Gioco
Giglio, con i conti in ordine l’obiettivo è la fondazione
di Barbara Antoni
Il teatro chiama a raccolta categorie, enti bancari, terzo settore, Pucciniano per mettere a punto un progetto che lo faccia diventare «il cuore degli eventi»
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LUCCA. Tornano i conti del teatro del Giglio. Per il secondo anno consecutivo, dopo esercizi in cui si registravano perdite ben oltre i centomila euro, anche l’esercizio 2016 conferma il raggiunto equilibrio. L’utile è minimo - 3.103,54 euro contro i 23.442 del 2015 - ma c’è da considerare che il teatro ha dovuto fronteggiare, all’inizio, un meno 200.000 sui trasferimenti che preoccupava. Dal 2016 infatti, in base agli accordi raggiunti fra Comune e Fondazione Cassa di Risparmio, è venuto meno il contributo di quest’ultimo ente e il teatro si è sorretto, oltre che sulle proprie entrate, solo sul trasferimento comunale, pari a 1.430.000 euro. Grazie ai buoni risultati di pubblico raggiunti con la produzione lirica ha potuto ottenere un incremento dei trasferimenti del Fus, il fondo unico per lo spettacolo, pari a circa 7.000 euro (519.640 euro rispetto ai 512.133 del 2015, ma con un notevole stacco rispetto al 2014 quando non avevano superato quota 430.000). Un incremento minimo che comunque conferma una buona salute.
Con i conti in ordine il teatro del Giglio, nell’attuale forma giuridica di azienda speciale, può cominciare a guardare a un futuro di fondazione: obiettivo da lungo accarezzato ma impossibile da attuare finchè il bilancio era in perdita.
«Finora siamo andati avanti a testa bassa sui conti - sottolinea l’amministratore unico del teatro Stefano Ragghianti -. È arrivato il momento di mettersi intorno a un tavolo con forze culturali della città per parlare dello sviluppo economico e turistico al Giglio, che fa parte di questo sistema. Non si tratta solo di trovare soldi ma anche di prevedere progetti più importanti. Siamo sul filo, ma oggi il teatro è in condizione di affrontare questo passaggio».
Un ringraziamento esplicito da parte di Ragghianti, ma anche dell’assessore alle partecipate Giovanni Lemucchi e dal direttore generale del Giglio Manrico Ferrucci, va a tutto il personale in organico al teatro (22 unità dopo la razionalizzazione), «con l’apporto del quale - sottolineano - abbiamo potuto raggiungere questo risultato». «Siamo riusciti nella scalata dell’Everest - considera Lemucchi -, siamo riusciti a dare linfa al teatro per presenze e risanamento. Il teatro si è aperto, adesso deve diventare il cuore delle manifestazioni».
Fondazioni bancarie cittadine (Cassa di Risparmio e Banca del Monte), associazioni di categoria, associazioni culturali, terzo settore, aziende locali e non ultimo il Festival Pucciniano di Torre del Lago sono gli interlocutori a cui il Giglio parla nell’ottica di una sua trasformazione. «A questo punto sarebbe utile avviare un percorso, prevedere un periodo transitorio di programmazione, prima di dare il via alla fondazione», dice Ragghianti.
Secondo Tiziana Granucci, sindaco revisore unico dei conti del teatro, «i trasferimenti del Comune sono alla soglia del dolore: la quota minima dovrebbe essere di 1.600.000. Mi auguro che aumentino: è quello che chiedo alla prossima amministrazione».
Uno dei punti di debolezza del teatro è rappresentato dalla capienza, non oltre i settecento posti. È successo più di una volta anche nell’ultimo anno (come per il concerto di José Carreras nell’ultima edizione dei Puccini Days) che la disponibilità di posti sia stata molto inferiore alla richiesta.
Ad ogni modo, sottolinea anche Ferrucci, «il core business del Giglio sta nella musica e nella lirica», come del resto testimoniano i numeri.
Presenze e abbonamenti. In base ai dati forniti, nel 2016 le presenze di pubblico al Giglio sono state pari a 22.771 (per 57 eventi complessivi), risultato della somma fra i 3.142 spettatori dei Puccini Days (21 eventi), i 5.542 delle opere liriche (12 recite), i 1.676 della stagione di danza (3 eventi) e i 14.411 della fortunatissima stagione di prosa (21 recite) che però essendo concordata con la Fondazione Toscana Spettacolo e da questa pagata, sposta i propri ricavi sul bilancio dell’ente regionale piuttosto che su quello del Giglio. L’ottimo livello di presenze nella prosa, secondo in Toscana dopo i teatri fiorentini, è comunque un buon risultato per il Giglio anche in termini di attrattiva e di ruolo acquisito di teatro di riferimento. Anche per le Cartoline Pucciniane, realizzate , come i Puccini Days, con la Fondazione Giamo Puccini, le presenze risultano in crescita: osservando i numeri relativi ai primi 18 eventi musicali del 2017 (su 37 complessivi), si è registrata la presenza di 7.527 spettatori, dato che - in cinque mesi - si avvicina a quello dell’intero 2016. Per il 2017 il Giglio prevede una presenza complessiva di 15.000 spettatori per gli eventi che compongono il progetto sostenuto dal ministero per i Beni culturali (stagione lirica, Puccini Days, danza, musical, concerti, cartoline pucciniane, Lucca Junior Opera. E poi gli abbonamenti: nella stagione 2016-17 sono stati 1.037 per la prosa, 212 per la lirica, 143 per la danza, 154 Zapping e Zapping junior, 42 i pacchetti.
