantare nelle stesse dimensioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Unioncamere si è pronunciata il 30 maggio con un documento poi inviato al ministero dello Sviluppo economico che entro sessanta giorni varerà, con proprio decreto, la nuova mappa del sistema camerale. Significa, in sostanza, che se all’interno dei nuovi “agglomerati” le sedi camerali interessate non addiverranno a un accordo su sede di riferimento geografico e presidenza, sarà il ministero a decidere per loro e lo farà, in modo quasi scontato, applicando il concetto della prevalenza numerica di aziende iscritte: la sede “centrale” di area andrà alla Camera con più imprese, nel caso dell’Alta Toscana a Pisa seppure i numero di aziende iscritte sia di poco superiore a quella di Lucca (rispettivamente circa 53.000 e circa 52.000, mentre Massa Carrara è sui 27.000).
Rispetto al quadro tracciato una settimana fa, gli elementi di novità, oggi, sono l’ufficialità della mappa e l’esiguo tempo rimasto per giungere a un accordo.
Il 7 giugno infatti sono in programma consigli camerali sia a Lucca che a Pisa: quella potrà essere l’ultima chance per trovare una soluzione condivisa, che però non sembra facilissima. Lucca e Massa Carrara sono per l’ipotesi della sede centrale di area a Viareggio, Pisa un po’ meno, anche se il gruppo dei contrari si sta assottigliando: gli organismi provinciali pisani di Cna, Confesercenti, Coldiretti e Confcommercio almeno, stando a quanto hanno dichiarato alcuni giorni fa, vedrebbero di buon occhio la proposta lucchese.
«Per quanto ci riguarda - spiega infatti il presidente della Camera di Commercio lucchese Giorgio Bartoli - continuiamo a lavorare perché la sede di area sia Viareggio. A Pisa gli industriali continuano a fare resistenza, mentre le altre associazioni di categoria convergono sulla nostra proposta, condivisa fin da subito anche da Massa Carrara. Il 7 giugno è in programma il consiglio, sia alla Camera di Lucca che di Pisa. Abbiamo tempo fino all’8 per comunicare un accordo raggiunto, altrimenti ci penserà il ministero a decidere e lo farà in base al criterio del maggior numero di imprese iscritte. Criterio che io personalmente non condivido: può andare bene nel caso in cui si debba decidere per l’accorpamento di due sedi camerali, non per tre, come nel nostro caso, o più: in situazioni di questo tipo gli elementi da tenere in considerazione sono molti di più».
Gli ultimi giorni, insomma, potranno essere determinanti per il futuro dell’ente camerale di area.
L’ipotesi della sede a Viareggio, nei locali degli attuali sportelli distaccati in via Repaci della Camera di Commercio di Lucca, è stata lanciata per una questione logistica, visto che si trova nelle vicinanze dell’uscita autostradale. Come controparte, nel caso in cui la sede condivisa fosse Viareggio, a Pisa dovrebbe andare la presidenza. Un punto che Bartoli stesso ribadisce, riprendendo quanto già affermato non più tardi di una settimana fa.
Da parte pisana, le esitazioni perdurano al momento sul fronte di Confindustria. Una questione, probabilmente, anche di prestigio per una città il cui “peso” in primo luogo in ambito toscano è tutto fuorché irrilevante. Per economie legate al turismo, alla produttività in senso ampio, il capoluogo e la sua provincia rappresentano un territorio forte, con grandi numeri. E anche con buoni legami politici col governo centrale, che invece Lucca non può vantare nelle stesse dimensioni.
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