Gioco
Magnani rischia una denuncia
di Luca Cinotti
L’ex presidente di Gesam Energia nel mirino per l’acquisto di un pirogassificatore senza l’ok del cda
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LUCCA. È passato più di un anno, ma l’onda lunga della vicenda Gesam Energia porta a riva altri strascichi. Che potrebbero avere ripercussioni pesanti per Giovanni Magnani, l’ex presidente della società che aprì un contenzioso con il Comune sulle partite di dare-avere all’interno dei bilanci e che, alla fine, fu defenestrato e sostituito da Alfredo Alunni Macerini. L’ultimo sviluppo, però, riguarda una vicenda “collaterale”: l’acquisto che Magnagni avrebbe fatto senza il via libera del consiglio di amministrazione di un impianto di pirogassificazione. L’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli ha dato mandato all’avvocato Sandro Guerra di stilare un parere per valutare il comportamento di Magnani, per verificare se sussistono gli estremi per presentare una denuncia penale o una richiesta danni a Magnani per il contratto stiplulato con la Smarty Energy di San Miniato che ha comportato il pagamento di una caparra di 80.000 euro.
Da una parte, infatti, c’è la possibilità degli amministratori di Gesam Energia e della controllante Gesam spa di promuovere (entro cinque anni) un’azione di responsabilità contro Magnani. Soprattutto se la Smarty Energy non avesse alcuna intenzione di restituire la caparra: 80.000 euro di anticipo sul milione e mezzo di costo dell’impianto, che sarabbero lievitati a oltre tre con le opere civili. Un’opzione che gli amministratori stanno valutando con attenzione, anche per capire se c’è possibilità di portare a casa qualcosa, a fronte di spese legali che comunque sarebbero consistenti.
Ma la questione ha anche un altro versante. Cioè il fatto che le aziende in questione sono partecipate dal Comune. E che, quindi, i soldi spesi da Magnani senza informare il cda (anche se lui sostiene che sia i consiglieri sia i Comuni erano a conoscenza del progetto) sono soldi dei contribuenti.
Per questo Bortoli ha deciso di conferire l’incarico specialistico all’avvocato Guerra. Per capire meglio quali possano essere i punti sui quali attaccare Magnani, a cominciare dal rispetto (o meno) del codice dei contratti pubblici.
L’impianto di pirogassificazione avrebbe dovuto sorgere in un primo momento a Pescaglia. Poi si verificò che l’area individuata era a rischio idrogeologico e così si penso di realizzarlo nella zona industriale del “Chitarrino” a Fornaci di Barga. Ovviamente niente di tutto questo si è concretizzato: in parte perché non sono arrivate le autorizzazioni, in parte perché Magnani è stato rimosso dal suo incarico. Ma gli 80.000 euro sono stati versati e, attualmente, stanno nelle casse della Smarty Energy.
Per questo Magnani rischia il penale: se le valutazioni sulla base del parere fossero di questo tenore, infatti, l’incarico conferito all’avvocato Guerra prevede uno step successivo, cioè la presentazione di un esposto-denuncia all’autorità giudiziaria. E allora il pirogassificatore approderebbe nelle aule di tribunale.
Da una parte, infatti, c’è la possibilità degli amministratori di Gesam Energia e della controllante Gesam spa di promuovere (entro cinque anni) un’azione di responsabilità contro Magnani. Soprattutto se la Smarty Energy non avesse alcuna intenzione di restituire la caparra: 80.000 euro di anticipo sul milione e mezzo di costo dell’impianto, che sarabbero lievitati a oltre tre con le opere civili. Un’opzione che gli amministratori stanno valutando con attenzione, anche per capire se c’è possibilità di portare a casa qualcosa, a fronte di spese legali che comunque sarebbero consistenti.
Ma la questione ha anche un altro versante. Cioè il fatto che le aziende in questione sono partecipate dal Comune. E che, quindi, i soldi spesi da Magnani senza informare il cda (anche se lui sostiene che sia i consiglieri sia i Comuni erano a conoscenza del progetto) sono soldi dei contribuenti.
Per questo Bortoli ha deciso di conferire l’incarico specialistico all’avvocato Guerra. Per capire meglio quali possano essere i punti sui quali attaccare Magnani, a cominciare dal rispetto (o meno) del codice dei contratti pubblici.
L’impianto di pirogassificazione avrebbe dovuto sorgere in un primo momento a Pescaglia. Poi si verificò che l’area individuata era a rischio idrogeologico e così si penso di realizzarlo nella zona industriale del “Chitarrino” a Fornaci di Barga. Ovviamente niente di tutto questo si è concretizzato: in parte perché non sono arrivate le autorizzazioni, in parte perché Magnani è stato rimosso dal suo incarico. Ma gli 80.000 euro sono stati versati e, attualmente, stanno nelle casse della Smarty Energy.
Per questo Magnani rischia il penale: se le valutazioni sulla base del parere fossero di questo tenore, infatti, l’incarico conferito all’avvocato Guerra prevede uno step successivo, cioè la presentazione di un esposto-denuncia all’autorità giudiziaria. E allora il pirogassificatore approderebbe nelle aule di tribunale.
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