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Commercio e movida i candidati si scontrano 

Commercio e movida i candidati si scontrano 

Santini e Barsanti rinfacciano a Tambellini il mancato piano delle funzioni Lui rilancia: «È già pronto». Bindocci e Garzella: «Solo la qualità salva il centro»

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LUCCA. Le sale di Palazzo Sani piene di commercianti andati ad assistere al confronto fra i candidati a sindaco organizzato da Confcommercio. Prima domanda: il rilancio del commercio, e quindi piano delle funzioni, media distribuzione, movida. Un tema quest’ultimo sul quale gli otto candidati mostrano posizioni pressoché in linea; la ricetta proposta è sempre la stessa: coniugare le esigenze di residenti, commercianti e giovani. La candidata di Lega Toscana Ilaria Quilici in tema di movida chiede più controlli della polizia municipale. Sul piano delle funzioni che l’amministrazione uscente non ha fatto in tempo ad approvare piovono critiche degli altri candidati su Alessandro Tambellini, il sindaco uscente e ricandidato per Pd con altre quattro liste. In particolare Fabio Barsanti (Casapound) e Remo Santini (centrodestra e liste civiche) attaccano sulle difficoltà per il commercio nel centro storico e sulle numerose aperture di minimarket di alimentari in centro negli ultimi due anni.
«Il piano delle funzioni e il prolungamento della moratoria provvederanno a mettere ordine nel commercio del centro - controbatte Tambellini -. La loro approvazione è già stata calendarizzata».
Donatella Buonriposi (Lei Lucca e Rinascimento sia) sottolinea la necessità di« rivitalizzare il commercio non solo nelle vie principale ma anche in periferia». Marina Manfrotto (Lucca Città comune) propone di allargare la moratoria anche ai ristoranti. Mentre Massimiliano Bindocci (M5S) ribadisce che «non ci sono solo attività in centro storico: sono altrettanto importanti quelle lungo la Sarzanese e la Pesciatina». Quanto ai negozi in centro il candidato grillino propone «un commercio di qualità con prodotti del centro storico». Anche Matteo Garzella (Lucca Avanti tutta) insiste «sul commercio di qualità in centro per evitare che il centro storico si trasformi in dormitorio». (a.b.)

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