Il Tirreno

Lucca

daniela grossi, candidata Pd al consiglio 

«Sostengo Tambellini perché con lui Lucca si è aperta»

LUCCA. Quantasei anni, due figlie, impiegata in uno studio di consulenze; origini romane, vive a Lucca da due decenni. È Daniela Grossi, attuale presidente della commissione comunale pari opportunità,...

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LUCCA. Quantasei anni, due figlie, impiegata in uno studio di consulenze; origini romane, vive a Lucca da due decenni. È Daniela Grossi, attuale presidente della commissione comunale pari opportunità, candidata al consiglio comunale nella lista del Pd. Da anni si prodiga nel volontariato e per le campagne di sensibilizzazione sulla diagnosi precoce e la cura del cancro alla mammella. «Con la commissione – racconta - l’obiettivo principale è stato il contrasto alla violenza contro le donne, con attività nelle scuole, organizzate con associazioni e istituzioni. Abbiamo collaborato con l’Asl per realizzare un consultorio familiare e valorizzare il reparto di senologia locale. Su questi temi l’amministrazione si è mossa con coraggio e in modo innovativo, ponendo le basi affinché a breve si possa assistere a un cambiamento reale nelle relazioni tra generi, a partire dai più giovani».
«Ho scelto di sostenere Alessandro Tambellini per questo motivo e anche perché da lucchese d’adozione ho osservato l’evoluzione della città, sempre più aperta a eccellenze culturali e al turismo di qualità, valorizzando l’economia del suo territorio».
«Ci sono ancora cose importanti da sviluppare e completare – continua-: le esigenze delle persone cambiano e le amministrazioni devono ripensare i servizi, ma ci sono anche piccole innovazioni che semplificano la vita: come la possibilità introdotta a Lucca di fare il biglietto del bus con un sms»
Molto positivo il bilancio che la Grossi fa della sua esperienza come presidente delle Pari Opportunità: «Ringrazio tutte le donne che ne hanno fatto parte: questi due anni di lavoro hanno confermato l'utilità di un luogo istituzionale in cui elaborare e portare avanti il punto di vista delle donne interloquendo con i diversi attori istituzionali».

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