Concessioni. In aumento, ma ancora lieve, il ricavo dalle concessioni delle strutture teatrali Giglio e San Girolamo: da 64.5467,81 nel 2015 a 98.827,72 euro nel 2016 il primo, da 12.779 a 15.949 euro il secondo. Un punto questo che il teatro sa di dover sviluppare, per gran parte con aziende ed enti della Lucchesia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Con i conti in ordine il teatro del Giglio, nell’attuale forma giuridica di azienda speciale, può cominciare a guardare a un futuro di fondazione: obiettivo da lungo accarezzato ma impossibile da attuare finchè il bilancio era in perdita.
«Finora siamo andati avanti a testa bassa sui conti - sottolinea l’amministratore unico del teatro Stefano Ragghianti -. È arrivato il momento di mettersi intorno a un tavolo con forze culturali della città per parlare dello sviluppo economico e turistico al Giglio, che fa parte di questo sistema. Non si tratta solo di trovare soldi ma anche di prevedere progetti più importanti. Siamo sul filo, ma oggi il teatro è in condizione di affrontare questo passaggio».
Un ringraziamento esplicito da parte di Ragghianti, ma anche dell’assessore alle partecipate Giovanni Lemucchi e dal direttore generale del Giglio Manrico Ferrucci, va a tutto il personale in organico al teatro (22 unità dopo la razionalizzazione), «con l’apporto del quale - sottolineano - abbiamo potuto raggiungere questo risultato». «Siamo riusciti nella scalata dell’Everest - considera Lemucchi -, siamo riusciti a dare linfa al teatro per presenze e risanamento. Il teatro si è aperto, adesso deve diventare il cuore delle manifestazioni».
Fondazioni bancarie cittadine (Cassa di Risparmio e Banca del Monte), associazioni di categoria, associazioni culturali, terzo settore, aziende locali e non ultimo il Festival Pucciniano di Torre del Lago sono gli interlocutori a cui il Giglio parla nell’ottica di una sua trasformazione. «A questo punto sarebbe utile avviare un percorso, prevedere un periodo transitorio di programmazione, prima di dare il via alla fondazione», dice Ragghianti.
Secondo Tiziana Granucci, sindaco revisore unico dei conti del teatro, «i trasferimenti del Comune sono alla soglia del dolore: la quota minima dovrebbe essere di 1.600.000. Mi auguro che aumentino: è quello che chiedo alla prossima amministrazione».
Uno dei punti di debolezza del teatro è rappresentato dalla capienza, non oltre i settecento posti. È successo più di una volta anche nell’ultimo anno (come per il concerto di José Carreras nell’ultima edizione dei Puccini Days) che la disponibilità di posti sia stata molto inferiore alla richiesta.
Ad ogni modo, sottolinea anche Ferrucci, «il core business del Giglio sta nella musica e nella lirica», come del resto testimoniano i numeri.
Presenze e abbonamenti. In base ai dati forniti, nel 2016 le presenze di pubblico al Giglio sono state pari a 22.771 (per 57 eventi complessivi), risultato della somma fra i 3.142 spettatori dei Puccini Days (21 eventi), i 5.542 delle opere liriche (12 recite), i 1.676 della stagione di danza (3 eventi) e i 14.411 della fortunatissima stagione di prosa (21 recite) che però essendo concordata con la Fondazione Toscana Spettacolo e da questa pagata, sposta i propri ricavi sul bilancio dell’ente regionale piuttosto che su quello del Giglio. L’ottimo livello di presenze nella prosa, secondo in Toscana dopo i teatri fiorentini, è comunque un buon risultato per il Giglio anche in termini di attrattiva e di ruolo acquisito di teatro di riferimento. Anche per le Cartoline Pucciniane, realizzate , come i Puccini Days, con la Fondazione Giamo Puccini, le presenze risultano in crescita: osservando i numeri relativi ai primi 18 eventi musicali del 2017 (su 37 complessivi), si è registrata la presenza di 7.527 spettatori, dato che - in cinque mesi - si avvicina a quello dell’intero 2016. Per il 2017 il Giglio prevede una presenza complessiva di 15.000 spettatori per gli eventi che compongono il progetto sostenuto dal ministero per i Beni culturali (stagione lirica, Puccini Days, danza, musical, concerti, cartoline pucciniane, Lucca Junior Opera. E poi gli abbonamenti: nella stagione 2016-17 sono stati 1.037 per la prosa, 212 per la lirica, 143 per la danza, 154 Zapping e Zapping junior, 42 i pacchetti.
Concessioni. In aumento, ma ancora lieve, il ricavo dalle concessioni delle strutture teatrali Giglio e San Girolamo: da 64.5467,81 nel 2015 a 98.827,72 euro nel 2016 il primo, da 12.779 a 15.949 euro il secondo. Un punto questo che il teatro sa di dover sviluppare, per gran parte con aziende ed enti della Lucchesia.
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