Il Tirreno

Lucca

Badante condannato per il bacio a una minore

di Luca Tronchetti
Badante condannato per il bacio a una minore

Un anno e otto mesi senza la sospensione della pena al cingalese vicino di casa Risarcita con settimila euro la mamma della sedicenne. I legali ricorrono in Appello

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LUCCA. Per colpa di un bacio sulla bocca rubato un badante cingalese, che all’epoca dei fatti abitava nel cortile di un condominio del Capannorese e lavorava come dipendente in una ditta, viene condannato dal tribunale a un anno e otto mesi di reclusione senza benefici di legge e al pagamento di settemila euro alla parte civile. In questo caso alla mamma poco più che quarantenne della ragazzina di sedici anni che denunciò la molestia sessuale. Si è concluso con la condanna dell’imputato alla stessa pena chiesta dal pubblico ministero Antonio Mariotti il processo che vedeva alla sbarra un collaboratore domestico di 47 anni per un episodio avvenuto a fine giugno 2013.
I fatti. La minorenne denunciò prima alla madre e poi ai carabinieri che poco dopo le 22 di quella sera il cingalese dapprima l’avrebbe salutata. Poi, mentre lei rincasava, è ripassata dallo stesso punto in cui si trovava l’appartamento dell’extracomunitario che si sarebbe avvicinato per darle il bacio della buona notte. Ma, anzichè sulla guancia, l’avrebbe baciata sulla bocca. A quel punto, sempre stando alla versione dell’adolescente, sarebbe corsa in casa urlando «Mi ha baciato in bocca, che schifo» e correndo in cucina per aprire il rubinetto e sciacquarsi la bocca.
La mamma della ragazzina a quel punto, stando alla versione fornita ai carabinieri e recepita dagli inquirenti, si sarebbe diretta verso l’abitazione del cingalese accusandolo di aver approfittato della figlia prima di chiamare i carabinieri. Tra l’altro, nei giorni successivi, anche il padre della ragazzina avrebbe accusato il cingalese. Lui si è sempre difeso sostenendo di essere stato vittima di un equivoco e di voler dare il bacio della buonanotte alla ragazzina senza alcuna intenzione libidinosa. Qualche settimana dopo l’episodio l’immigrato lasciò l’appartamento del Capannorese, che divideva con un parente, andando a vivere in un’altra provincia toscana.
L’immigrato, difeso dagli avvocati Fernando Fenili e Valter Cerri, è comparso in aula e davanti al collegio ha professato la sua innocenza. Il pm ha chiesto una condanna per violenza sessuale (articolo 609 bis comma terzo) che nell’ipotesi più lieve prevede lo sconto di due terzi della pena partendo da otto anni di reclusione. La difesa ricorrerà in Appello, una volta presa visione del dispositivo della sentenza, per ottenere i benefici di legge visto che il cingalese è un incensurato e nei suoi confronti non ci sono denunce o segnalazioni per episodi analoghi.

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