Gioco
La scuola “rivendica” l’internazionalità
di Alessandro Bientinesi
Dopo le polemiche sul caso Lattanzi alla cerimonia in San Francesco il direttore Pietrini “difende” la qualità dell’istituto
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LUCCA. Da un lato una cerimonia di consegna dei diplomi di dottorato in inglese, con studenti selezionati da tutto il mondo con criteri molto “rigidi” di selezione, basti pensare che appena un dottorando su 110 che fanno domanda ottiene il posto alla scuola Imt alti studi di Lucca. Dall’altro la scia delle polemiche che non si spegne intorno al concorso vinto da Nicola Lattanzi. Figlio di Arturo, ormai ex presidente della fondazione che alimenta l’università lucchese e che proprio a Imt ha ottenuto la cattedra in un bando, tutto in lingua italiana, al quale, oltre al vincitore, era presente una sola altra candidata. La professoressa, Federica Farneti, associato di economia all’università di Bologna.
«Il giudizio della commissione verrà sottoposto a organismi istituzionali (il consiglio direttivo e il consiglio accademico della scuola ndr) che decideranno se e quando il vincitore del concorso prenderà possesso del suo incarico» dichiarò alcuni giorni fa Pietrini al nostro giornale sulla vicenda. Non è sembrato casuale, però, il discorso di ieri agli studenti di Imt. In inglese «perché la nostra scuola ha un carattere da sempre internazionale» ha spiegato ieri il direttore Pietrini nel presentare la cerimonia. E un messaggio chiaro ai 37 studenti che si sono addottorati nel corso dell’ultimo anno accademico. «Sono onorato di essere qui per la seconda volta come direttore - ha continuato Pietrini nel suo discorso -. Voi studente avete intrapreso questo percorso accademico dopo aver superato una selezione di oltre 5000 studenti in tutto il mondo. Una domanda così alta per la possibilità di seguire una serie di studi multidisciplinari che sono la forza della scuola».
Poi un messaggio chiaro per il futuro. «Non dovete dimenticare Imt, perché chi ha studiato qui resterà per sempre parte di questa scuola - ha detto il direttore -. La scuola sta crescendo e continuerà a crescere, anche nella ricerca di nuovi programmi di studio. Anche per questo molti studenti ci scelgono, oltre che per il nostro carattere di internazionalità, di proseguire i loro studi a Lucca».
Una sorta di risposta alle critiche piovute sulla scuola dal sito di divulgazione scientifica “lavoce.info”, con un articolo firmato da sei ex studiosi e professori di Imt che sottolineavano come, «a dieci anni dalla sua nascita, nessun giovane ricercatore ha potuto e voluto costruire e consolidare la sua carriera nell’interno della scuola».
A questa critica, però, hanno risposto indirettamente una ex allieva della scuola e una studentessa dell’istituto.
«Lucca è stato un trampolino per me e per molti colleghi - ha detto Felicia Caponigri, per tre anni nel programma di Imt -. E la scelta cade per molti di voi qui per il suo essere internazionale, locale e globale».
Posizione condivisa da Fabiana Zolla, che ha proseguito il suo percorso di post dottorato all’università Ca’Foscari di Venezia. «Dopo il periodo intrapreso a Lucca, difficile ma ricco di soddisfazioni, ho proseguito a Venezia ma è qui che ho costruito la base ideale per il mio futuro».
Dopo l’intervento dell’ospite d’onore Béla Bollobàs, la consegna dei diplomi che sono andati a 37 diplomati (25 uomini e 12 donne). Un totale di 30 italiani, gli altri provenienti da Giordania, Gran Bretagna, Colombia, Moldavia, Grecia e India.
«Il giudizio della commissione verrà sottoposto a organismi istituzionali (il consiglio direttivo e il consiglio accademico della scuola ndr) che decideranno se e quando il vincitore del concorso prenderà possesso del suo incarico» dichiarò alcuni giorni fa Pietrini al nostro giornale sulla vicenda. Non è sembrato casuale, però, il discorso di ieri agli studenti di Imt. In inglese «perché la nostra scuola ha un carattere da sempre internazionale» ha spiegato ieri il direttore Pietrini nel presentare la cerimonia. E un messaggio chiaro ai 37 studenti che si sono addottorati nel corso dell’ultimo anno accademico. «Sono onorato di essere qui per la seconda volta come direttore - ha continuato Pietrini nel suo discorso -. Voi studente avete intrapreso questo percorso accademico dopo aver superato una selezione di oltre 5000 studenti in tutto il mondo. Una domanda così alta per la possibilità di seguire una serie di studi multidisciplinari che sono la forza della scuola».
Poi un messaggio chiaro per il futuro. «Non dovete dimenticare Imt, perché chi ha studiato qui resterà per sempre parte di questa scuola - ha detto il direttore -. La scuola sta crescendo e continuerà a crescere, anche nella ricerca di nuovi programmi di studio. Anche per questo molti studenti ci scelgono, oltre che per il nostro carattere di internazionalità, di proseguire i loro studi a Lucca».
Una sorta di risposta alle critiche piovute sulla scuola dal sito di divulgazione scientifica “lavoce.info”, con un articolo firmato da sei ex studiosi e professori di Imt che sottolineavano come, «a dieci anni dalla sua nascita, nessun giovane ricercatore ha potuto e voluto costruire e consolidare la sua carriera nell’interno della scuola».
A questa critica, però, hanno risposto indirettamente una ex allieva della scuola e una studentessa dell’istituto.
«Lucca è stato un trampolino per me e per molti colleghi - ha detto Felicia Caponigri, per tre anni nel programma di Imt -. E la scelta cade per molti di voi qui per il suo essere internazionale, locale e globale».
Posizione condivisa da Fabiana Zolla, che ha proseguito il suo percorso di post dottorato all’università Ca’Foscari di Venezia. «Dopo il periodo intrapreso a Lucca, difficile ma ricco di soddisfazioni, ho proseguito a Venezia ma è qui che ho costruito la base ideale per il mio futuro».
Dopo l’intervento dell’ospite d’onore Béla Bollobàs, la consegna dei diplomi che sono andati a 37 diplomati (25 uomini e 12 donne). Un totale di 30 italiani, gli altri provenienti da Giordania, Gran Bretagna, Colombia, Moldavia, Grecia e India.
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