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il dibattito sul centro 

Santi Guerrieri: niente grandi marchi

LUCCA. «Per rilanciare il centro cittadino, facciamo approdare le grandi distribuzioni: ecco un’altra fantasiosa e purtroppo ennesima sparata del Candidato a sindaco Remo Santini». Così Marco Santi...

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LUCCA. «Per rilanciare il centro cittadino, facciamo approdare le grandi distribuzioni: ecco un’altra fantasiosa e purtroppo ennesima sparata del Candidato a sindaco Remo Santini». Così Marco Santi Guerrieri di “Noi per Lucca” commenta uno dei punti dell’intervista rilasciata da Remo Santini al Tirreno. «Logiche commerciali prese e buttate nel calderone della propaganda elettorale, capaci unicamente qualora messe in atto, di svalutare definitivamente il centro cittadino impestandolo di “cineserie” e di prodotti che di Made in Italy non hanno neanche il numero civico di dove sarebbero venduti. Un modo semplice e veloce per spingere al suicidio quel poco che resta dell’esile tessuto commerciale cittadino contaminando con un immane e irreversibile scempio e degrado del centro cittadino, riducendo oltremodo definitivamente a “ghetto” le restanti aree cittadine piene di fondi sfitti o in vendita».
Secono Santi Guerrieri, le grandi distribuzioni portano anche poche assunzioni, mentre ci sarebbero «volumi di denaro che finiscono nelle casse delle holding societarie, lasciando Lucca a “bocca asciutta”. Dicotomica, anzi comica la teoria del candidato Santini, che da un lato vorrebbe provare ritessere il tessuto commerciale tradizionale del centro storico che ha determinato la fortuna economica e la storia di Lucca, quello artigiano e del piccolo commercio, per poi in questo idillio passionale, piazzare le grandi lobby commerciali magari nei fondi della CRL in Piazza San Michele o in Piazza dei Mercanti? È questa la tanto vituperata propaganda a favore delle bellezze cittadine e di una città capace di essere attrattiva ai turisti?. Una forzatura questa storia delle Grandi Distribuzioni che l’uomo comune potrebbe interpretare come fatta su misura pensando grandi poteri immobiliari lucchesi del centro cittadino. Gli altissimi valori immobiliari e d’affitto concentrati in poche vie e piazze cittadine, potrebbero suggerirlo». Per Santi Guerrieri «Lucca non è Manhattan. Qui il commercio è spesso a conduzione familiare.Piano del Commercio, delle funzioni, del Centro Storico, suolo pubblico, meno burocrazia, sgravi fiscali su tasse e imposte per dare nuova vitalità e speranza di sopravvivenza alle imprese, ecco di cosa ha bisogno l’economia lucchese».

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