Toscana
Quel 2 agosto tra pedinamenti e minacce
La mattina dell’aggressione la donna andò dai carabinieri. L’uomo la seguì sotto casa con la tanica
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LUCCA. «Ma che mi farà mai..?». Era una delle frasi che Vania Vannucchi ripeteva alle amiche più care, quelle che temendo per il suo bene le avevano consigliato di denunciare Pasquale Russo, l’uomo che l’ha uccisa dandole fuoco, dopo averle rovesciato addosso una tanica di benzina.
Secondo la ricostruzione degli investigatori della squadra mobile, Vania e Pasquale si sono visti la mattina di martedì 2 agosto, poco prima delle nove. La donna si sveglia e scopre che il cellulare che solitamente lascia sul comodino è sparito. Subito – e a ragione – sospetta di Pasquale, che già in precedenza si era introdotto in casa sua furtivamente. L’uomo non accetta l’interruzione del loro rapporto: è geloso e le ruba il cellulare per controllarne il contenuto. Teme che la 46enne possa aver stretto nuove amicizie e cerca prove a sostegno di questa sua ossessione. Così, intorno alle 9, Vania si presenta al San Luca dove Pasquale lavora: chiede di riavere il telefono. L’uomo nega di averlo rubato, dice di non saperne niente. I due alzano la voce e alcuni testimoni assistono alla scena. La donna se ne va, minacciando di far denuncia. Torna a casa e poco dopo, intorno alle 10,30, si presenta alla stazione dei carabinieir di Borgo Giannotti insieme al figlio. «Voglio denunciare un furto», dice ai militari che già la conoscono, dato che il suo ex marito è un carabiniere. Ma al momento di indicare in Pasquale Russo il responsabile del furto si blocca, non fa nomi. E tanto meno racconta delle aggressioni subite.
L’esposto raccolto dai carabinieri parla chiaro: è contro ignoti. Nel frattempo nella testa di Russo monta la rabbia e non solo quella. Qualche ora dopo aver discusso con Vania, Pasquale prende una tanica trovata in ospedale, sale in scooter e va al distributore Q8 di viale Castracani. Le telecamere di sorveglianza lo immortalano mentre la riempie. Sono le 12,18 e dieci minuti dopo l’uomo si presenta in via delle Cornacchie, dove Vania abita assieme ai figli. Con la tanica di benzina nascosta nel bauletto dello scooter Russo suona il campanello: chiede di poter salire in casa per chiarire. Ma Vania non apre. Lo lascia al cancello e da lontano gli dice averlo già denunciato ai carabinieri. Non è vero, ma così dicendo pensa di riuscire ad allontanarlo. A quel punto rientra in casa e spera che Russo se ne vada. Ma l’uomo ha già in mente il suo piano: il 46enne resta in zona, e pochi minuti dopo, quando Vania esce per andare al lavoro i due si incrociano nuovamente. La donna è in macchina, Russo l’affianca: «Ti ridò il cellulare», dice per indurla ad andargli dietro al Campo di Marte. Quello che succede è cosa nota. I due litigano, Russo prende la tanica di benzina e gliela rovescia addosso. Poi le fiamme, la fuga silenziosa di lui che fa da contraltare alle urla disperate di lei. Un delitto efferato a cui la città reagisce: nel giorno dei funerali un corteo di mille uomini e donne sfila sulle Mura con centinaia di palloncini rossi. Il 10 agosto, notte di San Lorenzo, oltre 2.000 persone scendono in piazza per dire basta alla violenza. (g.p.)
Secondo la ricostruzione degli investigatori della squadra mobile, Vania e Pasquale si sono visti la mattina di martedì 2 agosto, poco prima delle nove. La donna si sveglia e scopre che il cellulare che solitamente lascia sul comodino è sparito. Subito – e a ragione – sospetta di Pasquale, che già in precedenza si era introdotto in casa sua furtivamente. L’uomo non accetta l’interruzione del loro rapporto: è geloso e le ruba il cellulare per controllarne il contenuto. Teme che la 46enne possa aver stretto nuove amicizie e cerca prove a sostegno di questa sua ossessione. Così, intorno alle 9, Vania si presenta al San Luca dove Pasquale lavora: chiede di riavere il telefono. L’uomo nega di averlo rubato, dice di non saperne niente. I due alzano la voce e alcuni testimoni assistono alla scena. La donna se ne va, minacciando di far denuncia. Torna a casa e poco dopo, intorno alle 10,30, si presenta alla stazione dei carabinieir di Borgo Giannotti insieme al figlio. «Voglio denunciare un furto», dice ai militari che già la conoscono, dato che il suo ex marito è un carabiniere. Ma al momento di indicare in Pasquale Russo il responsabile del furto si blocca, non fa nomi. E tanto meno racconta delle aggressioni subite.
L’esposto raccolto dai carabinieri parla chiaro: è contro ignoti. Nel frattempo nella testa di Russo monta la rabbia e non solo quella. Qualche ora dopo aver discusso con Vania, Pasquale prende una tanica trovata in ospedale, sale in scooter e va al distributore Q8 di viale Castracani. Le telecamere di sorveglianza lo immortalano mentre la riempie. Sono le 12,18 e dieci minuti dopo l’uomo si presenta in via delle Cornacchie, dove Vania abita assieme ai figli. Con la tanica di benzina nascosta nel bauletto dello scooter Russo suona il campanello: chiede di poter salire in casa per chiarire. Ma Vania non apre. Lo lascia al cancello e da lontano gli dice averlo già denunciato ai carabinieri. Non è vero, ma così dicendo pensa di riuscire ad allontanarlo. A quel punto rientra in casa e spera che Russo se ne vada. Ma l’uomo ha già in mente il suo piano: il 46enne resta in zona, e pochi minuti dopo, quando Vania esce per andare al lavoro i due si incrociano nuovamente. La donna è in macchina, Russo l’affianca: «Ti ridò il cellulare», dice per indurla ad andargli dietro al Campo di Marte. Quello che succede è cosa nota. I due litigano, Russo prende la tanica di benzina e gliela rovescia addosso. Poi le fiamme, la fuga silenziosa di lui che fa da contraltare alle urla disperate di lei. Un delitto efferato a cui la città reagisce: nel giorno dei funerali un corteo di mille uomini e donne sfila sulle Mura con centinaia di palloncini rossi. Il 10 agosto, notte di San Lorenzo, oltre 2.000 persone scendono in piazza per dire basta alla violenza. (g.p.)
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