Toscana
Michelini: «Sarò il sindaco della normalità»
Supportato dalle opposizioni in consiglio punta molto sui finanziamenti dall’Europa
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BAGNI DI LUCCA. Normalità. È la cifra della proposta politica di Paolo Michelini, che punta molte carte sull’arrivo di finanziamenti comunitari per far ripartire Bagni di Lucca.
Cosa l’ha spinta a candidarsi come futuro sindaco di Bagni di Lucca?
«Il nostro Comune si trova in una situazione di drammaticità sia in termini di gestione e finanza pubblica, sia di regolare conduzione della macchina amministrativa. Si continuano a perdere milioni di euro di finanziamenti. Ho deciso dunque di mettere a disposizione della comunità la mia esperienza e competenza maturata in circa quarant’anni di responsabilità in Comune per cercare di attuare un progetto di cambiamento che dia al nostro territorio efficienza ed internazionalità».
Con quale lista e in quale rapporto con altre forze politiche ha fatto la sua scelta?
«La mia è una lista civica trasversale. Le due liste che mi sostengono sono le attuali forze di opposizione in consiglio che hanno deciso di unirsi per creare un progetto comune e condiviso di governo: Voltiamo Pagina e Obiettivo Comune-Pd. Il Comune e il paese hanno bisogno di unità, noi siamo andati in questa direzione».
L’eredità dell’amministrazione è parecchio pesante: cosa ne pensa della situazione del bilancio?
«Tra i primi punti del mio operato iniziale ci sarà quello di procedere con una revisione complessiva dei conti. Questo lo dobbiamo per trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini che pagano con fatica e sacrificio le tasse ed a loro dobbiamo sempre pensare quando si amministrano soldi pubblici».
Quali miglioramenti ritiene di poter fare per la qualità della vita e del territorio di Bagni di Lucca?
«Riorganizzazione della macchina comunale, istituzione di un apposito ufficio ed assessorato per la ricerca di finanziamenti nazionali ed europei, decoro urbano, messa in sicurezza delle scuole, interventi su strutture comunali come tennis e piscine che necessitano di urgenti miglioramenti. Valorizzazione del comparto agroalimentare con la creazione di un apposito caseificio, mercato dei prodotti locali, e una rivoluzione in chiave di marketing su Bagni di Lucca, sia in chiave commerciale che turistica. Incentivi per mantenere in vita le nostre frazioni sia di fondovalle che di montagna a cominciare dalle loro attività produttive che vanno stimolate e sostenute in un ottica di sviluppo imprenditoriale e occupazione. Supporto e piena collaborazione con la Fondazione Montaigne per creare eventi di richiamo internazionale».
Scongiurato l’arrivo dell’impianto a biomasse, quale destinazione pensa che possa avere l’area ex Alce? E le altre aree dimesse?
Premesso che l’area ex Alce è di proprietà di una società privata, il nostro orientamento nell’ottica della necessità di incrementare i posti di lavoro sul territorio, è quello di trovare soluzioni che abbiamo impatto zero sull’ambiente. Nel mio disegno ideale ci sarebbe quello di dividere l’area in tanti lotti con capannoni artigianali, cartotecniche, lavorazione di pellet, trasformazioni, centri studio, start up emergenti, un distributore di metano e perché no nuovi insediamenti abitativi».
Terme, Villa Fiori, Villa Ada, Grande Albergo, ed altri immobili di proprietà pubblica in degrado: ha un progetto per il recupero e il rilancio?
«Sarà nostro compito riprendere un tavolo di dialogo con l’attuale gestore delle Terme per capire quali siano le sue intenzioni. Riteniamo che il Colle Termale abbia necessità impellente di riqualificazione, ma la cosa più importante sarà avere un progetto coordinato per lo sfruttamento degli impianti termali. C’è l’obiettivo di ampliare l’offerta delle acque termali e valuteremo con grande interesse l’attenzione di privati locali che vogliono investire in edifici oggi ridotti a ruderi».
