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L’allarme: a settembre  le scuole rischiano di restare chiuse 

L’allarme: a settembre  le scuole rischiano di restare chiuse 

A Palazzo Ducale la protesta dei dipendenti delle Province Lo Zopone (Cgil): «A Lucca di 37 milioni di tasse ne restano 7»

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LUCCA. Per capire la situazione della Provincia di Lucca, come delle altre Province italiane del resto, basta un numero: 12. Tanti sono infatti gli operai cantonieri a disposizione dell’intera viabilità provinciale. E pensare, in caso di necessità, di intervenire con appalti a ditte esterne è un’utopia, visto che non ci sono soldi per pagarle. Il succo della protesta andata in scena ieri a Palazzo Ducale sta anche qui: nell’impossibilità di far svolgere a un ente i compiti che gli sono stati affidati. Per questo un’ottantina di dipendenti di quello stesso ente si sono ritrovati ieri mattina davanti alla sede della Provincia, per denunciare uno stato delle cose che è di fatto insostenibile.
«Su 37 milioni di euro in tasse che i lucchesi versano alla Provincia di Lucca – spiega il segretario della Funzione Pubblica Cgil Giovanna Lo Zopone – all’ente gliene rientrano appena 7, e con quei soldi si dovrebbe garantire il funzionamento di tutta una serie di servizi. La situazione è quella di una completa dismissione. Nemmeno sappiamo se a settembre potranno riaprire le scuole». La prima richiesta, contenuta anche in un documento che a fine mattinata è stato portato in prefettura (perché venga girato al governo), è che, intanto, «vengano ripristinati molti più soldi rispetto all’elemosina attuale. Non vogliamo aspettare che anche a Lucca venga giù un ponte per capire che non esiste una Provincia», continua l’esponente della Cgil.
Una riforma, quella del ministro Del Rio che ha portato alla “chiusura” delle Province, che viene bocciata dal sindacato per gli effetti che ha prodotto, con un governo che probabilmente è rimasto anche spiazzato dall’esito del referendum istituzionale di dicembre che, tra le altre cose, ha detto no alla loro abolizione definitiva. «Come Cgil – riprende Giovanna Lo Zopone – siamo sempre stati contrari alla chiusura delle Province, un provvedimento preso per andare dietro all’onda populista e a chi diceva che erano enti inutili, quando invece non lo erano affatto. E come succede spesso in Italia, invece di fare i controlli per intervenire là dove c’erano problemi si è preferito cancellare tutto indistintamente». Cancellare per modo di dire, visto che in realtà l’ente è rimasto, e pure confermato dal referendum, ma di fatto mutilato, e senza nemmeno la possibilità per i cittadini di scegliere da chi farsi rappresentare attraverso il voto.
Infine un motivo di amarezza per Lo Zopone: «Ho letto che altrove anche i presidenti delle province e i sindaci hanno partecdipato alle manifestazioni, cosa che però non è successa a Lucca». (l.s.)

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