Attenzione
A Pisa c’è divisione tra gli industriali e le altre categorie
Prima l’affondo dell’Unione industriale Pisana, poi il tentativo di recupero da parte delle pisane Cna, Confesercenti, Coldiretti e Confcommercio. Così negli ultimi giorni lo scenario degli umori,...
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Prima l’affondo dell’Unione industriale Pisana, poi il tentativo di recupero da parte delle pisane Cna, Confesercenti, Coldiretti e Confcommercio. Così negli ultimi giorni lo scenario degli umori, nella città della Torre, verso la proposta della Camera di Commercio di Lucca di individuare come sede di area quella di Viareggio (distaccamento dell’ente camerale lucchese).
«Sede principale a Pisa, sedi secondarie a Lucca e Massa»: così si è pronunciata l’Unione Industriale Pisana lunedì 29 maggio, in una lettera firmata dal suo presidente Patrizia Alma Pacini, indirizzata al presidente della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini. Pacini (in foto) ha giudicato «in alcun modo accettabile una sede a Viareggio e sedi secondarie a Pisa Lucca e Massa in quanto tale scelta non trova alcuna motivazione né di concentrazione di aziende né di strutture camerali che possano dare luogo a una sede unica a Viareggio». Oltretutto, si sottolinea, «dal confronto con i dati di presenza aziendale complessiva risulta del tutto maggioritaria Pisa e quindi appare coerente con la riforma camerale assegnare a Pisa la sede e a Lucca e Massa quelle secondarie».
L’indomani, 30 maggio, non si è fatta attendere la replica delle categorie pisane. Quello lanciato dall’Unione industriale pisana, hanno sottolineato Cna, Confesercenti, Coldiretti e Confcommercio, «è un allarme ingiustificato. La questione è molto meno drammatica e niente affatto penalizzante per Pisa. A Viareggio sarebbe spostata solo la sede legale, conservando intatta la piena operatività della Camera di Commercio pisana. L’aspetto cruciale è che Pisa possa confermare e mantenere l’effettiva governance dell’ente, garantire la continuità dei servizi e la vicinanza alle imprese pisane».
«Sede principale a Pisa, sedi secondarie a Lucca e Massa»: così si è pronunciata l’Unione Industriale Pisana lunedì 29 maggio, in una lettera firmata dal suo presidente Patrizia Alma Pacini, indirizzata al presidente della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini. Pacini (in foto) ha giudicato «in alcun modo accettabile una sede a Viareggio e sedi secondarie a Pisa Lucca e Massa in quanto tale scelta non trova alcuna motivazione né di concentrazione di aziende né di strutture camerali che possano dare luogo a una sede unica a Viareggio». Oltretutto, si sottolinea, «dal confronto con i dati di presenza aziendale complessiva risulta del tutto maggioritaria Pisa e quindi appare coerente con la riforma camerale assegnare a Pisa la sede e a Lucca e Massa quelle secondarie».
L’indomani, 30 maggio, non si è fatta attendere la replica delle categorie pisane. Quello lanciato dall’Unione industriale pisana, hanno sottolineato Cna, Confesercenti, Coldiretti e Confcommercio, «è un allarme ingiustificato. La questione è molto meno drammatica e niente affatto penalizzante per Pisa. A Viareggio sarebbe spostata solo la sede legale, conservando intatta la piena operatività della Camera di Commercio pisana. L’aspetto cruciale è che Pisa possa confermare e mantenere l’effettiva governance dell’ente, garantire la continuità dei servizi e la vicinanza alle imprese pisane».
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