Il Tirreno

Lucca

«Attirare i grandi marchi per far rivivere il centro» 

di Luca Cinotti
«Attirare i grandi marchi per far rivivere il centro» 

Le ricette di Santini per rilanciare la città: intese con i privati e con le manifestazioni E su Tambellini: «Non può permettersi di scegliere il candidato con cui scontrarsi» 

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. L’assalto di Remo Santini a Palazzo Orsetti si muove orientandosi grazie a due stelle polari: la prima, più politica, è quella dell’accreditarsi come «unico candidato veramente nuovo» e slegato da logiche di partito. La seconda, che guarda ai provvedimenti da prendere in caso di elezione, si basa sull’idea di “iniettare” energie e stimoli esterni all’interno di una città ormai ferma al palo.
Cominciamo da qui, dal mondo del commercio. Che, soprattutto in centro, sembra essere in grande difficoltà. Su cosa punterebbe per rilanciarlo?
«Serve una svolta netta, per rendere la città viva tutto l’anno. Bisogna essere in grado di attrarre marchi che possano sopperire al deperimento del commercio. Penso, ad esempio, a Zara e H&M. Ma anche a fare ritornare in centro gli artigiani che si sono spostati fuori dalle Mura».
Due provvedimenti della giunta uscente: la moratoria a bar e paninoteche e lo spostamento del mercato. È intenzionato a confermarli?
«Sicuramente manterrò la moratoria, anzi la renderò stabile, contro lo svilimento del centro. Sul mercato ho detto più volte che la mia intenzione è di riportarlo in centro storico. Ma, attenzione, questo si lega a un mercato che abbia una qualità diversa da quello attuale: dobbiamo essere in grado di qualificare l’offerta su tutto».
I Comics resteranno in centro?
«Sicuramente. Anzi, la mia idea è che le strutture che vengono montate possano essere utilizzate anche dopo la chiusura della manifestazione».
E per il Summer Festival?
«Innanzitutto segnalo che è scaduto l’accordo con l’organizzazione e nessuno avrebbe certo obiettato al suo rinnovo. Detto questo, su manifestazioni di questo tipo bisogna “contrattare”: il Comune deve chiedere molte cose in più. Ad esempio, che si inserisca una rassegna “Aspettando il Summer Festival”».
Lucca ha risentito della crisi forse meno di altre città, ma le difficoltà si avvertono anche qui. Come pensa di poter incidere su questo tema?
«Bisogna riaccendere il motore dell’economia. Partendo con il rivedere le assegnazioni degli appalti. Negli ultimi cinque anni hanno vinto aziende da fuori. In realtà credo che nelle maglie del codice degli appalti le nostre possano essere messe in condizioni di competere al meglio. Introducendo ad esempio il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che consideri anche parametri come la qualità dell’azienda, la sua distanza da cantiere e così via. Vorrei anche realizzare un albo delle imprese locali, nel quale conferire lavori a rotazione. In generale, da sindaco cercherò alleanze con imprenditori che lavorano all’estero: voglio cogliere gli aspetti migliori della necessità di aprirsi. Non possiamo più fare da soli».
E su Gesam?
«Uno dei miei primi atti sarò di incontrare i lavoratori perché voglio che si trovi la soluzione migliore per tutti. Non possiamo più assistere alla perdita del patrimonio della città».
A proposito di questioni aperte, c’è anche quella del Campo di Marte...
«Il sindaco Tambellini ha fatto sfumare le operazioni sull’ex ospedale perché l’Asl (e quindi la Regione) non era d’accordto. Come al solito, davanti a diktat regionali si è abbassata la testa. Non dovrà essere più così. Se c’è una scelta che reputo giusta, io posso anche arrivare a incatenarmi».
Prego?
«Un sindaco deve essere in grado di fare azioni scioccanti, anche spingersi sopra le righe».
Lei punta molto sulla sicurezza: ordinanza antiaccattonaggio, fondo comunale per chi viene incriminato per legittima difesa. Altre proposte?
«Sì. Credo che le telecamere siano state installata in maniera sbagliato, che non serve alle forze dell’ordine. La mia idea è di spostarle alle vie di fuga della città».
Parliamo un po’ di politica. Ma lei è un candidato civico o, come dicono i suoi avversari, l’esponente dei partiti del centrodestra?
«Sono l’unico candidato veramente nuovo, con due liste civiche e i tre partiti. Non ho mai avuto tessere, mentre il sindaco uscente è un iscritto del Pd. Non avrei mai accettato di candidarmi senza una forte impronta civica».
C’è chi dice che è partito troppo in anticipo. Lo ha sostenuto anche il presidente Marcello Pera.
«Ho giocato d’anticipo perché avevo bisogno di tempo per un progetto serio. Con il presidente Pera ho sempre avuto un buon rapporto, è stato fra i primi a dirmi di pensare alla candidatura. Ho apprezzato il fatto che dopo aver fatto tre convegni si è ritirato perché ha capito che non c’era più spazio».
Cosa risponde a Tambellini, che l’accusa di aver preparato la sua candidatura con il suo lavoro di giornalista?
«Il sindaco si permette di dire chi potrebbe essere il suo avversario e chi no. Ho fatto il giornale raccontando la città, quello che percepivamo. E abbiamo graffiato perché il Comune latitava».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web