Tantissime manifestazioni, ma, secondo le critiche, pochi veri eventi. Si chiede meno quantità, ma più qualità. Lei che cosa ne pensa?
«Il sindaco Betti e la sua maggioranza non hanno realizzato quanto promesso. Basta vedere il territorio per com’è messo per capire che era bene andare a Bruxelles, Roma o Strasburgo, con la valigia in mano per portare soldi e finanziamenti che poi sul territorio andavano a beneficio di tutti. Molto spesso l’arroganza e presunzione di essere migliori ha prevalso. Il mio modo di amministrare sarà diametralmente opposto: umiltà, ricerca di finanziamenti, ascolto, merito e collaborazione».
Attenzione e cura per la Villa meno per le altre frazioni e la montagna. È un giudizio che si sente spesso ripetere: cosa può dire?
«La Villa è sicuramente il capoluogo che deve trainare le altre frazioni. È necessario tuttavia ricreare armonia territoriale e politica tra tutte le parti della nostra vasta comunità. Io voglio essere il sindaco della serietà e competenza, ma soprattutto della normalità. Il Comune deve guardare ad un percorso futuro che faccia brillare ogni sua bellezza.
Per il comitato salviamo la lima troppo silenzio sulla questione del no alla concessione. Per il comitato sul tappeto c’è un progetto diverso da quello che in origine aveva avuto pareri favorevoli. E quel progetto cozza contro le nuove normative. Cosa ne pensa?
«Guardi, l’amministrazione di Bagni di Lucca dette a suo tempo tre pareri favorevoli salvo poi cambiare parere. Da parte nostra sono e sarò contrario a ogni nuova centralina. Anzi, appena andrò in Comune farò fare un focus su quante sono presenti sul territorio e come vengono gestite».
La popolazione continua a calare: come mai?
«Il nostro territorio rispecchia purtroppo l’andamento nazionale. Molti cari ci lasciano - seppur difronte ad un’età della vita che si sta allungando – e le nascite sono poche poiché molti giovani per mancanza di lavoro vanno in città o all’estero. Tuttavia bisogna essere positivi: ci dobbiamo rimboccare tutti le maniche».(l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Cosa l’ha spinta a candidarsi come futuro sindaco di Bagni di Lucca?
«Il nostro Comune si trova in una situazione di drammaticità sia in termini di gestione e finanza pubblica, sia di regolare conduzione della macchina amministrativa. Si continuano a perdere milioni di euro di finanziamenti. Ho deciso dunque di mettere a disposizione della comunità la mia esperienza e competenza maturata in circa quarant’anni di responsabilità in Comune per cercare di attuare un progetto di cambiamento che dia al nostro territorio efficienza ed internazionalità».
Con quale lista e in quale rapporto con altre forze politiche ha fatto la sua scelta?
«La mia è una lista civica trasversale. Le due liste che mi sostengono sono le attuali forze di opposizione in consiglio che hanno deciso di unirsi per creare un progetto comune e condiviso di governo: Voltiamo Pagina e Obiettivo Comune-Pd. Il Comune e il paese hanno bisogno di unità, noi siamo andati in questa direzione».
L’eredità dell’amministrazione è parecchio pesante: cosa ne pensa della situazione del bilancio?
«Tra i primi punti del mio operato iniziale ci sarà quello di procedere con una revisione complessiva dei conti. Questo lo dobbiamo per trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini che pagano con fatica e sacrificio le tasse ed a loro dobbiamo sempre pensare quando si amministrano soldi pubblici».
Quali miglioramenti ritiene di poter fare per la qualità della vita e del territorio di Bagni di Lucca?
