Gioco
L'assassino di Vania condannato a trent'anni di carcere
Lucca: la decisione del giudice nei confronti di Pasquale Russo, l'uomo che cosparse l'operatrice sociosanitaria di benzina e poi le diede fuoco. Il pubblico ministero aveva chiesto l'ergastolo
LUCCA. Trenta anni di reclusione. Questa è la pena che il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri ha inflitto a Pasquale Russo, l’uomo che il 2 agosto dell’anno scorso diede fuoco all’operatrice sociosanitaria Vania Vannucchi, madre di due figli, che sarebbe morta la notte successiva all’ospedale di Cisanello. Il pubblico ministero Alessandro Capizzoto al termine della requisitoria aveva chiesto l’ergastolo, già considerando lo sconto di pena dovuto alla scelta del rito abbreviato. Il giudice ha disposto anche un risarcimento, a titolo di provvisionale, di 249.000 per le parti civili (i genitori di Vania e i figli).
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Il punto che ha segnato il discrimine fra la pena dei trent'anni e l'ergastolo è puramente tecnico. Il calcolo del pubblico ministero, infatti, partiva dall'omicidio pluriaggravato (per premeditazione e crudeltà), reato punito con l'ergastolo. Inoltre il fatto che fosse stato compiuto in concorso con altri due reati (stalking e furto in abitazione) che sommati avrebbero avuto una pena superiore a cinque anni avrebbe trasformato la pena in ergastolo con isolamento diurno. Lo sconto per il rito abbreviato, poi, avrebbe portato all'ergastolo "semplice". Il giudice ha accolto questa ricostruzione, eccezion fatta per un punto: la somma delle pene dei reati "accessori", stimata in meno di cinque anni. Così il calcolo è partito dall'ergastolo ordinario, per il rito scesa poi a trent'anni.
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Russo, che non era presente in aula e che attualmente è detenuto nel carcere di Prato, uccise Vania al termine di un terribile periodo di persecuzione, irruzioni in casa e aggressioni fisiche nei confronti della donna che non voleva più saperne di lui. Fino al quel tragico 2 agosto, quando con la scusa di parlare del cellulare che le aveva trafugato il giorno prima l’aveva aspettata in una parte defilata dell’ex ospedale Campo di Marte e, al termine di un alterco, l’aveva cosparsa di benzina per poi darle fuoco. Immediatamente erano intervenuti alcuni lavoratori che si trovavano nel vicino magazzino e che avevano spento le fiamme. Troppo gravi, tuttavia, le ferite e le ustioni subite da Vania. Che prima di essere caricata sull'elisoccorso che l'avrebbe portata a Pisa, era riuscita a fare il nome del suo aggressore: "E' stato Pasquale, Pasquale Russo". L'uomo era poi stato rintracciato dalla polizia nella sua abiitazione di Segromigno e aveva confessato dopo diverse ore di interrogatorio.
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