«Riorganizzazione della macchina comunale, istituzione di un apposito ufficio ed assessorato per la ricerca di finanziamenti nazionali ed europei, decoro urbano, messa in sicurezza delle scuole, interventi su strutture comunali come tennis e piscine che necessitano di urgenti miglioramenti. Valorizzazione del comparto agroalimentare con la creazione di un apposito caseificio, mercato dei prodotti locali, e una rivoluzione in chiave di marketing su Bagni di Lucca, sia in chiave commerciale che turistica. Incentivi per mantenere in vita le nostre frazioni sia di fondovalle che di montagna a cominciare dalle loro attività produttive che vanno stimolate e sostenute in un ottica di sviluppo imprenditoriale e occupazione. Supporto e piena collaborazione con la Fondazione Montaigne per creare eventi di richiamo internazionale».
Scongiurato l’arrivo dell’impianto a biomasse, quale destinazione pensa che possa avere l’area ex Alce? E le altre aree dimesse?
Premesso che l’area ex Alce è di proprietà di una società privata, il nostro orientamento nell’ottica della necessità di incrementare i posti di lavoro sul territorio, è quello di trovare soluzioni che abbiamo impatto zero sull’ambiente. Nel mio disegno ideale ci sarebbe quello di dividere l’area in tanti lotti con capannoni artigianali, cartotecniche, lavorazione di pellet, trasformazioni, centri studio, start up emergenti, un distributore di metano e perché no nuovi insediamenti abitativi».
Terme, Villa Fiori, Villa Ada, Grande Albergo, ed altri immobili di proprietà pubblica in degrado: ha un progetto per il recupero e il rilancio?
«Sarà nostro compito riprendere un tavolo di dialogo con l’attuale gestore delle Terme per capire quali siano le sue intenzioni. Riteniamo che il Colle Termale abbia necessità impellente di riqualificazione, ma la cosa più importante sarà avere un progetto coordinato per lo sfruttamento degli impianti termali. C’è l’obiettivo di ampliare l’offerta delle acque termali e valuteremo con grande interesse l’attenzione di privati locali che vogliono investire in edifici oggi ridotti a ruderi».
Tantissime manifestazioni, ma, secondo le critiche, pochi veri eventi. Si chiede meno quantità, ma più qualità. Lei che cosa ne pensa?
«Il sindaco Betti e la sua maggioranza non hanno realizzato quanto promesso. Basta vedere il territorio per com’è messo per capire che era bene andare a Bruxelles, Roma o Strasburgo, con la valigia in mano per portare soldi e finanziamenti che poi sul territorio andavano a beneficio di tutti. Molto spesso l’arroganza e presunzione di essere migliori ha prevalso. Il mio modo di amministrare sarà diametralmente opposto: umiltà, ricerca di finanziamenti, ascolto, merito e collaborazione».
Attenzione e cura per la Villa meno per le altre frazioni e la montagna. È un giudizio che si sente spesso ripetere: cosa può dire?
«La Villa è sicuramente il capoluogo che deve trainare le altre frazioni. È necessario tuttavia ricreare armonia territoriale e politica tra tutte le parti della nostra vasta comunità. Io voglio essere il sindaco della serietà e competenza, ma soprattutto della normalità. Il Comune deve guardare ad un percorso futuro che faccia brillare ogni sua bellezza.
Per il comitato salviamo la lima troppo silenzio sulla questione del no alla concessione. Per il comitato sul tappeto c’è un progetto diverso da quello che in origine aveva avuto pareri favorevoli. E quel progetto cozza contro le nuove normative. Cosa ne pensa?
«Guardi, l’amministrazione di Bagni di Lucca dette a suo tempo tre pareri favorevoli salvo poi cambiare parere. Da parte nostra sono e sarò contrario a ogni nuova centralina. Anzi, appena andrò in Comune farò fare un focus su quante sono presenti sul territorio e come vengono gestite».
La popolazione continua a calare: come mai?
«Il nostro territorio rispecchia purtroppo l’andamento nazionale. Molti cari ci lasciano - seppur difronte ad un’età della vita che si sta allungando – e le nascite sono poche poiché molti giovani per mancanza di lavoro vanno in città o all’estero. Tuttavia bisogna essere positivi: ci dobbiamo rimboccare tutti le maniche».(l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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